I PELLEGRINI DELLA VIA FRANCIGENA SONO PASSATI DA PIACENZA

Il Comitato Scientifico Culturale Tratta Piacenza ha organizzato l’evento di benvenuto ai pellegrini in transito per le terre della diocesi piacentina in occasione della Festa di Maria Assunta nel rispetto del calendario-tappe Road to Rome

 

Lo scorso 14 agosto tutto esaurito nella Basilica dell’Abbazia di Chiaravalle della Colomba di Alseno uno dei gioielli piacentini che dal XII° secolo è al servizio di tutti i pellegrini. Posti in piedi e seggiole volanti per una intensa e ricca serata culturale per i presenti e viandanti che hanno percorso la “Tratta Piacenza” della Via Francigena.

<<Piacenza da 1688 anni è crocevia documentato (il diario dell’Anonimo Burdigalense), ma anche prima del 333 d.C., del continuo transito e sosta di viandanti e banchieri, commercianti e cristiani. La stessa Diocesi di Piacenza e Bobbio ne è stata testimone. I vari percorsi antichi  si snodavano dal guado del fiume Po zona Sarmato e Calendasco fino a oltre il fiume Taro, a pochi chilometri dalla Diocesi di Pontremoli e della Lunigiana, tutto sul territorio piacentino diocesano.

I pellegrini assaggiano le specialità enogastronomiche piacentine

Via Micaelica, via Postumia, via degli Abati, via San Colombano-Teutonica, Via Regia, via Emilia… passano per Piacenza sempre, non come alternativa, o variante disegnata recentemente. Da qui anche la realtà storica delle 100 chiese della città, del numero notevole di monasteri, hospitali e castellieri lungo i crinali delle vallate. Qui san Colombano, co-patrono d’Europa, santa Franca, sant’Antonino, san Bernardo, san Rocco e tanti altri hanno vissuto, sostato e creato accoglienza. Una tradizione che Piacenza ha nel sangue e che ha trovato concretezza nella produzione e creazione di alimenti “dedicati” a durare nel tempo, a sostegno degli sforzi dei camminatori da quando san Colombano, fra i primi, superò il guado di “Soprarivo” e diede vita a una dieta conventuale fra alimenti continentali e peninsulari. Nel terzo millennio Piacenza non smentisce 1688 anni di storia e cultura vocati all’accoglienza-ospitalità per tutti i pellegrini d’Europa, senza distinzioni, muri, obblighi, in segno di pace fra i popoli e – ancora – non dimentica la sua tradizione e tipicità alimentare legata ai cibi durevoli, senza spreco e di riuso.

Arrivati messaggi di compiacimento per l’iniziativa culturale-storica dalla associazione abbazie Cistercensi, da Route européenne delle abbazie, da mons. Liberio Andreatta, Massimo Ceschin dei Cammini d’Europa, Massimo Andreoli Cers-Rievocazioni Storiche del Consiglio d’Europa, Transitum Padi, Touring Club Italiano Emilia Nord, dal Centro Sportivo Italiano, International Viae Romam>>.

Queste le parole di ringraziamento ai padri cistercensi per la millenaria assistenza e servizio e di spiegazione che Giampietro Comolli ha espresso come introduzione davanti agli attenti e prenotati ospiti per motivare la serata “Guarda la Stella” in basilica creata e guidata da Alessandra Toscani di And Arts Studio con l’Ensamble Gulli composta dal soprano Elisa Luzi e agli strumenti Paola Bandini, Marina Mammarella, Agide Bandini. Un concerto di itinerari paralleli in parole e musica che ha dimostrato quanto la “terra piacentina” sia fucina, stimolo di cultura e arte, grazie a personaggi come san Bernardo dedito al lavoro e alla preghiera, Giuseppe Verdi che ha vissuto tutta la sua vita a pochi chilometri dall’Abbazia facendo l’agricoltore e Dante Alighieri che ha dato i natali alla lingua italiana.

E’ stata la ricerca attenta di Alessandra Toscani– ha proseguito Comolli –  a scoprire il legame concettuale fra  Bernardo di Clairvaux, Giuseppe Verdi e Dante Alighieri  scaturito da una comunanza e aderenza spirituale e di creatività geniale, ma dedicato e mirato in un contesto di unicum genius loci come è la Tratta Piacenza della Via Francigena. Creano, nel proprio contesto storico, un linguaggio nuovo, chi poetico, chi musicale, chi di fede cristiana. La “stella” è l’innovazione nelle visioni  che hanno consentito la nascita della cultura europea in tema di spiritualità, natura e linguaggi che ancora oggi sono motivo di riflessione che ha svelato l’autrice“.

Nella foto, da sx, Don Amedeo, Giampietro Comolli ed un cavaliere templare

Don Amedeo ha definito proprio Maria Assunta (Ferragosto è la festa dell’assunzione al cielo della madre di Cristo) la “regina dell’accoglienza” spirituale e umana. Parole di plauso, e di impegno e disponibilità anche per il futuro nella logica di fare sistema unico a Piacenza sono arrivate da Pietro Ghizzoni e Luigi Contini dell’amministrazione comunale di Alseno, da Andrea Podrecca a rappresentare la partnership della Banca di Piacenza e soprattutto da Maria Rosa Zilli consigliere delegata della Provincia, a nome anche della presidente Patrizia Barbieri, particolarmente interessata alle prospettive del progetto del Comitato. Pareri tutti molto positivi per il livello culturale dell’evento e per l’elevato profilo storico di Piacenza che emerge con i fatti reali, non con foto di pragmatica e dichiarazioni politiche. Tratta Piacenza si distingue proprio, rispetto a tutte le altre associazioni di matrice politica, per essere estranea all’autoreferenzialità, ai legami vincolanti. Una autonomia che deve portare a scelte chiare, utili per la collettività, non per singole persone o per interessi privati o per figure commerciali.

La pièce è stata voluta dal Comitato Tratta Piacenza con la disponibilità di Federica Peveri del salumificio Peveri di Chiaravalle che ha curato anche la conviviale “….alla maniera del pellegrino e solo con cibi frutto della pratica e della ricerca originata a Piacenza della conservazione del cibo per favorire chi deve camminare molto e avere sempre alimenti energetici, salubri e  sani a disposizione..” ha detto Comolli durante gli assaggi spartani. Comolli ha pure ringraziato la Cantina Romagnoli che ha offerto il vino Malvasia di Candia (anche nella antica versione passito e vino della Santa Messa) firmato da Alessandro Perini, a cascina Pizzavacca per la giardiniera gioiello di Emanuele Pisaroni e produzione piacentina più antica in Italia come agrodolce e olio di semi, ad Agri PC Latte per lo speciale Bianco d’Italia, formaggio a grana dura una rarità e una esclusività di come conservare nel tempo il latte,  proposto da Roberto Arata e dal presidente APL Marco Lucchini, al salumificio Carlo Peveri, grande produttore di insaccati, anch’essi una pratica per conservare nel tempo la carne, che presentato la Culatta Emilia Piacentina, autore del famoso CoppaDop-magnum piacentina unica in assoluto.

Natoconlavaligia

Tiziano Argazzi

Giornalista appassionato di turismo, Food & Wine e Motori. Da molto tempo si diletta a scrivere di viaggi, vacanze e tempo libero, inserendo anche vari suggerimenti enogastronomici. Negli ultimi anni ha iniziato ad interessarsi anche del mondo automobilistico e fa parte di Uiga l’Unione italiana giornalisti dell’automotive.