Arte & CulturaAziende & ProdottiCulturaIn CantinaIn CucinaItinerariNatoconlavaligiaViaggi & NaturaViaggi & Weekend

CANINO L’OLIO SANTO E GLI ASPARAGI

Canino l’olio santo e gli asparagi. Nella terra degli Etruschi amanti di tutte le arti

La torre del Castello dell’Abbadia sede del Museo archeologico di Vulci
Vulci Il ponte del Diavolo
Vulci, Il Castello del’Abbadia sede del Museo archeologico di Vulci

Non c’è italiano che non conosca Canino e cosa rappresenta; ma quanti l’hanno visitata? Vi ci portiamo noi di “nato con la valigia”, grazie al Comune di Canino e all’ottimo Assessore al Turismo e alle Attività economiche Daniele Ricci e al sindaco Giuseppe Cesetti che con Arga Lazio, Associazione Regionale Giornalisti Agricoltura che si occupa anche di Alimentazione Ambiente Territorio Turismo rurale, ha organizzato un press tour per far conoscere e valorizzare Canino e il suo territorio.

Per tutti, e non solo gli italiani, ma nel mondo, Canino significa olio, produzione di ottimo olio. “Canino è terra degli ulivi da sempre; la nostra cultivar è la caninese – conferma l’assessore al Turismo e alle Attività economiche Daniele Ricci – è una tradizione millenaria e non esageriamo. Tutti sappiamo come si fa e tutti partecipiamo” E diciamolo subito, Canino, in provincia di Viterbo, val bene una visita; oltre alla produzione dell’olio, il territorio riserva sorprese ed eccellenze culturali ed enogastronomiche ma soprattutto emozioni.

Il Sindaco e l’Assessore alle Attività economiche del Comune di Canino Giuseppe Cesetti e Daniele Ricci

La prima eccellenza è il Castello Medioevale dell’Abbadia, sede del Museo Archeologico di Vulci, all’interno della vasta area del Parco Naturalistico di Vulci. E’ raggiungibile attraverso lo spettacolare Ponte del Diavolo, dal quale si gode di un panorama semplicemente mozzafiato che vi permetterà di fare foto panoramiche. Siamo nella terra degli Etruschi! “Gli Etruschi amanti di tutte le arti” scriveva Ateneo (erudito egizio di origine greca, attivo in età imperiale) e l’emozione corre sul filo della citazione antica e del racconto della dott.ssa Sara De Angelis, direttrice del Museo Nazionale Archeologico di Vulci, che ci conduce alla scoperta del museo e delle sue pregevoli collezioni e del castello. Non potete assolutamente farvi sfuggire questa meraviglia, luogo perfetto per approfondire la storia e l’arte etrusca. Edificato in epoca medioevale (XII secolo) dai monaci cistercensi sui resti di un’antica abbazia dedicata a S. Mamiliano, il Castello dell’Abbadia nel tempo divenne un’importante roccaforte e centro d’accoglienza per tutti i pellegrini e viaggiatori tra cui anche i Cavalieri Templari. Il Ponte del Diavolo, invece, ha origine ancora più antichei piloni principali in tufo sono infatti di epoca etrusca mentre la struttura a tre archi risale al I secolo a.C. Originariamente, oltre a permettere di superare il fiume Fiora, il ponte aveva la funzione di sorreggere l’acquedotto romano che portava l’acqua alla città di Vulci. In seguito, durante il medioevo, fu modificato per adattarlo alle esigenze difensive del castello. Ma torniamo al presente anzi proiettiamoci nel futuro. “Stiamo lavorando, grazie ai fondi del PNRR, all’apertura di nuovi spazi – dichiara la direttrice – vogliamo aprire al pubblico la Torre e realizzare un nuovo spazio espositivo al piano terra per ospitare mostre temporanee per esporre materiali e opere rivenuti dagli scavi che sono ancora in atto”. Il Museo è aperto da martedì a domenica dalle ore 8.30 alle 19.30 (ultimo ingresso ore 19.00); biglietto intero 5 €, ridotto 2 €, gratuito per gli under 18 oltre alle gratuità di legge.

Canino uguale a olio, ma non solo, infatti nel tour scopriamo anche che Canino produce un ottimo asparago verde (IGP dal 16 novembre 2023); anzi diciamola tutta, Canino è l’unico comune del Lazio ad avere 2 IGP; IGP dell’asparago verde e IGP del carciofo romanesco del Lazio. La società agricola COPA (Cooperativa ortofrutticola di Canino) produce ottimi asparagi, carciofi e “last but not least” la produzione delle mandorle: “Si adattano bene al territorio – sottolinea il Presidente della COPA dott. Giovanni Pettinari che ci accompagna alla visita dello stabilimento di produzione – L’asparago verde della COPA, prodotto a Canino, in una estensione che arriva alle porte di Tuscania, parliamo di più di 270 ettari e viene esportato in tutto il mondo, soprattutto in Germania e anche in Arabia Saudita”. Cari amici di “nato con la valigia” gli asparagi della COPA li ho assaggiati e sono davvero buoni; a parte le solite frittate o bolliti e conditi con olio, vi consiglio una bella minestra con patate; semplice semplice ma gustosa, condita con olio di Canino chiaro! E poi vi consiglio i salumi dei F.lli Forati di Cellere, super extra. E poi non vi fate mancare i carciofi e anche una buona crostata con farina di mandorla. Ah! Ho avuto modo di degustare anche alcuni vini locali, dell’Azienda Agricola Biologica Lotti in Cellere, località Ascarella; buona produzione di vini bianchi: Crògnelo, Meridio, Divo, Poppetta, Vionì, Sterpengo, Reo, Malvasia Puntinata … ma io mi sono innamorata del rosso Ascanio!

Giovanni Pettinari Presidente della COPA

E veniamo all’olio di Canino: eccoci nella Cappella Sistina dell’olio di Canino: nell’impianto dell’Oleificio Sociale Cooperativo di Canino dove ci accolgono il presidente, dott. Quinto Bartoccini e il direttore e vice presidente dott. Claudio Mazzuoli che ci guidano alla visita dell’impianto. L’olio caninese, un po’ piccante, gustoso e corposo, si è appena aggiudicato diversi riconoscimenti al Premio Roma EVO per i migliori olii extra vergine di oliva del Lazio. Un po’ di numeri: 1200 soci produttori della Cooperativa; 3300 oliveti dei soci; 280.000 piante di olivo; 8 milioni di kg di olive trasformate; 1 milione di olio extra vergine prodotto all’anno. “La produzione è calata ma il prezzo dell’olio nonostante questo non lo abbiamo aumentato – precisa il Presidente – è di 11 € al litro il convenzionale e 13 € il DOP e 14.50 € al litro per il bio. La produzione bio è di pochi anni, i soci sono una 40ina, solo 20 quintali di bio quest’anno; sul bio non c’è stata una gran spinta perché è cominciata da poco e anche perché la bio va molto più forte come vendita all’estero che in Italia”.

Il Presidente dell’Oleificio Sociale Cooperativo di Canino dott. Quinto Bartoccini

E lasciamo le produzioni agricole per goderci una visita guidata al paese di Canino, alla scoperta di storia, cultura e personaggi illustri; il primo personaggio celebre, quello che ha dato il nome al paese lo incontriamo a piazza Vittorio Emanuele; è la bella fontana del Cane, chiamata così per la presenza di un altorilievo raffigurante un cane, il simbolo della città. Secondo l’ipotesi più avallata Canino sorse inizialmente come piccolo villaggio agricolo, detto pagus, prendendo il nome da una delle famiglie più importanti della città di Vulci la gens Caninia.

Canino, Fontana del Cane, Piazza Vittorio Emanuele

Spicca, anche per la bellezza della fontana che vi trova posto, la piazza De Andreis, la piazza principale di Canino; al centro la fontana dodecagonale attribuita a Jacopo Barozzi da Vignola risalente ai primi decenni del XVI secolo. La fontana è costruita in travertino, su un basamento di tre gradini con una vasca dodecagonale, dove su ognuno dei dodici lati furono realizzati stemmi gentilizi e trofei militari, tra cui lo stemma del vescovo Alessandro Farnese, del cardinale Alessandro Farnese, di Pier Luigi Farnese e lo stemma della città di Canino.

La fontana dodecadonale, Piazza De Andreis

Testimonianza unica dell’epopea napoleonica in Italia è la Cappella Bonaparte, risalente al 1854 e ubicata all’interno della Chiesa Collegiata di Canino, e conserva le spoglie di Luciano Bonaparte, della consorte Alexandrine de Blechamp, del figlio Giuseppe e due cenotafi, uno dedicato al padre Carlo e l’altro alla prima moglie Cristine Boyer.

Il Museo della Ricerca Archeologica di Vulci nell’ex Convento di San Francesco a Canino, una volta che l’allestimento del museo e i lavori di restauro dell’ex Convento saranno terminati, darà lustro a Canino e a Vulci; al momento per le visite è possibile contattare il Comune di Canino, ufficio cultura. Il museo racconta, traendo spunto dai complessi monumentali vulcenti, la storia della ricerca in questa grande città etrusco-romana, dagli studi di antiquaria e dal collezionismo alla ricerca più moderna. Imperdibile la visita alla ricostruzione e agli affreschi originali della Tomba François. La ricostruzione restituisce la meraviglia delle pareti affrescate con immagini di sangue e scene selvaggiamente mosse, di figure in lotta mortale tra loro. La tomba fu scoperta a Vulci nel 1857, le pitture staccate nel 1863 e ancora oggi si trovano conservate a Villa Albani-Torlonia. Per Informazioni link al comune di Canino e al Museo archeologico di Vulci

https://www.comune.canino.vt.it/hh/index.php

https://cultura.gov.it/luogo/museo-archeologico-nazionale-di-vulci


22/04/2024  19:19:46 Angela Travaglini

Angela Travaglini

Lavoro da oltre 30 anni nella pubblica amministrazione come comunicatrice mantendendo sempre lo spirito della giornalista e della filosofa. Infatti sono laureata in Filosofia del Linguaggio alla Sapienza: questo per dire che mi chiedo sempre; perché? A chi giova? Pubblicista da 25 anni. Sono abruzzese, di Roccascalegna in provincia di Chieti, ma vivo a Roma da sempre.