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Ultimo aggiornamento 28/09/2020
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Turchia, tutte le novità da scoprire.

Una pista ciclabile lunga 25 km. - Un granaio di epoca bizantina - 48 ° Istanbul Music Festival - La tradizione del pane.




Una pista ciclabile lunga 25 km
In Turchia, nel sud, sulla costa orientale, è stata inaugurata una nuova pista ciclabile lunga 25 km che collega Samandağ a Arsuz. La particolarità di questa è data dal paesaggio che si staglia agli occhi del ciclisti, da un lato il verde della natura e dall'altro il blu del Mediterraneo che invoglia ad abbandonare i mezzi a motore, per uno stile di vita più sano e slow.
Questa  pista ciclabile è un ulteriore passo al lavoro che la Turchia sta  svolgendo per incentivare anche il ciclo-turismo ; l'idea è di andare a  istituire ben 4.775 chilometri di piste entro il 2023.
Finora il governo ha parzialmente finanziato la costruzione di un totale di 1.150 chilometri di piste ciclabili per i comuni. Attualmente esistono 114 chilometri di piste ciclabili  nelle città di Batman, Bitlis, Çanakkale , Istanbul, Konya, Kırşehir,  Kütahya, Mersin, Muğla, Niğde, Ordu, Rize, Siirt, Trabzon, Tokat, Yozgat  e Zonguldak.
Le  corsie saranno integrate nella Eurovelo, la rete cicloturistica  europea, che si compone di 15 percorsi ciclabili a lunga distanza.
Insieme  alle aree urbane verranno costruite piste ciclabili in aree protette  come i parchi nazionali. Ad esempio, saranno costruite corsie tra la  città occidentale di Izmir e la città mediterranea di Antalya, un  percorso che attraversa famose località di vacanza e siti storici,  dall'antica città di Patara a Datça e Bodrum. Le piste saranno inoltre  costruite intorno al lago Tuz nella Turchia centrale.

 
Un granaio di epoca bizantina
Duranti gli scavi dell'antica città di Amorium nel distretto di Emirdağ, nella provincia centrale di Afyonkarahisar, sono stati rinvenuti 11 pithoi sigillati e pieni di grano risalenti al periodo bizantino del IX secolo.  A raccontare quanto è accaduto è la Professoressa Zeliha Gökalp Demirel  che collabora agli scavi con il Ministero della Cultura e del Turismo e  l'Università Anadolu (AU).
La  città di Amorium si componeva di una parte alta e di una bassa ed è  proprio in questa, in un grande edificio, che gli archeologi hanno  trovato i grandi contenitori perfettamente integri e muniti di  coperchio. Probabilmente l'ambiente era una fattoria e il grano  rinvenuto, che ora è in laboratorio per essere analizzato, non era  impiegato ai fini commerciali quanto piuttosto per ovviare alle  necessità di chi abitava qui.
La  zona d'altronde era molto attiva nell'attività della macinatura essendo  stati nelle vicinanze ritrovati mulini e vasi di marmo.

48 ° Istanbul Music Festival
Organizzato da İKSV  (Istanbul Foundation for Culture and Arts) con il sostegno del  Ministero della cultura e del turismo della Repubblica di Turchia, il 48 ° Istanbul Music Festival incontrerà virtualmente gli amanti della musica tra il 18 settembre e il 5 ottobre 2020. Il tema sarà "The Enlightened World of Beethoven" e i concerti del festival si svolgeranno in luoghi storici di Istanbul ma anche in altre città d'Europa, seppur solo virtualmente. Unica eccezione per l'esibizione della Borusan İstanbul Filarmoni Orkestrası all'Harbiye Cemil Topuzlu Open Air Theatre di Istanbul il 19 agosto.
I  concerti online del festival saranno disponibili per il pubblico sia in  Turchia che in tutto il mondo con una qualità dell'immagine e del suono  sbalorditiva e ad un costo molto contenuto. Info su http://muzik.iksv.org/en



La tradizione del pane in Turchia
Quante forme e quanti sapori per l'alimento più importante del paese accomunato da un'unica parola chiave: freschezza
 
In Turchia il pane è considerato da sempre uno degli alimenti più importanti, quello che non può per nessuna ragione al mondo mancare in tavola. E' ormai parte integrante della cultura del paese e anche in cucina riveste un ruolo chiave. In turco il pane si chiama ekmek,  lo mangiavano già i nomadi, secoli addietro, e oggi nessuno ci  rinuncia. Il lavoro delle panetterie è incessante per sfornare kg di  pane, in tante forme e sapori, anche a seconda della regione in cui ci  si trova. Ogni zona e spesso ogni panetteria, ha infatti i suoi segreti  su come produrre il pane perfetto, segreti che poi vengono tramandati di  generazione in generazione. Per tutti però vale un'unica regola: la freschezza.
Indubbiamente, il pane più popolare è il somun ekmek o francala,  un pane arioso e basico di farina bianca impastato come una pagnotta,  dalla forma oblunga e appuntito alle estremità, che viene tagliato poi a  fette. Con una consistenza simile al pane francese, esiste anche una  versione integrale di questa chiamata kepekli.
E poi c’è il trabzon o tava ekmeği,  un pane di farina bianca a base di lievito madre a forma quadrata e  tagliato a fette grandi utlizzato spesso per i panini; è molto facile  trovarlo sulle tavole dei ristoranti. La maggior parte delle panetterie  sforna anche pagnotte di segale, in una forma simile, conosciute come çavdar e un altro pane di mais, mısır ekmeği, diffuso nella cucina del Mar Nero.
Tra i prodotti da forno più famosi poi ci sono le focacce, di due tipi: pide e lavaş.
La pide non deve essere confusa con il pane pita che è aperto nel mezzo e poi riempito, ne con la pide,  quella con la forma oblunga ricoperta con vari formaggi e condimenti a  base di carne. E’ piuttosto una focaccia lievitata, ariosa e spessa,  cotta in forme circolari arricchita da una vistosa decorazione  romboidale. Ci sono poi alcune varianti come ramazan pidesi cotto in una teglia tonda e ricoperta con semi di sesamo e cumino
Il lavaş  è l'altro tipo di focaccia, preparata senza lievito e cotta in un forno  tandoori o su una piastra di ferro circolare utilizzata principalmente  dalla popolazione rurale per fare il pane. C'è anche  gözleme, fatto con pasta fillo e farcita con verdure fresche, formaggio o patate.
Non tutti i lavaş sono uguali. Mentre alcuni sono usati come “contenitore” per il diffusissimo döner dürüm, altri lavash  hanno una forma più oblunga, come succede nei ristoranti grill:  si  crea una tasca centrale simile al pane pita, e poi via di burro e  formaggio tulum.

 
 
Ma c’è ancora di più. Il bazlama è un pane grande, rotondo e cotto diffuso nell'Anatolia centrale. I pişi invece  sono piccoli bocconi di pane fritto che vengono regalati a familiari,  amici e vicini nelle famiglie locali nella regione dell'Egeo; hanno  iniziato a guadagnare popolarità come pane per la colazione anche negli  hotel più cool. Esiste anche, il simit, una  ciambella arricchita di semi di sesamo acquistabile sia nei panifici che  dai venditori ambulanti. Forse il più elegante dei pani preparati in  Turchia però rimane il paskalya çöreği, si mangia a pasqua ma si trova tutto l’anno e per la sua realizzazione occorre mahleb e mastice.

E se si ha voglia di novità. In Turchia è arrivato anche il pane viola.
Pare  che sia più facile da digerire e più nutriente. Inventato per la prima  volta da un professore a Singapore questo tipo di pane contiene farina  arricchita con antociani, un pigmento viola presente in frutta e verdura  come uva, carote viola e patate dolci. Il pane preparato con questa  farina è arricchito con antiossidanti e fibre che combattono il cancro,  il che significa che viene digerito il 20% più lentamente del normale  pane bianco, aumentando così il suo livello sull'indice glicemico e  rendendolo un'opzione di pane molto più sano per chi ha il diabete.  Questa nuova tendenza nella nutrizione è stata anche adottata in Turchia  con produttori che stanno spuntando in tutto il paese, tra cui a Sivas,  Malatya e Istanbul. Sia che sia preparato usando farina fortificata o  aggiungendo il succo di prodotti viola alla ricetta del pane, non  importa come la metti, il pane viola sembra essere la tendenza più in  voga del momento.
08/08/2020
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