NON CI SONO SOLO GLI SCAVI AD ERCOLANO

ERCOLANO – PARTENDO DA PIAZZA PUGLIANO, C’E’ UNA STRADA CHE DA SEMPRE CONOSCIUTA COME IL “MERCATO DI RESINA”, DOVE FINO A QUALCHE DECINA DI ANNI FA, DAL DECONDO DOPOGUERRA, I COSIDDETTI MAGLIARI VENDEVANO LE “PEZZE” OSSIA INDUMENTI USATI PROVENIENTI DAGLI STATI UNITI D’AMERICA

OGGI, AI DUE LATI DELLA VIA PUGLIANO, APPUNTO, SUI MARCIAPIEDI, E’ UN’ESPOSIZIONE COSTANTE DI STENDER E APPENDIABITI PORTATILI RIEMPITI CON CAMICIE DI JEANS O DAI COLORI SGARGIANTI, GIUBBOTTI IN PELLE E PELLICCIA, MAGLIETTE DA CALCIO DELLA SQUADRA DEL CUORE, ABITI ESTIVI

di Gerardo Moretta

Vesuvio, il vulcano simbolo di Napoli
Ciro Cozzolino

In una di queste botteghe, oltre a quello già descritto, c’è qualcuno che non vende solo giacche in pelle o sportive, ma regala sorrisi, simpatia, umanità e… arte. Il negoziante, il cui nome è Ciro Cozzolino, è una persona che si è fatto “personaggio”, nel significato più bello del termine, da solo. Da giovane ha navigato dall’Europa del Nord alle Americhe al Giappone, è stato cuoco in ristoranti in Germania, ha aiutato suo padre nei mercati rionali, e, in età matura, quando ormai era convinto d’aver raggiunto la tranquillità sociale, è bastata una cliente, la dottoressa Lilia Perrotta, per scoprirsi anche “artista”!

Questo ‘creativo’, come lui ama definirsi, ha come ‘soggetto ispiratore’, prevalentemente, il Vesuvio, e il vulcano simbolo di Napoli sulle sue tele diventa, di volta in volta, dispensatore e creatore di donne, argine al muro dell’indifferenza col suo magma, erutta strisce di colore che diventano cuori e farfalle, oppure, in rilievo, la lava crea spazi, strade, percorsi della memoria e dell’immaginazione. Cozzolino è un artista naif che al momento opportuno diventa: filosofo quando parla de “l’energia miracolosa che – secondo la sua teoria – regge la Terra e gli altri pianeti”; scultore quando per ispirazione mistica crea un crocifisso con ferro, legno e colatura di cemento; sperimentatore di materiali per le sue opere quando fa un mix di colore acrilico, colla e polvere di tufo; valvola di sfogo e buon ascoltatore per quelli del quartiere che vengono a chiedergli consigli.

Pur non avendo nozioni di geometria e prospettiva, egli riesce a rispettare misure, proporzioni e angoli, creando forme e disegnando schemi lineari da provetto architetto. Le sue opere lo hanno fatto conoscere nell’ambito dell’arte contemporanea vesuviana attraverso mostre e vernissage personali e collettive, tanto da attirare l’attenzione di un’organizzatrice di eventi artistici di Via Margutta a Roma.

Quello che colpisce, soprattutto, è la forza comunicativa che mette non solo nei suoi quadri, ma anche nelle parole e nei discorsi che nella loro semplicità rendono evidente la passione di Ciro Cozzolino per l’Arte.

Credo che questo nostro “Ligabue” abbia tutte le carte in regola per poter uscire dall’ambito provinciale della Contemporary art, e finalmente farsi conoscere di più.

 Pagina facebook di Gerardo Moretta

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