Visit Alta Val Taro e Val Ceno - Albareto - Foto Nemesia Studio
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Funghi – l’annata che l’Alta Val Taro e Val Ceno aspettava da tempo

Tra fiere, borghi e sottobosco: porcini, tartufo nero, castagne e torte d’erbe accendono i weekend d’autunno dell’Appennino parmense.

C’è un’annata, ogni tanto, in cui il bosco decide di essere generoso oltre misura. Piogge arrivate al momento giusto, notti già fresche, terreno che profuma di muschio bagnato: il risultato, in Alta Val Taro e Val Ceno (PR), è una fioritura di funghi che i raccoglitori più esperti non ricordavano da tempo. Da settembre a novembre 2026 questo angolo di Appennino parmense, diventa la cucina a cielo aperto d’Italia, tra fiere, sagre e borghi che aprono le porte a chi arriva con lo zaino in spalla e la curiosità di chi ama scoprire, prima ancora che assaggiare.

Visit Alta Val Taro e Val Ceno – Albareto – Foto Nemesia Studio

«L’annata è partita bene, con ritrovamenti diffusi in Appennino tra faggete e castagneti, e le piogge dei giorni scorsi non fanno che prepararla a una nuova, generosa crescita: torneranno abbondanti i funghi del freddo e i mori, i più belli e sodi, pronti a far battere il cuore ad ogni ritrovamento nelle aree dell’unico porcino tutelato in Europa, il Fungo di Borgotaro IGP» svela Antonio Mortali, direttore Consorzio per la Tutela dell’IGP Fungo di Borgotaro.

Un calendario che si percorre come un sentiero, di paese in paese: si parte da Borgotaro, si passa da Albareto, si sale a Bore, si scende a Bedonia e si arriva, l’8 novembre, al doppio traguardo di Tarsogno e Santa Maria del Taro. Nel mezzo, boschi da attraversare in punta di stivali, castelli che guardano la valle da secoli e musei che raccontano una storia lunga quanto quella del fungo di Borgotaro.

Borgotaro, dove tutto è cominciato: il Fungo I.G.P.

Si apre il 19-20 e 26-27 settembre 2026 con la 51ª edizione della Fiera del Fungo di Borgotaro I.G.P., la festa che nel 1976 nasceva come sagra di paese e oggi riempie il centro storico per due weekend interi. Mercato agricolo, street food, gli showcooking dell’Officina del Gusto e lui, il vero protagonista: il Boletus di Borgotaro, l’unico fungo spontaneo al mondo che non si può coltivare. Trent’anni di tutela europea da festeggiare, proprio nell’anno in cui il bosco ha deciso di essere più generoso che mai.

Albareto e il Re del bosco: la Fiera Nazionale del Fungo Porcino

Una settimana dopo, dal 2 al 4 ottobre 2026, tocca ad Albareto con la 29ª edizione della Fiera Nazionale del Fungo Porcino: tre giorni di mostra micologica, escursioni, musica e tavolate che da sole meriterebbero il viaggio. Il claim ufficiale: “Porcino, bosco, passione: una simbiosi tutta da gustare”, qui è quasi un eufemismo: il bosco non fa da sfondo, è il protagonista assoluto, con un’area kids pensata per chi il porcino lo scoprirà da grande, magari tornando bambino tra i nonni.

Bore e i frutti generosi del sottobosco

Domenica 11 ottobre 2026 la festa si sposta a Bore, nel cuore della Val Ceno, con la Festa della Castagna: caldarroste, mercatini a tema e stand gastronomici per una giornata dedicata a un altro dono, non meno prezioso, dell’Appennino.

Bedonia e il tartufo nero, il fratello silenzioso del porcino

Il 17 e 18 ottobre 2026 arriva la 13ª Fiera del Tartufo di Bedonia, dedicata al tartufo nero della Val Ceno: meno chiacchierato del porcino, non meno prezioso, protagonista tra mostre mercato, degustazioni e show cooking. Se la stagione dei funghi apre l’autunno, quella del tartufo lo accompagna verso il traguardo.

L’8 novembre, l’ultimo saluto alla stagione: Tarsogno e Santa Maria del Taro

A chiudere davvero l’autunno ci pensano due paesi insieme, lo stesso giorno, domenica 8 novembre. A Tarsogno cala il sipario sul Festival della Torta d’erbe con la giornata conclusiva, tra degustazioni e ricette che raccontano uno dei piatti simbolo della cucina di montagna. A pochi chilometri, Santa Maria del Taro festeggia la sua Festa della Castagna, tra caldarroste, mercatini e quell’atmosfera che solo l’autunno appenninico sa regalare. Due paesi, una data, un unico saluto alla stagione del raccolto.

«In Alta Val Taro e Val Ceno il bosco non è solo un paesaggio da cartolina, è un’economia, una comunità, un modo di stare al mondo. Chi arriva per il fungo o per il tartufo, spesso, resta per i borghi, per i castelli, per il silenzio. Ed è esattamente quello che desideriamo: che questo autunno non si visiti soltanto mordi e fuggi, ma si respiri, lo si viva anche per più giorni» dichiara Francesco Mariani, presidente dell’Unione dei Comuni Valli Taro e Ceno.

Francesco Mariani, presidente Unione Comuni Valli Taro e Ceno
Per chi non si accontenta della tavola

Chi arriva per i funghi, quasi sempre, riparte con molto di più. Tra una fiera e l’altra c’è tempo per una passeggiata nei boschi che resero famoso il Fungo di Borgotaro già nell’Ottocento – quando i montanari emigrati in America ne portarono la fama oltreoceano – e per una tappa nei musei che quella storia la custodiscono ancora: il Museo del Fungo Porcino di Borgotaro e quello di Albareto, dove il “Re Porcino” si racconta tra natura, storia e arte. E poi ci sono i castelli, quelli veri, con le torri e le storie di famiglia: Compiano, Bardi, Varano de Melegari.

Un bosco, tanti paesi, un’unica, generosa stagione: l’Alta Val Taro e Val Ceno aspetta solo di essere scoperta lentamente, un passo e un fungo alla volta.

Il progetto “Promozione turistica – Valli parmensi”, in complementarità e continuità con Appennino Emilia, è realizzato dall’Unione dei Comuni Valli Taro e Ceno, grazie ai Fondi europei della Regione Emilia-Romagna.

Visit Alta Val Taro e Val Ceno – Piatto con i funghi

Info
Visit Alta Val Taro e Val Ceno
Tel. 0525 96796
info@turismovaltaro.it
www.turismovaltaro.it


21/09/2026  08:16:52 ns. “ellastudio”

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