Mirko e Margarita
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DA PORTOMAGGIORE ALL’APPENNINO TOSCANO: LA SCELTA DI MIRKO BANDIERA

C’è chi sogna una vita lontana dal traffico e dalla frenesia quotidiana e chi quel sogno lo realizza davvero. È il caso di Mirko Bandiera, che oltre venticinque anni fa ha deciso di lasciare la pianura ferrarese per trasferirsi tra i boschi dell’Appennino Toscano, in località Pòsola, nel comune di Sambuca Pistoiese.

Il 24 giugno 2026 una delegazione del periodico Il Porto, composta da Marco Pasini, Mario Bellini, Tiziano Argazzi, Giovanni Tavassi e Paolo Mannoni (Proprietario dell’Agriturismo “La Corte dei Gioghi” Ferrara), ha raggiunto Mirko per conoscere da vicino il luogo che oggi chiama casa: un angolo di natura incontaminata ribattezzato Contea dell’Upupa.

Upupa House

Un esterno molto bello con una vista panoramica fra le colline ed un glicine che fa ombra durante il giorno
Una scelta nata dallo stress

La decisione di cambiare vita arrivò quando Mirko  Bandiera, conosciuto a Portomaggiore con il soprannome di “Baz” (Baggio) per il suo trascorso nell’ambiente calcistico portuense, aveva trent’anni. All’epoca lavorava come agente di commercio, un’attività che gli provocava forte stress, fino a manifestazioni fisiche come l’orticaria. Chilometri infiniti e interminabili ore di guida, contribuivano a quell’insofferenza interiore.
«Avevo bisogno di cambiare completamente vita. Qui ho ritrovato il benessere e non ho mai sentito il desiderio di tornare indietro», racconta.
In realtà quel luogo non gli era estraneo. Fin da bambino trascorreva lì, le vacanze estive: era stato il nonno ad acquistare il vecchio casolare nel 1978. Insieme al fratello Massimo ed il papà Gilberto (Persona squisita che ho avuto modo di conoscere negli anni in cui ero amministratore nel Comune di Portomaggiore. Era benvoluto da tutti, persona estremamente semplice e cordiale.), hanno rimesso a posto l’intero casolare rurale di montagna.
Tutta la famiglia si trasferiva in montagna per le ferie o quando era possibile.
Col tempo quella che era una seconda casa  che condivideva con i suoi familiari è diventata la sua dimora definitiva.

La nascita della Contea dell’Upupa

Negli anni Mirko ha acquisito altri terreni intorno e altri fabbricati circostanti, trasformando l’antico podere, oggi,  in una struttura dedicata all’ospitalità.
Oggi la Contea dell’Upupa accoglie viaggiatori italiani e stranieri in cerca di tranquillità, natura e autenticità.
Gli ospiti possono scegliere se prenotare una stanza oppure l’intera casa rurale, dotata di cucina, bagno, due camere da letto, sauna e tutti i comfort essenziali per vivere un’esperienza immersa nel verde.
Le prenotazioni arrivano da diversi Paesi europei, in particolare da Polonia e Germania, ma anche dalla Russia, favorita dalla presenza della moglie Margarita, che parla fluentemente la lingua.

 Corte  Panorama

Intervista a Mirko Bandiera e Margarita – Nella Contea dell’UPUPA

Natura, trekking e relax

La struttura si trova in una posizione privilegiata, circondata da castagneti e boschi attraversati dai sentieri del CAI e dalla storica Via Francigena.
Gli ospiti possono dedicarsi a trekking, passeggiate a cavallo, escursioni in fuoristrada oppure semplicemente godersi il silenzio e l’aria pulita dell’Appennino.
Per chi arriva con veicoli non adatti allo sterrato finale, Mirko mette a disposizione un servizio di accompagnamento con i propri mezzi.

Una casa ristrutturata con le proprie mani  e quella dei suoi familiari

Quando la casa principale viene affittata interamente, Mirko e Margarita (Margot) si trasferiscono poco più in alto a cento metri di distanza, in una caratteristica abitazione, di legno, costruita da loro, utilizzando il legname recuperato dalla dismissione di una piccola abetaia nel bosco di proprietà.
Una scelta coerente con uno stile di vita basato sul recupero, sull’autosufficienza e sul rispetto dell’ambiente.

L’incontro con Margarita

Accanto a Mirko vive Margarita, arrivata alcuni anni fa dall’Est Europa dopo un viaggio che avrebbe cambiato la sua vita.
Era giunta in Appennino per cercare la comunità degli Elfi (La “comunità” di cui parla anche Francesco Guccini  nel libro Tempo da Elfi, scritto a quattro mani con l’amico Loriano Macchiavelli, è un gruppo nato nei primi anni ’80 nell’Appennino Tosco-Emiliano, insediatosi prevalentemente nella valle di Sambuca Pistoiese. I membri hanno scelto uno stile di vita basato sulla totale autosussistenza, il recupero di ruderi abbandonati e il ritorno ai ritmi della natura).
Margarita girava nella località alla ricerca della comunità, incuriosita dalla loro filosofia di vita e dallo sprono di suo figlio che era interessato a questo tipo e stile di vita, ma non riusciva a trovarli. Fu proprio Mirko ad accompagnarla lungo il sentiero nel bosco, che conduceva al villaggio.
Dopo aver trovato la comunità e fatto la conoscenza con alcuni componenti, Margarita rientrò con Mirko che l’aveva ospitata per la notte. Ritornarono, in una notte stellata e un sentiero nel bosco pieno di lucciole, così nacque prima l’amicizia e poi la storia d’amore che va avanti da cinque anni.
Oggi condividono una quotidianità fatta di orto, animali, lavoro online e accoglienza turistica.
«Qui non mi manca nulla», racconta Margarita. «La città è caotica. In questo luogo ho trovato il mio equilibrio.»

Alla ricerca della comunità degli Elfi – img IA
Mirko e Margarita
Un orto che segue il ritmo della natura

Gran parte della loro alimentazione proviene dall’orto. Ogni stagione segue i suoi ritmi e molti semi vengono conservati di anno in anno per adattarsi sempre meglio al territorio.
La colazione offerta agli ospiti comprende prodotti genuini: uova fresche delle galline allevate in casa, torte fatte in casa, verdure dell’orto e kefir preparato artigianalmente da Margarita.

Video dell’incontro fra delegazione de “Il Porto” con Mirko e Margarita

Perché si chiama Contea dell’Upupa?

Il nome nasce da due elementi.
Da una parte il recupero progressivo delle proprietà circostanti, unite in un unico spazio che Mirko ha immaginato come una piccola “contea”.
Dall’altra un episodio molto particolare: anni fa assistette all’accoppiamento contemporaneo di quattro coppie di upupe  (uccello bellissimo utilizzato anche nel logo della LIPU) proprio nel punto dove oggi sorge la casetta di legno, ribattezzata “Nido dell’Upupa”. Un evento raro che ha ispirato il nome dell’intero progetto.

Un messaggio di semplicità

Per Mirko la montagna non rappresenta una fuga, ma una scelta di vita consapevole.
La vita richiede impegno, fatica e dedizione, ma offre in cambio serenità, contatto con la natura, una qualità della vita che difficilmente si ritrova altrove e la pace dell’anima.
«Qui non c’è tempo per deprimersi. Le giornate sono piene di lavoro e basta guardarsi intorno per ritrovare il buonumore.»

 Da sx in piedi: Tiziano Argazzi, Giovanni Tavassi, Mario Bellini e Paolo Mannoni – Accosciati: Mirko Bandiera e Marco Pasini

Come prenotare

La Contea p è prenotabile attraverso le principali piattaforme online, tra cui Booking e Airbnb, cercando “La Contea dell’Upupa”.
Una meta ideale per chi desidera vivere qualche giorno immerso nei boschi dell’Appennino Toscano, lontano dal rumore e vicino alla natura.
Cosa trovi:

  • Cucina
  • Wifi
  • Parcheggio gratuito in loco
  • Sauna
  • Animali domestici ammessi
  • TV
  • Lavatrice
  • Corte rurale
  • Caminetto interno
Margarita nell’orto Intervista Juta
La vecchia cuccia di Noè – Il primo cane di Baz
Mirko,  Margarita e Juta
Vista aerea dal drone di Angelo

 

Mappa

27/06/2026  07:45:51  Giovanni Tavassi

Giovanni Tavassi

Sono nato nel 1957 - Diplomato al Liceo Artistico di Napoli - Vivo a Portomaggiore (FE) - Ho lavorato in RFI come Professional dell'Alta Velocità. Sono il Direttore di www.natoconlavaligia.info, sito non commerciale, che è in rete dal 2004. Appassionato di Turismo, arte, cultura, food, wine e tanto altro, ho realizzato questo sito per accompagnare i nostri lettori verso mete turistiche, musei, luoghi, fiere, sagre, sport... Operatore per quanto riguarda la realizzazione, il montaggio e la messa in rete, su youtube al mio canale Enneweb TV, delle videointerviste. Scrivo nelle varie sezioni del sito e gestisco tutti gli altri collaboratori che scrivono sul sito. Faccio parte, come associato, di ARGA (Associazione Regionale dei Giornalisti Agricoli, Agroalimentari, Ambientali).

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