PATTO PER LA TERRA – NUOVO MANIFESTA CITTASLOW
Cittaslow. Dall’Assemblea di Cittaslow International, l’elezione del nuovo presidente Filippo Sacchetti, sindaco di Santarcangelo di Romagna, e la stesura del nuovo Manifesto.
PATTO PER LA TERRA, NUOVO MANIFESTO CITTASLOW.

Da fragilità a possibilità in 15 punti, per ribadire la cura del tempo, dei luoghi, delle relazioni, della pace.
Limite, locale, comunità: 3 principi per il futuro.
La recente Assemblea di Cittaslow International che ha richiamato le Città del Buon Vivere di tutto il mondo a Greve in Chianti ha portato a risultati concreti e di grande rilievo per la rete, in primis la definizione del nuovo Manifesto Cittaslow: da fragilità a possibilità in 15 punti.
Una sorta di patto per la terra che vede nel limite, nel locale e nella comunità i principi per il futuro e che mette al centro la cura del tempo, dei luoghi delle relazioni, della pace.
La presentazione del nuovo Manifesto si è svolta ufficialmente nella Sala del Consiglio Comunale di Greve con il sindaco Paolo Sottani e il sindaco di Górowo Iławeckie (Polonia), Jacek Kostka, Presidente Vicario di Cittaslow Internazionale.
“Sono felice che la rete internazionale di Cittaslow si sia riunita a Greve – dichiara il sindaco Sottani – luogo in cui vide la luce grazie all’allora sindaco Paolo Saturnini: le nostre città oggi si promuovono e crescono come luoghi di coinvolgimento, partecipazione, cittadinanza attiva, qualità democratica. Le città lente si costruiscono insieme agli abitanti”.
“Con l’intero board di Cittaslow Internazionale – sintetizza il Segretario generale dell’Associazione, Pier Giorgio Oliveti –abbiamo voluto cogliere l’occasione dell’Assemblea Generale a Greve in Chianti, dove 27 anni fa tutto iniziò con l’intuizione di un sindaco lungimirante, Paolo Saturnini, che aveva a cuore la sua terra e la sua gente, per presentare il nuovo Manifesto di Cittaslow, creato a più mani con il coordinamento di Cittaslow e del prof. Fabio Corigliano dell’Università di Parma: dai primi riscontri e l’approvazione per acclamazione in assemblea, credo siamo sulla strada giusta e che siamo pronti ad aprire un nuovo capitolo per Cittaslow”.
L’Assemblea è stata anche l’occasione per eleggere il nuovo presidente di Cittaslow: Filippo Sacchetti, sindaco di Santarcangelo di Romagna, ha accolto infatti il testimone del suo predecessore Mauro Migliorini.


Limite, locale, comunità
Sono le parole chiave del Manifesto, i principi che gettano le basi del futuro: limite, locale e comunità. Tra tutte il limite è il concetto essenziale per il XXI secolo perché, si legge nel Manifesto “dà forma alla libertà, rende possibile la durata, protegge ciò che va consegnato alle generazioni future”. Dalla crescita positiva alla distruzione, dall’innovazione al consumo cieco, dal turismo alla trasformazione dei luoghi: il passo può essere breve, ma se la comunità riconosce e sa governare il limite, non corre questi rischi, bensì crea condizioni di durata perché sa e sceglie ciò che merita di crescere.
Altro concetto chiave è locale: Cittaslow valorizza il sapere locale in ogni forma e modo. Tutela la cultura e l’identità del territorio, ma anche la capacità di aprirsi e confrontarsi con il mondo; punta alla rinascita dei piccoli paesi e alla rivitalizzazione dei quartieri metropolitani.
E poi c’è la comunità che vede gli abitanti come “soggetti attivi, capaci di scelta, cura, conoscenza, partecipazione e trasformazione”. La partecipazione consapevole è fondamentale per anticipare i problemi, trovare soluzioni, generare responsabilità. Per questo “Cittaslow promuove amministrazioni capaci di ascoltare, spiegare, coinvolgere e decidere”.
Il valore dei luoghi ordinari, l’importanza di prendersi tempo
Sono 15 i punti che compongono il nuovo Manifesto Cittaslow, punti che trasformano la fragilità in possibilità dando il giusto valore alle cose.
“Le idee si concretizzano quando prendono forma nella vita quotidiana” così inizia il documento, a ribadire la missione della rete che è quella di trasformare una visione del mondo in pratiche di buon vivere. E questo si fa anche e soprattutto nei luoghi ordinari, riconoscendo il valore degli spazi che viviamo ogni giorno, non solo a livello fisico ma anche come relazioni e comunità.
La lentezza è centrale, significa contemporaneità riflessiva, prendersi tempo; mentre la città veloce consuma luoghi, relazioni, natura. Anche l’accesso ai saperi conosce una nuova etica, i mezzi digitali, l’intelligenza artificiale, la tecnologia devono servire la vita, non viceversa, e permettono alle comunità di confrontarsi con esperienze lontane, costruire progetti più consapevoli, condividere soluzioni.

Paradigma human-scale e prendersi cura
Nel ripensare la città contemporanea, continua il Manifesto, Cittaslow attua il paradigma human-scale e orientato al futuro, dove “sostenibilità, connettività e prossimità trasformano i centri urbani in ecosistemi intelligenti e a misura d’uomo, migliorando la qualità della vita e riducendo l’impatto ambientale”.
Fondamentale è mantenere vivo il rapporto tra memoria e innovazione, tra paesaggio e servizi, tra bellezza e accessibilità, per preservare l’identità della città. Questo implica una pianificazione urbana sistemica in termini slow, che riconosca il debito verso l’ambiente e sappia compensarlo attraverso i PES (Pagamenti per i servizi ecosistemici), che riduca l’impronta ecologica, che cerchi NbS (Nature-based Solutions) per risolvere problemi di sviluppo, che preservi la biodiversità. In una parola, abitare significa prendersi cura attraverso infrastrutture attente, politiche che non lasciano indietro i più fragili.
Solo così si arriverà all’equilibrio ambientale e sociale: riconoscendo il vincolo ecologico e il rispetto del lavoro dell’uomo attraverso scelte urbanistiche ponderate.
Amicizia civile, educazione per una nuova residenzialità
Il Manifesto continua delineando altri punti essenziali per un buon futuro. Ad esempio, la coesistenza rispettosa e armoniosa di differenze, che è quella che Cittaslow chiama “amicizia civile”. Le diversità in questo caso non annullano l’identità omologandola, ma al contrario si intrecciano e convivono pacificamente.
Cittaslow Education per ogni ordine di scuola è un altro elemento essenziale: l’educazione che accompagna le nuove generazioni, dal nido all’università. “L’obiettivo è avere abitanti sempre più consapevoli e responsabili per il presente e il futuro delle città” e gettare insieme le basi economiche, sociali e ambientali per una nuova residenzialità.
E ancora la tutela del paesaggio, il riuso e il riciclo sono tra i cardini di Cittaslow fin dalle origini. Il consumo di suolo naturale va di pari passo con il consumo di salute e futuro, da qui l’importanza di riutilizzare gli spazi urbani, favorire l’economia circolare, promuovere iniziative di “second hand”.
Non poteva mancare una sottolineatura sul cibo, divenuto semplice commodity e a volte fonte di ingiustizia. Cittaslow difende i saperi artigianali, promuove la filiera corta, l’agrobiologia, i mercati contadini locali. Piazze, reali e virtuali, in tutto il mondo devono diventare canali di accesso al cibo sano per tutti gli strati sociali.
Infine, il manifesto conclude dichiarando che la Certificazione di Cittaslow consente un miglioramento continuo della qualità della vita e rende il buon vivere misurabile e trasferibile.
04/09/2026 08:05:00 Nota stampa “studioeidos”
