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Novembre – quando l’Italia finiva sotto la neve

Dal gelo del 1973 alla storica nevicata del 1980.

Dalle abbondanti nevicate in Emilia-Romagna ai metri di neve caduti nel Sud Italia, novembre ha regalato in passato alcuni degli eventi meteorologici più sorprendenti della storia climatica italiana. Ecco le ondate di freddo e le nevicate che hanno lasciato il segno.

Novembre viene spesso considerato un mese di transizione tra l’autunno e l’inverno, ma la storia meteorologica italiana dimostra che può riservare autentiche sorprese. Nel corso degli anni non sono mancate irruzioni di aria gelida, temperature ampiamente sotto lo zero e nevicate capaci di imbiancare anche le pianure, talvolta con accumuli davvero eccezionali.

Alcuni episodi appartengono a decenni ormai lontani, altri sono decisamente più recenti. Tutti, però, raccontano quanto possa essere dinamico il clima italiano durante l’ultimo mese dell’autunno.

Tra gli eventi più significativi ricordiamo il gelo del 1973, le nevicate precoci del 1980, i 40 centimetri caduti a Bologna nel novembre 1977 e la violenta bufera che nel 2017 interessò diverse località dell’Emilia-Romagna.

Il gelo del 1973: temperature polari e nevicate eccezionali

Uno degli episodi più impressionanti risale alla fine di novembre 1973, quando una potente irruzione di aria artica raggiunse l’Italia, facendo precipitare le temperature su gran parte del territorio nazionale.

I termometri registrarono valori particolarmente rigidi: -10°C a Milano Malpensa, -8°C a Novara e -7°C a Torino e Pisa. Il freddo favorì successivamente nevicate diffuse sulla Pianura Padana e in diverse zone interne del Centro Italia.

La Toscana fu tra le regioni interessate dalle precipitazioni nevose più significative. A Firenze si verificò una nevicata eccezionale, la prima di novembre dal 1925, mentre a Siena gli accumuli raggiunsero i 15-20 centimetri. Imbiancate anche Pistoia e Lucca.

Ma la fase più sorprendente arrivò tra la fine di novembre e i primi giorni di dicembre, quando il maltempo coinvolse anche il Sud Italia.

In Irpinia e nel Sannio si registrarono accumuli straordinari: tra Avellino e Benevento caddero fino a 150-200 centimetri di neve, mentre a Potenza si superarono gli 80 centimetri. Sui rilievi gli accumuli raggiunsero diversi metri.

Un’ondata di freddo e neve di portata eccezionale, difficile da immaginare considerando le condizioni climatiche degli ultimi anni.

Novembre 1980: la neve arriva prestissimo in Pianura Padana

Tra il 2 e il 4 novembre 1980 si verificò una delle nevicate più precoci e significative della storia meteorologica recente del Nord Italia.

La dinamica fu quella tipica di alcuni importanti episodi nevosi padani: dapprima arrivò aria fredda di origine continentale da est, successivamente una perturbazione atlantica raggiunse la Penisola.

La presenza del cosiddetto cuscinetto freddo nei bassi strati dell’atmosfera consentì alla neve di cadere anche in pianura.

A Bologna si accumularono tra i 20 e i 25 centimetri, mentre Parma e Reggio Emilia registrarono circa 10-15 centimetri. Nevicò anche a Cuneo, mentre Milano e Torino furono interessate soltanto da deboli spruzzate.

Un evento decisamente precoce, che ancora oggi rappresenta un riferimento quando si parla di nevicate di inizio novembre.

Bologna sommersa dalla neve: 40 centimetri nel novembre 1977

L’Emilia-Romagna fu protagonista anche nel novembre 1977, quando tra il 25 e il 26 del mese una nevicata particolarmente intensa interessò diverse città della regione.

Il dato più impressionante arrivò da Bologna, dove si accumularono circa 40 centimetri di neve. La precipitazione fu accompagnata anche da tuoni e fulmini, dando vita a un episodio di neve temporalesca.

Gli accumuli raggiunsero i 20-25 centimetri a Modena e circa 13 centimetri a Reggio Emilia.

La situazione provocò pesanti conseguenze sulla viabilità, con circolazione paralizzata in diverse zone. Il vento e le precipitazioni nevose causarono inoltre la caduta di alberi e numerosi disagi.

Una nevicata che rimane tra le più importanti mai registrate in Emilia-Romagna durante il mese di novembre.

1988: l’aria siberiana porta temperature da record

Un’altra importante irruzione fredda interessò l’Italia nel novembre 1988.

In quell’occasione arrivò aria gelida di origine siberiana, capace di determinare temperature eccezionalmente basse soprattutto al Nord.

A Milano Malpensa si raggiunsero i -13°C, mentre valori prossimi ai -10°C furono registrati a Piacenza, Udine e Brescia.

Il freddo risultò particolarmente intenso anche sulle montagne: al Plateau Rosa la temperatura scese fino a -29°C.

Negli archivi meteorologici troviamo inoltre altre importanti irruzioni fredde nel novembre 1971, quando aria gelida proveniente dalla Russia favorì nevicate precoci al Nord e al Centro, e nel novembre 1998, con un’ondata di aria artica e nevicate a bassa quota.

Novembre 2005: neve tra Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna

Anche il novembre 2005 fu caratterizzato da episodi nevosi degni di nota.

La neve interessò diverse zone del Nord Italia, con accumuli significativi soprattutto tra Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna.

Nel Bresciano si raggiunsero localmente i 20 centimetri, mentre a Milano gli accumuli furono compresi tra 5 e 10 centimetri.

Situazione particolarmente significativa anche in Piemonte: ad Alessandria caddero circa 10 centimetri, mentre tra Tortona e Acqui Terme gli accumuli arrivarono localmente a 30-50 centimetri.

Un altro esempio di come novembre possa ancora riservare nevicate importanti anche a quote molto basse.

13 novembre 2017: la bufera di neve paralizza la via Emilia

Tra gli episodi più recenti merita particolare attenzione quello del 13 novembre 2017, quando una nevicata precoce interessò diverse località dell’Emilia-Romagna.

La precipitazione coinvolse Bologna, Imola e Faenza, con temperature comprese tra 0°C e +1°C. Nel capoluogo emiliano si accumularono circa 5-10 centimetri di neve.

Sull’Appennino bolognese la situazione fu ancora più significativa, con accumuli fino a 50 centimetri alle quote più elevate.

Non si trattò soltanto di una normale nevicata autunnale: in alcune zone si verificarono vere e proprie bufere, accompagnate da tuoni e fulmini. Sulle aree adriatiche si registrarono anche episodi di gragnola.

Le conseguenze furono importanti. Si verificarono disagi lungo la rete autostradale, con la chiusura di alcuni tratti dell’A1 e dell’A14. Problemi anche all’aeroporto di Bologna e interruzioni dell’energia elettrica in alcune località appenniniche.

Un evento che viene ricordato tra le nevicate più precoci e intense degli ultimi decenni in Emilia-Romagna.

Novembre 2024: neve abbondante tra Valle d’Aosta e Piemonte

L’episodio più recente tra quelli ricordati risale al 21 e 22 novembre 2024, quando una perturbazione interessò il Nord-Ovest, portando nevicate importanti soprattutto tra Valle d’Aosta, Piemonte e alta Lombardia.

Ad Aosta gli accumuli raggiunsero circa 30-35 centimetri, mentre a La Thuile e Courmayeur si arrivò intorno ai 50 centimetri. Al Passo del Gran San Bernardo si raggiunse addirittura un metro di neve.

In Piemonte si registrarono circa 20 centimetri a Biella e accumuli significativi anche nel Canavese, nel Vercellese e nel Verbano-Cusio-Ossola.

A Torino la neve si manifestò soprattutto con fiocchi, con accumuli limitati alla cintura periferica settentrionale e alle zone collinari.

Anche la Lombardia fu interessata dalle precipitazioni, con imbiancate nel Varesotto, nel Bergamasco, nel Lecchese, nel Comasco e nel Bresciano. A Milano si osservò invece soltanto del nevischio, senza accumuli significativi.

Il freddo si fece sentire soprattutto nelle ore successive: ad Aosta e Biella la minima scese a -2°C, mentre a Torino si raggiunsero i -4°C. Nella pianura piemontese i valori arrivarono successivamente fino a -8°C. Sulla Capanna Margherita si registrarono addirittura -29°C.

Il cambiamento climatico ha reso novembre meno nevoso?

Gli episodi storici dimostrano che novembre può essere un mese particolarmente freddo e nevoso, anche se queste situazioni non rappresentano la normalità climatica.

Oggi le nevicate in pianura durante questo periodo risultano generalmente più difficili e tendono a interessare aree circoscritte, con episodi spesso brevi e accumuli limitati.

Il riscaldamento climatico ha modificato il contesto termico nel quale si sviluppano le perturbazioni, rendendo meno frequenti le condizioni favorevoli alla neve a bassa quota.

Questo non significa, tuttavia, che le irruzioni fredde siano diventate impossibili. Quando si verificano le giuste combinazioni atmosferiche, anche novembre può ancora sorprendere, soprattutto nelle zone dove il freddo riesce a resistere nei bassi strati e arrivano successivamente perturbazioni ricche di precipitazioni.

La storia meteorologica italiana ci ricorda dunque che non bisogna considerare novembre un mese necessariamente mite. Dalla Pianura Padana all’Appennino, fino alle regioni meridionali, gli archivi conservano testimonianze di nevicate e ondate di gelo davvero straordinarie.

E alcuni degli episodi più spettacolari, come quelli del 1973, del 1977 e del 1980, restano ancora oggi un importante termine di confronto per comprendere la variabilità del clima italiano.


Fonte: Meteo Giornale.it
Per Approfondimento: Meteo Giornale.it


01/11/2026 ore 08:00 Giovanni Tavassi

Giovanni Tavassi

Sono nato nel 1957 - Diplomato al Liceo Artistico di Napoli - Vivo a Portomaggiore (FE) - Ho lavorato in RFI come Professional dell'Alta Velocità. Sono il Direttore di www.natoconlavaligia.info, sito non commerciale, che è in rete dal 2004. Appassionato di Turismo, arte, cultura, food, wine e tanto altro, ho realizzato questo sito per accompagnare i nostri lettori verso mete turistiche, musei, luoghi, fiere, sagre, sport... Operatore per quanto riguarda la realizzazione, il montaggio e la messa in rete, su youtube al mio canale Enneweb TV, delle videointerviste. Scrivo nelle varie sezioni del sito e gestisco tutti gli altri collaboratori che scrivono sul sito. Faccio parte, come associato, di ARGA (Associazione Regionale dei Giornalisti Agricoli, Agroalimentari, Ambientali).

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