Il Museo Irpino di Avellino - Natoconlavaligia

Ultimo aggiornamento 26/10/2020
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Il Museo Irpino di Avellino installato nell’ex Carcere borbonico, diventato complesso monumentale.
Il carcere ha svolto la sua funzione di istituto di pena fino al 1987, ed erano rinchiusi, tra gli altri, componenti della Nco (Nuova camorra organizzata) di Raffaele Cutolo, i quali nel 1983 si resero protagonisti di una fuga rocambolesca.
di Gerardo Moretta


Carcere Borbonico - Complesso Monumentale - Museo Irpino
 
Il museo è suddiviso su tre piani, ognuno dei quali scisso in padiglioni.
Al piano terra è collocata la Sezione Risorgimento, con cimeli e armi riguardanti e risalenti al periodo dal 1821 all’incontro di Teano tra Re Vittorio Emanuele II e Giuseppe Garibaldi. Tra le tante cose esposte fanno bella mostra di sé: un cannone borbonico che pare quasi possa sparare ancora; una carta geografica del Regno delle Due Sicilie; una sentenza firmata da Re Ferdinando; il decreto di Giuseppe Napoleone che abolì la feudalità in queste terre; disegni di esecuzioni e battaglie; un berretto napoleonico consunto ma che continua ad avere un suo fascino; berretti militari; un busto di Michele Capozzi, deputato irpino del Regno d’Italia; un dipinto raffigurante l’intellettuale Filippo de Iorio; le latrine dove espletavano i bisogni corporali i carcerati; una bandiera tricolore del Mandamento di Baiano; abiti d’epoca di moda nel XIX secolo; in una teca onorificenze e medaglie; in un’altra armi da fuoco, come i moschetti, e armi bianche; un ordine del giorno emanato dal Dittatore Generale Giuseppe Garibaldi; la comunicazione dell’avvenuta vittoria sul Volturno da parte dei garibaldini sulle truppe borboniche; un dipinto con l’effige di Francesco De Sanctis; due oli su tela con i volti di Francesco Nicotera e Carlo Poerio; le celle anguste, dove venivano tenuti i carcerati, che fanno tremare i polsi, soprattutto vedendo come fossero spartanamente arredate; fa inoltre effetto il lucernario in alto alle celle con le sbarre. Un’altra sezione contiene il “Deposito visitabile” con: abiti delle dame dell’Ottocento; anforette antiche; vasi per la conservazione delle merci risalenti all’epoca romana; oggetti vari raccolti durante viaggi in Sud America effettuati da cittadini irpini; armi da fuoco; ceramiche provenienti dall’Istituto d’Arte di Avellino; piatti decorati; sciabole e spade esposte in armadi di vetro; teche con monete, provenienti da più parti del mondo, antiche e ormai introvabili; le celle di isolamento, dette anche “celle di punizione” realizzate dopo l’unità d’Italia (a tal proposito c’è da dire che fino alla caduta del Regno delle Due Sicilie, c’era una cognizione molto moderna del carcere, poiché erano previsti anche luoghi di riunione tra i carcerati, cosa poi eliminata dopo l’avvento della famiglia reale Savoia); dipinti di Italo Scelza.

Museo Irpino, un museo multimediale

 
Il secondo piano del Museo Irpino, è invece un mix tra reperti e documenti multimediali anche in 4D. Delle cellule fotoelettriche che fanno partire su dei pannelli immagini narrate delle bellezze naturalistiche dell’Irpinia, immagini proiettate su di un plastico che riproduce le asperità del territorio in oggetto.
Camminando lungo i padiglioni ci si può imbattere in: statue riproducenti gladiatori; statuette etrusche; immagini proiettate di archi e reperti archeologici ritrovati in varie zone della regione. Nella sezione “Romanizzazione” sono esposte punte di lance, anfore, vasi in bronzo e un attingitoio ritrovato a Mirabella Eclano. Esiste poi la zona riservata ai Sanniti dove è possibile ammirare: un Nestoris, ossia un tipo di anfora, praticamente intatto; statuette in bronzo di ottima fattura; una teca contenente fango essiccato proveniente dal Lago Mefite in località Rocca San Felice, le cui esalazioni possono essere letali, tanto da far nascere la leggenda che tale gas provenisse dagli Inferi; figure in terracotta che riproducono animali; una mezza colonna di marmo scolpita; un’altra scultura sempre in marmo di un busto maschile nudo; un sarcofago contenente uno scheletro ritrovato intatto grazie al microclima, di queste zone, che ha fatto sì che non si decomponesse.
Nella zona dedicata al medioevo, è possibile visitare castelli e abbazie grazie a dei pannelli che al tocco delle mani si aprono mostrando come sono stati costruiti e come si siano modificati architettonicamente nel tempo secondo gli abitanti e i religiosi che li occupavano; uno stemma signorile su pietra.
Al secondo e ultimo piano, si cammina attraverso l’antologica di pittura del poliedrico ingegnere Raffaele Della Fera, che oltre a dipingere e svolgere il suo ruolo di tecnico, è anche poeta, scrittore e fondatore di un gruppo teatrale. Tra i dipinti che colpiscono l’attenzione del visitatore, ci sono “Oltre”, “Autoritratto”, “Luce del creato”, “La strada di Jeremy”, “La bellezza dell’essere”, “Senza tregua”, “Tempesta”, “Adriatica”. Tutti oli su tela che rappresentano immagini del territorio e delle campagne dell’avellinese. Nella sezione Scientifica ci sono attrezzi e aggeggi provenienti dagli istituti tecnici di Avellino, come dei contatori elettrici antichi, una riproduzione della Macchina elettrostatica di Winter, un amperometro e dei magnetini, una pila a colonna e una pila orizzontale, una bilancia analitica con i pesi. Nella parte riguardante la pinacoteca sono esposti dipinti dell’Ottocento e dei primi decenni del XX secolo di artisti campani: Achille Martelli, calabrese di nascita ma napoletano d’adozione; Francesco Mancini, accademico che espose anche a Londra e Parigi; Federico Maldarelli, pittore di impronta neoclassica; Edoardo Monteforte che prediligeva dipingere paesaggi; il pittore impressionista Vincenzo Caprile; il “realista” Vincenzo Volpe originario di Grottaminarda. L’ultima parte di questo lungo percorso è dedicata alla biblioteca donata dalla famiglia Palladino contenente testi letterari di un certo valore.
 
Il Museo Irpino, proprio per la sua peculiarità e per la caratteristica location, è interessante da visitare, per poter apprezzare le bellezze paesaggistiche, artistiche, storiche e scientifiche non solo di Avellino ma anche delle province confinanti.   

Info
Museo Irpino
Piazza De Marsico, 83100 Avellino (AV)
0825790733 / 734
Orari e giorni di apertura
  • dal martedì al sabato 9.00 – 13.00
  • mercoledì e venerdì 15.15 – 17.15                                                                                          

 01/03/2020
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