Venti anni per il Consorzio Aglio di Voghiera - Natoconlavaligia, il sito di Turismo dal 2004

Ultimo aggiornamento 28/09/2020
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Il Consorzio Aglio di Voghiera ha compiuto qualche mese fa i suoi primi  venti anni e sta viaggiando con il vento in poppa.  

I consumi da quando è  scoppiata l'emergenza coronavirus sono aumentati notevolmente in quanto  è risaputo fin dall'antichità che l'aglio sia un ottimo disinfettante  naturale.




"In effetti abbiamo avuto una richiesta eccezionale di  prodotto - conferma il presidente del Consorzio Simone Bacilieri - e il  trend è tuttora elevato".
Il presidente annuncia  che nonostante le difficoltà anche quest'anno  avrà luogo la fiera dell'aglio dal 7 al 9 agosto.  In realtà venerdì 7   ci sarà soltanto un assaggio di bruschette durante l'esibizione del  gruppo Cisalpipers nell'ambito di Estate al Belriguardo. Lo stand sarà  in funzione nelle serate di sabato 8 e domenica 9 agosto (non più quindi  lo stand aperto a mezzogiorno). Durante le due serate ci sarà anche un  accompagnamento musicale l sabato pomeriggio alle 17 è previsto anche un  convegno dove si discuterà di problematiche legate alla coltivazione  dell'aglio. Prevista anche una esposizione di macchine storiche.  "attuale campagna si preannuncia di ottimo livello livello - afferma il  presidente Bacilieri - sia come qualità che come quantità" con  soddisfazione per i circa 350 soci del Consorzio che coltivano i 120  ettari di terreno certificati Dop (Denominazione di Origine Protetta)  nelle zone di produzione che comprende il comune di Voghiera e parte dei  comuni di Masi Torello, Portomaggiore, Argenta e Ferrara per una  produzione di seimila quintali di prodotto (produzione per ettaro dagli  80 ai 100 quintali), commercializzato per la gran parte dalle ditte  Mazzoni, Aglio del Nonno e Le Aie. Il prodotto viene indirizzato in  larghissima parte alla grande distribuzione e il prezzo va da un euro a  un euro e 15 centesimi per la confezione (100-150 grammi). Al  consumatore un chilo di prodotto viene a costare dai 12 ai 14 euro. Si  tratta di una coltivazione che da anni offre un buon reddito agli  agricoltori. Una produzione lorda vendibile di 70-80 quintali per ettaro  dà un introito di circa 16mila euro per ettaro all'agricoltore, poi  ovviamente vanno detratte le spese.
Fino circa al VII secolo d.C. Voghiera ha avuto un ruolo predominante  nell’agricoltura del territorio del delta del Po, come testimoniato da  alcuni reperti archeologici. Più avanti nel tempo gli Estensi decisero  di rilanciare il territorio. Nel 1435, infatti, il marchese Niccolò III  costruì a Voghiera il castello del Belriguardo, residenza estiva della  famiglia degli Estensi e questo incentivò la coltivazione di piante da  orto ed in particolare di aglio destinati ai fastosi banchetti di corte.  Notizie più recenti si ritrovano in documenti contabili risalenti al  1928, nei quali sono registrati atti sul commercio di “agli e cipolle”  locali con alcuni paesi europei.
06/08/2020
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