Jazz Fest Sarajevo
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SARAJEVO FRA TEATRO E JAZZ

L’autunno culturale della capitale bosniaca.

Dal MESS International Theater Festival al Jazz Fest Sarajevo, che nel 2026 celebra i suoi 30 anni, l’autunno culturale della capitale bosniaca unisce teatro, musica, musei e luoghi della memoria della guerra.

James Carter al Jazz Fest 2023 © Jasmin Brutus

L’autunno è una stagione particolarmente adatta per scoprire Sarajevo nella sua dimensione culturale. Raccolta nella valle del fiume Miljacka e circondata dalle montagne, la capitale bosniaca nei mesi di ottobre e novembre si presenta con una luce più morbida, i colori del foliage sulle montagne che la circondano e due appuntamenti di primo piano dedicati al teatro e alla musica: il MESS International Theater Festival e il Jazz Fest Sarajevo. Conosciuta per la sua storia complessa e per l’incontro tra culture diverse, Sarajevo è anche una città profondamente legata alle arti performative, alla musica e alla scena creativa. Dai teatri storici ai club, dalla musica tradizionale ai festival internazionali, la cultura attraversa luoghi, generazioni e linguaggi, offrendo una chiave di lettura diversa della città.

Gli appuntamenti

Tra gli appuntamenti principali dell’autunno, il MESS International Theater Festival, che dal 2 al 10 ottobre celebra la sua 66ª edizione. Il programma 2026 riunisce artisti e produzioni provenienti da Paesi Bassi, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Palestina, Austria e Italia e si sviluppa attorno al tema della responsabilità, sintetizzato nel motto “Sappiamo. E adesso?”. Ad aprire il festival sarà No Man’s Land di Alaa Minawi, spettacolo che esplora il concetto di “terra di nessuno” come spazio fisico e simbolico tra confini, identità e appartenenze. Tra i titoli più attesi figura anche The Pelicot Trial, firmato da Milo Rau e Servane Dècle, che prende spunto dal caso Gisèle Pelicot per affrontare il tema della violenza contro le donne e interrogare la responsabilità della società e delle istituzioni. La presenza italiana è affidata a Kepler-452 con A Place of Safety. A Journey into the Central Mediterranean, progetto nato da un’esperienza a bordo della nave Sea-Watch 5 e dedicato alle migrazioni, al soccorso civile e al concetto di “luogo sicuro”. Completa il quadro The Crucible, diretto da Oliver Frljić, rilettura contemporanea de Le streghe di Salem di Arthur Miller, centrata sui meccanismi della paura collettiva, del conformismo e della costruzione del nemico. Accanto al cartellone principale, il festival propone anche Mali MESS, la sezione dedicata al pubblico più giovane, oltre a MESS OFF, alle Small Stages e alle nuove produzioni MESS.

A novembre sarà invece la volta del Jazz Fest Sarajevo, che nel 2026 celebra il suo 30° anniversario. In programma dal 4 al 7 novembre, il festival è uno degli appuntamenti musicali più importanti della Bosnia ed Erzegovina e, dalla prima edizione del 1997, ha portato in città oltre mille musicisti provenienti da 65 Paesi. Nel corso della sua storia ha saputo affiancare alla programmazione concertistica anche una forte dimensione formativa, con più di 250 programmi educativi e, anche quest’anno, con Music Meeting, iniziativa dedicata ai giovani musicisti della Bosnia ed Erzegovina e d’Europa. Il Jazz Fest racconta bene la capacità di Sarajevo di accogliere linguaggi musicali diversi e di trasformarli in occasioni di incontro.

Vijećnica © Visit Sarajevo – Enis Avdic

Sarajevo: la scena musicale e gli spazi dedicati a storia e cultura

Ma la musica a Sarajevo non vive solo nei festival. La città conserva una tradizione sonora molto riconoscibile, che parte dalla sevdalinka, la canzone urbana tradizionale bosniaca, espressione poetica e musicale profondamente legata alla memoria collettiva. Accanto a questa radice più antica, Sarajevo ha avuto un ruolo centrale anche nella scena pop-rock jugoslava, diventando nel secondo Novecento uno dei laboratori musicali più vivaci della regione. Da qui sono passati o sono nati nomi che hanno segnato l’immaginario musicale dei Balcani, dagli Indexi ai Bijelo Dugme di Goran Bregović, da Zabranjeno Pušenje a Plavi Orkestar, Crvena Jabuka e Dino Merlin: una genealogia musicale che racconta Sarajevo come città capace di produrre cultura popolare, contaminazione e linguaggi condivisi, ben oltre i confini nazionali. A questa energia si collega anche la scena bosniaca più contemporanea, rappresentata da band come Dubioza Kolektiv, che ha portato fuori dai Balcani un linguaggio musicale ibrido, ironico e politicamente consapevole, tra rock, reggae, dub, ska e sonorità elettroniche.

Questa energia culturale si ritrova anche negli spazi della città. Il Teatro Nazionale, il Sarajevo War Theater (dove si tengono alcuni eventi del MESS), i centri culturali, le sale concerto e i club compongono una mappa urbana in cui teatro, musica e arti performative fanno parte della vita quotidiana. Accanto a questi luoghi, Sarajevo conserva anche spazi simbolici dove cultura e memoria si intrecciano: dalla Vijećnica, l’ex Biblioteca Nazionale ricostruita dopo la guerra, alla Gallery 11/07/95, memoriale dedicato a Srebrenica, che attraverso immagini, testimonianze e linguaggi visivi restituisce una delle pagine più dolorose della storia recente della Bosnia ed Erzegovina.

In autunno, quando le temperature scendono, questa dimensione culturale può essere vissuta al meglio. Sarajevo invita a essere attraversata lentamente: dalle vie di Baščaršija, cuore ottomano della città, ai quartieri austro-ungarici, dai caffè tradizionali ai belvedere sulle colline, fino al monte Trebević, raggiungibile in pochi minuti con la funivia. La città offre così un equilibrio raro tra vita urbana, paesaggio montano e profondità culturale.

Locandina MESS International Theater Festival
Il monte Bjelašnica © courtesy Visit Sarajevo

29/09/2026  08:15:00  ns. “PressToGo”

Natoconlavaligia Redazione

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