Fondo, la Dobbiaco Cortina - Natoconlavaligia

Ultimo aggiornamento 26/10/2020
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Nathalie Santer racconta la Dobbiaco-Cortina, decisivo GPM al Cimabanche Climb della Granfondo.
43.a Granfondo Dobbiaco-Cortina l’1 e il 2 febbraio 2020 - L’ex biatleta e fondista ora direttore di gara analizza la pista Tutta la ‘ferrovia’ da Dobbiaco a Fiames è aperta! Iscrizioni da non perdere entro il 29 gennaio.

Sci fondo
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Imperdibile 43.a edizione della Granfondo Dobbiaco-Cortina dell’1 e 2 febbraio, una  ski-marathon che propone uno dei menù fondistici più ricercati e  succulenti del panorama nazionale: sabato ci si dedicherà alla tecnica  classica dei campioni delle lunghe distanze Visma Ski Classics, domenica  alla tecnica libera Challengers, con entrambe le tappe a dirigersi da  Dobbiaco a Cortina, questa la sostanziale novità del prossimo anno.  Tutta la ‘ferrovia’ da Dobbiaco a Fiames è a disposizione dei fondisti e  gran parte della pista agibile fino quasi alla periferia di Cortina,  quando manca ancora più di mese allo schierarsi ai nastri di partenza.  Un commento tecnico al riguardo lo chiediamo al direttore di gara della Granfondo, l’ex biathleta e fondista Nathalie Santer: “La  Dobbiaco-Cortina presenta una pista più facile delle altre del circuito  Visma Ski Classics, decisamente più pianeggiante de “La Venosta” ad  esempio”. L’ultima tappa in ordine cronologico affrontata dagli atleti  Visma Ski Classics presentava infatti un percorso molto impegnativo e in  ‘altura’, mentre la tappa che da Dobbiaco prosegue verso Cortina è  quella che può… “aiutare a tenere compatti gli atleti fino alla fine”,  prosegue Nathalie: “Solitamente ci sono grossi distacchi, invece la  nostra è una gara che regala sempre un bel rush finale”. Qual è il punto  dove gli atleti potranno sferrare l’attacco vincente? “Credo a  Cimabanche, dove finalmente i fondisti potranno testare il nuovo climb  che lo scorso anno purtroppo è saltato. Lì c’è una nuova salitina che  potrebbe fare la differenza”. Dalla tradizionale tecnica classica al  ‘double poling’ le differenze sono sostanziali: “Della tecnica che usavo  io resta poco, poi nelle lunghe distanze si è sviluppata questa tecnica  di spinta enorme che è meno bella da vedere, ma ogni anno ci sono  miglioramenti nei tempi di gara”. 42 km in classico da affrontare,  obiettivo dichiarato di Tord Asle Gjerdalen e soci, 32 invece i  chilometri “Challengers” in tecnica libera, rispettivamente alle cifre  di 100 e 75 euro, quote da saldare entro il 29 gennaio.


02/02/20200
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