IL NOTO CHEF CORRADO PARISI APPRODA AL RISTORANTE “AL PAPPAGALLO” DI BOLOGNA

CORRADO PARISI E’ IL NUOVO EXECUTIVE CHEF DEL PRESTIGIOSO RISTORANTE “AL PAPPAGALLO” DI BOLOGNA

PORTA IN CUCINA ENTUSIASMO, GRANDE CAPACITA’ TECNICA, RICERCA ED ESTRO CREATIVO

Interno del Ristorante il Pappagallo di Bologna

 

Chef Corrado Parisi – ph©da pagina fb dello chef

Parisi, chef che vive il suo fare cucina con un entusiasmo contagioso, che si muove deciso tra piatti dove la grande capacità tecnica si ammorbidisce di una interpretazione complessa ma facilmente comprensibile per il palato.
Nato a Ispica, fin da piccolo si trasferisce in Germania dove il padre possedeva un ristorante. Non passa molto tempo che Corrado arriva a dimostrare il suo estro creativo, con una spiccata propensione verso la pasticceria. Panettiere di notte e aiuto del padre durante il giorno, Parisi si avvicina sempre di più al mondo della cucina percependolo come unica vera strada per il suo futuro.
Ancora oggi, ricordando i primi passi tra i fornelli e le esperienze vissute, tiene a sottolineare un concetto che ben riassume il senso del suo percorso: “Da bambino ho sempre sognato di diventare uno chef. Oggi sono…Corrado Parisi”. Una frase che raccoglie i desideri di bambino, la visione fanciullesca fatta di sogni da realizzare e la consapevolezza di non sentirsi mai veramente arrivati, ma solo sé stessi in un cammino di crescita e maturazione che prosegue.
Sono tanti i viaggi che contraddistinguono le varie fasi della carriera di Corrado Parisi, tra Miami, Ibiza, Parigi e Lugano, per poi fare ritorno nella sua terra natìa. Oggi Corrado è uno chef che si definisce “maniacale” nella ricerca di quello che lui considera il perfetto equilibrio del piatto. Ma è una perfezione che nasce da un controsenso, quello dell’imperfezione che garantisce l’artigianalità. Non solo, è uno chef che ama considerarsi ed essere libero, senza etichette o categorie predefinite perché, come lui dice, “se dovessi ingabbiarmi in una categoria cambierei subito lavoro. Questo perché quando cucino, il mio obiettivo è quello di trasmettere emozioni e le emozioni nascono da una cucina fatta di sapori vivi, che si trasformano”.
“Nuovo e antico nella tradizione e nel mio presente. Sempre e per sempre il grande Ristorante di Bologna amata” cosi’ descrive Il Pappagallo il noto regista bolognese Pupi Avati .
Superato il giro di boa del centenario il Tempio della Gastronomia di Bologna resta il punto di riferimento della grande cucina della città.
Conosciuto dal pubblico internazionale come custode dei valori della nobile gastronomia petroniana, inaugura una nuova stagione ricca di novità, a partire dalla presenza del nuovo Chef Executive Corrado Parisi, che farà convivere tradizione e avanguardia.
Armonia tra ossequio del passato e visione contemporanea.
La lunga storia del Ristorante è costellata da successi e trasformazioni, restando sempre simbolo di autentico bièn vivre di Bologna, attraversando le generazioni, dai grandi viaggiatori del passato fino ai turisti esigenti ed evoluti del presente, conquistando, nel suo percorso ultracentenario ben 23 stelle Michelin. Gli ultimi 5 anni, vissuti tra l’entusiasmo e la meticolosa dedizione dei due imprenditori, Michele Pettinicchio ed Elisabetta Valenti, che hanno rilevato l’attività e ne hanno restituito lo splendore, hanno recuperato e valorizzato, nel cuore pulsante del centro storico, questa eccellenza della gastronomia, incastonata fra monumenti simbolo di Bologna, all’ombra delle due Torri e a fianco del Palazzo della Mercanzia. E’ stata restituita alla città anche la adiacente Torre degli Alberici (dove era situata la bottega più antica della città, risalente al 1273), di cui oggi finalmente è stato ripristinato il collegamento dall’interno. In questo suggestivo luogo si respira profumo autentico di una antica bottega con cucina.
Il grande progetto di rinascita, concentrato sul recupero del passato, studiato, analizzato e attualizzato, sempre nel rispetto della grande lezione fornita dagli antichi ricettari e dal geniale lavoro dello storico fondatore, Giovanni Zurla, poggia sulle fondamenta del Pappagallo. Michele Pettinicchio, imprenditore di successo nella moda, ha approfondito la tecnica di preparazione, tenendola rigorosamente riservata, dell’iconico tortellino con passione e maniacale e cura del dettaglio e della memoria avendo sempre presenti l’equilibrio delle consistenze, materie prime di assoluta qualità, procedimenti e passaggi fondamentali del brodo o delle salse di condimento. La fama del Ristorante gravita attorno al tortellino, espressione di memoria storica, conoscenza, sperimentazione e abilità manuale. Simbolo della tradizione bolognese, questa piccolo scrigno di sapore si è guadagnato nel 2019 il riconoscimento del Tortellino D’Oro, di cui detiene ancora il titolo. I tortellini del Pappagallo, realizzati a mano, con amore, nell’esclusivo laboratorio, sono minuscoli,“al mignolo”, come detta la tradizione sono protagonisti del “Menu della Memoria dedicato a Vittorio Zurla”, serviti con il classico doppio brodo di cappone, oppure, reinterpretando il ricettario nato proprio al ristorante, proposti in “goccia d’oro”, una sapiente mantecatura di tuorlo d’uovo e crema di Parmigiano, che li rende miracolosamente digeribili. In goccia d’oro, “Pappagallo Style” le celebri lasagne a sfoglia gialla con la besciamella Mornay checontiene il tuorlo dell’uovo. Non mancano la classica Cotoletta Bolognese, di vitello con friggione al Campari, e la coscia di galletto in galantina con zabaione salato al Parmigiano Reggiano dop e tartufo nero, e coscia di faraona farcita in crosta di prosciutto crudo, piatti della memoria difficilmente rintracciabili nei menu contemporanei.
Lo sguardo verso il futuro e la volontà degli imprenditori di conferire al locale una impronta di respiro internazionale, ha portato i titolari a puntare la bussola verso l’eccellenza, scegliendo come Chef Executive Corrado Parisi, che con il suo Menu d’autore imprimerà alla cucina del Pappagallo la sua inconfondibile e rinomata cifra stilistica, fatta di creatività, tecnica evoluta, e profondo senso etico nell’ottica della sostenibilità. La scelta dei titolari è ricaduta su uno chef completo, in grado di trasferire le sue profonde conoscenze del cibo nelle preparazioni, e di rinnovare anche le mise en olace.
Una nuova anima caratterizzerà la Torre degli Alberici, dove verrà proposta, dalle 11 alle 19.30, una cucina di matrice “nazionale”, 7 giorni su 7, una “cucina di famiglia”, golosa e sorprendente, con piatti che variano a seconda della stagione e della disponibilità delle materie, vini locali e atmosfera informale. La scelta dei piatti avrà come base fissa lasagne di tagliatelle (ispirate alle lasagne antiche), stecchi petroniani, gran fritto misto alla bolognese, animelle di vitello e funghi fritti, fegati misti con cipolla in rete di maiale arrostiti, giardiniera di produzione propria e prezzi più accessibili. Una cucina equilibrata e digeribile, popolare, che si distinguerà in modo netto dalle elaborazioni d’autore del Ristorante.
La Torre sarà aperta al pubblico con la nuova formula dal 6 aprile prossimo, mentre al Ristorante il primo menu interamente firmato dallo Chef sarà disponibile in concomitanza con le festività pasquali. Dal 18 aprile il Ristorante osserverà una settimana di chiusura, per poi riaprire con la nuova e definitiva veste dal 25 aprile. In questo periodo la Torre degli Alberici sarà invece già a pieno regime.


31/03/2022  20:34:37
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