VEDERE LA MUSICA – PALAZZO ROVERELLA A ROVIGO

L’ARTE DAL SIMBOLISMO ALLE AVANGUARDIE

5 Kandinskij in mostra al Roverella. Realizzati per i “Quadri di una esposizione” di Musorgskij

Felice Casorati, Beethoven, 1928, Rovereto, MART, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto © Felice Casorati, by SIAE 2021
Ritratto of the maestro Ferruccio Busoni - 1916
Portrait of Richard Wagner (1813-83), 1893 (oil on canvas) (see also 27900)
Paul-Ranson-LIniziazione-alla-musica-1889-collezione-privata
Paul Klee, at night, 1921, matita, penna, acquarello su carta
Leo Putz, Parzifal, 1900, olio e tempera su legno
Alois Kolb, Ritratto di Beethoven Questo bacio al mondo intero, 1909 circa, acquaforte e acquatinta
Oskar Kokoschka, Il potere della musica, 1918 olio su tela, Eindhoven, Collection Van Abbemuseum
Vasilij Kandinskij, La grande porta (Nella capitale Kiev), 1928, Colonia, Theaterwissenschaftliche Sammlung der Universität
Giacomo Balla, Bozzetto per il balletto di sole luci “Feu d’Artifice”, 1917, Milano, Museo Teatrale alla Scala© Giacomo Balla, by SIAE 2021
Felice Casorati, Beethoven, 1928, Rovereto, MART, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto © Felice Casorati, by SIAE 2021
Aubrey Beardsley, Isolde, illustrazione sulla rivista Pan, v.5, Berlino 1899-1900, libro a stampa
Anselmo Bucci, Studio per il violoncellista Crepax, 1934, olio su tavola, collezione
previous arrow
next arrow
 
Felice Casorati, Beethoven, 1928, Rovereto, MART, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto © Felice Casorati, by SIAE 2021
Ritratto of the maestro Ferruccio Busoni - 1916
Portrait of Richard Wagner (1813-83), 1893 (oil on canvas) (see also 27900)
Paul-Ranson-LIniziazione-alla-musica-1889-collezione-privata
Paul Klee, at night, 1921, matita, penna, acquarello su carta
Leo Putz, Parzifal, 1900, olio e tempera su legno
Alois Kolb, Ritratto di Beethoven Questo bacio al mondo intero, 1909 circa, acquaforte e acquatinta
Oskar Kokoschka, Il potere della musica, 1918 olio su tela, Eindhoven, Collection Van Abbemuseum
Vasilij Kandinskij, La grande porta (Nella capitale Kiev), 1928, Colonia, Theaterwissenschaftliche Sammlung der Universität
Giacomo Balla, Bozzetto per il balletto di sole luci “Feu d’Artifice”, 1917, Milano, Museo Teatrale alla Scala© Giacomo Balla, by SIAE 2021
Felice Casorati, Beethoven, 1928, Rovereto, MART, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto © Felice Casorati, by SIAE 2021
Aubrey Beardsley, Isolde, illustrazione sulla rivista Pan, v.5, Berlino 1899-1900, libro a stampa
Anselmo Bucci, Studio per il violoncellista Crepax, 1934, olio su tavola, collezione
previous arrow
next arrow
Shadow

Prestito “di riguardo” quello concesso dalla Collezione teatrale dell’Università di Colonia alla mostra “Vedere la musica. L’arte, dal Simbolismo alle avanguardie”, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e curata da Paolo Bolpagni, in scena a Rovigo, in Palazzo Roverella sino al 4 luglio.

Si tratta di una sequenza di cinque opere di Vasilij Kandinskij, che definire “spettacolare” è del tutto appropriato.

I cinque preziosi e straordinari dipinti costituiscono le prove scenografiche per la messa in scena dei “Quadri di un’esposizione”, il capolavoro musicale di Modest Musorgskij. Scritta per pianoforte, è l’opera più famosa del compositore russo. Presto diventata il pezzo forte del repertorio di molti pianisti, è stata oggetto di un gran numero di strumentazioni da parte di altri compositori: la versione più nota e più eseguita è quella orchestrata da Maurice Ravel.

“Kandinskij” – annota Paolo Bolpagni “non disdegnò di dedicarsi al lavoro di scenografo e costumista, non abbandonando mai peraltro la sua particolare prospettiva di fusione delle arti. Nell’aprile del 1928 allestì al Friedrich-Theater di Dessau, su invito di Georg Hartmann, direttore del teatro stesso, uno spettacolo dedicato, appunto, ai ‘Quadri di un’esposizione’ di Modest Musorgskij. Per i ‘Quadri’ curò la regìa e progettò le scene”. E la mostra del Roverella ha il privilegio di presentare i cinque dipinti che costituiscono le prove scenografiche per lo spettacolo: “Gnomus”, “Bydlo”, “La capanna sulle zampe di gallina di Baba Jaga”, “Catacombae” e “La grande porta di Kiev”.

“Così come – afferma Bolpagniil compositore si era ispirato, per la sua suite pianistica, a una serie di acquerelli del pittore e architetto Viktor Hartmann, similmente Kandinskij rifuggì da strette analogie figurative, preferendo seguire con giochi di luce e con mutevoli disposizioni di forme colorate il decorso della musica”.

Ma la grande esposizione rodigina offrirà al pubblico anche una sesta opera di Kandinskij, un raro e prezioso dipinto del 1931 intitolato “Dunn und fleckig Souple” (“Sottile e macchiato flessibile”), proveniente da una prestigiosa collezione privata.

Info
www.palazzoroverella.com

Giovanni Tavassi

Sono nato nel 1957 - Diplomato al Liceo Artistico di Napoli - Vivo a Portomaggiore (FE) - Ho lavorato in RFI come Professional dell'Alta Velocità. Dal 2004 sono operatore per quanto riguarda la realizzazione, il montaggio e la messa in rete delle videointerviste e scrivo nelle varie sezioni del sito www.natoconlavaligia.info, in special modo Arte & Cultura - Viaggi & Stili - Assaggi & Gusti e Wellness & Lifestyle.