LUGANA ARMONIE SENZA TEMPO 2026 BOLOGNA
Lugana Armonie Senza Tempo 2026: a Bologna degustazione di oltre 150 etichette e circa 50 produttori per scoprire il Lugana Doc.
Il Lugana DOC è stato protagonista per un’esperienza immersiva.

L’8 giugno 2026 Bologna ha ospitato una nuova tappa di Lugana Armonie Senza Tempo, il format itinerante del Consorzio Tutela Lugana DOC dedicato alla valorizzazione del Lugana DOC e del territorio del basso Lago di Garda.
Per una sera, il parco di Villa Benni si è trasformato in una location immersiva dedicata al vino bianco simbolo del Garda, con degustazioni, incontri con i produttori e un percorso sensoriale pensato per raccontare l’identità contemporanea della denominazione.
L’evento a Bologna ha ospitato circa 50 cantine della denominazione, protagoniste di un grande walk around tasting all’aperto, dove appassionati e operatori hanno potuto degustare le diverse interpretazioni del Lugana DOC direttamente raccontate dai produttori.
Dal Lugana d’Annata alle versioni Superiore, Riserva, Spumante e Vendemmia Tardiva, il pubblico ha scoperto tutte le sfumature di un vino che negli ultimi anni si è affermato tra le denominazioni bianchiste più riconoscibili e apprezzate d’Italia.
Masterclass HoReCa
Armonie Senza Tempo, il programma si è arricchito con due masterclass (sold out) esclusive condotte da Fabio Giavedoni e dedicate ai professionisti del settore HoReCa: “L’impronta del Lago — Geologia e Visione” (ore 16:00 – 17:00) e “Identità e Avanguardia del Lugana” (ore 17:30 – 18:30).
Partecipazione gratuita su invito, riservata agli operatori HoReCa.
Fra la prima e la seconda Masterclass, abbiamo intervistato Fabio Zenato, presidente del Consorzio Lugana DOC ed il vicepresidente Edoardo Peduto.
Intervista a Fabio Zenato
Intervista a Edoardo Peduto
Un racconto tra vino, territorio e lifestyle – Più che una semplice degustazione, Lugana Armonie Senza Tempo è un racconto del territorio gardesano e del suo stile di vita.
Il progetto è nato infatti con l’obiettivo di valorizzare il Lugana non solo come vino, ma come esperienza legata a paesaggio, turismo lento, sostenibilità e benessere. Un approccio che negli ultimi anni ha reso il territorio del Lugana una delle wine destination più dinamiche d’Europa.
L’edizione bolognese negli spazi verdi di Villa Benni, storica dimora immersa nel verde sulle colline della città è stato un successo.
Il format è stato quello di una degustazione libera e conviviale, accompagnata da proposte gastronomiche dedicate e dalla possibilità di incontrare direttamente le aziende produttrici.
Durante la manifestazione, Enneweb TV e Viaggie & Gusti Channel TV hanno realizzato alcune interviste agli organizzatori e cantine presenti all’evento.
Sito ufficiale: Lugana Armonie Senza Tempo 2026
Gianni Solaroli racconta il Trebbiano: il vitigno più frainteso d’Italia diventa protagonista di “Una storia universale”
Abbiamo incontrato Gianni Solaroli che da poco ha pubblicato il bellissimo libro sul trebbiano.
Per anni il Trebbiano è stato considerato un vino semplice, quotidiano, quasi invisibile nel grande racconto dell’enologia italiana. Un bianco spesso associato alla quantità più che alla qualità, alla produzione massiva più che all’identità territoriale. Eppure, secondo Gianni Solaroli, dietro questo vitigno si nasconde una delle storie più affascinanti del vino italiano.
Con il libro “Il Trebbiano – Una storia universale”, pubblicato da Il Ponte Vecchio, Solaroli firma un’opera che vuole ribaltare stereotipi e luoghi comuni, restituendo dignità culturale, storica ed enologica a una famiglia di vitigni troppo spesso sottovalutata.
Un viaggio dentro i “Trebbiani”
Il punto di partenza del libro è semplice ma potente: non esiste un solo Trebbiano. Esistono “i Trebbiani”, una galassia di varietà diffuse in tutta Italia e capaci di esprimere caratteri profondamente diversi a seconda dei territori, dei suoli e delle pratiche produttive.
Attraverso un viaggio che attraversa Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Lazio, Umbria e Veneto, Solaroli ricostruisce la storia millenaria del vitigno, analizzandone le differenze ampelografiche, le zone vocate e le interpretazioni contemporanee più interessanti.
Il risultato è un racconto che mescola divulgazione, ricerca storica e cultura gastronomica, senza mai cadere nel tecnicismo fine a sé stesso.

Il Trebbiano come specchio del territorio
Uno dei concetti centrali del libro è l’idea del Trebbiano come “vitigno universale”. Non un’uva che impone il proprio carattere, ma una varietà capace di adattarsi ai territori e rifletterne l’identità.
In diverse interviste, Solaroli sottolinea infatti come il Trebbiano sia stato “raccontato male” per decenni, ridotto a sinonimo di neutralità e semplicità, quando invece possiede acidità, tensione e una straordinaria capacità evolutiva.
Il libro mostra come la cattiva reputazione del Trebbiano non dipenda dalla genetica del vitigno, ma soprattutto da precise scelte produttive del passato, orientate alla resa quantitativa più che alla valorizzazione qualitativa.
Intervista a Gianni Solaroli
Chi è Gianni Solaroli
Gianni Solaroli è giornalista, sommelier, docente AIS e divulgatore enologico romagnolo. Già autore di pubblicazioni dedicate al vino italiano, è considerato una delle voci più attente nella valorizzazione dei vitigni storici e identitari della Romagna.
Secondo AIS Italia, Solaroli si distingue per uno stile divulgativo diretto, rigoroso e accessibile, capace di unire approfondimento tecnico e narrazione.
Con “Il Trebbiano – Una storia universale” porta avanti un lavoro culturale importante: restituire centralità a un vitigno che per troppo tempo è rimasto ai margini del racconto del vino italiano.
Un libro per appassionati e professionisti
L’opera non si presenta come una guida fatta di punteggi e classifiche, ma come un vero viaggio dentro il Trebbiano. Tra curiosità storiche, riferimenti scientifici, territori, produttori e abbinamenti gastronomici, il libro si rivolge sia agli appassionati sia agli operatori del settore.
In un momento storico in cui il vino italiano cerca sempre più autenticità, biodiversità e legame con il territorio, il lavoro di Solaroli appare particolarmente attuale.
Perché il Trebbiano, forse, non è mai stato un vino “semplice”. Semplicemente, non lo avevamo ancora guardato abbastanza da vicino.
Per decenni, l’uva oggi chiamata Turbiana veniva registrata come Trebbiano di Lugana, seguendo una logica tipica dell’Italia settentrionale.
Interviste agli operatori
Alcune interviste realizzate durante Lugana Armonie Senza Tempo 2026:
Intervista all’Azienda Dalbiondo
Intervista all’Azienda Colli Vai Bo
Intervista all’Azienda Vitivinicola Montonale
Intervista all’Azienda Don Lorenzo della Grillaia
Intervista all’Azienda
Info
Consorzio Tutela Lugana D.O.C.
Parco Catullo, 4
37019 Peschiera del Garda (VR)
Tel.: +39 045 9233070
Sito web
11/06/2026 16:47:48 Giovanni Tavassi
