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SALENTO – LA VACANZA PERFETTA IN SEI GIORNI

TRA CITTA’ D’ARTE, MARE E PAESAGGI MOZZAFIATO CON I POSTI DOVE SI DORME E SI MANGIA MEGLIO.

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Il Salento fa le prove generali d’estate. Tra mare cristallino, spiagge dalla morbida e bianca sabbia, siti archeologici, città d’arte, arte, artigianato, buona Tavola e Feste di tradizione, ce n’è per tutti i gusti e tutte le tasche per la vacanza perfetta di sei giorni consigliata da giornalisti internazionali esperti di viaggi, eventi e turismo, che hanno partecipato al 76mo Educational per giornalisti organizzato dalla rivista di turismo e cultura del Mediterraneo Spiagge, diretta da Carmen Mancarella (www.mediterraneantourism.it) .

Il nostro viaggio parte da Barone di Mare a Torre dell’Orso, un resort di 180 camere che riproduce le atmosfere dei tipici borghi salentini con muretti a secco e una grande piscina centrale. Immerso tra mare e campagna a due passi dalla Baia di Torre dell’Orso con i faraglioni delle Due sorelle, dove sorge Lido Cala Marin, il resort entrerà dal prossimo anno nella grande e prestigiosa catena Melia divenendo un resort 5 stelle L (www.baronedimare.it).

Cuore pulsante sarà la grande spa, che il  manager Giancarlo Mazzotta, titolare con la sua famiglia, considera la sua più grande sfida: “La grande spa sarà aperta sempre per accogliere gli ospiti a qualsiasi orario essi lo desiderino, anche di notte”, annuncia l’imprenditore Mazzotta. “Qui sarà possibile sottoporsi a ogni tipo di massaggio e a qualsiasi cura di benessere conosciuta al mondo con massaggiatrici e massaggiatori provenienti dal paese che eccelle nel tipo di trattamento prescelto. Tutto sarà studiato nei minimi dettagli per far vivere un’esperienza unica”.

LA STORIA DELLA FAMIGLIA MAZZOTTA

La famiglia Mazzotta ha fatto la storia del turismo nel Salento: il fondatore Antonio Mazzotta, scomparso a soli 54 anni nel 1997, fu il primo a scommettere sulle potenzialità del Salento, realizzando il villaggio Eurovillage a Porto Cesareo ed Euro Garden Village a San Foca. I figli hanno seguito le sue orme e presto sorgerà a San Foca, al posto del centro di Accoglienza Regina Pacis un cinque stelle superior affacciato sulla spiaggia e a Torre dell’Orso un’altra struttura ricettiva di lusso, al posto de Li Tamari, storico albergo. Barone di Mare resort è nella posizione giusta per andare alla scoperta del Salento.

GIANCARLO MAZZOTTA RACCONTA LA STORIA DEL GRUPPO MAZZOTTA

Facciamo insieme un meraviglioso viaggio, sperimentato con successo da un gruppo di giornalisti internazionali e italiani provenienti dalle principali città europee: Berlino, Varsavia, Parigi, Bruxelles, Milano e Bologna.

I LOVE SALENTO: IL COMMENTO DEI GIORNALISTI

PRIMO GIORNO FRANCAVILLA FONTANA

E LA MOSTRA DAL BAROCCO AL NEO BAROCCO NEL CASTELLO IMPERIALI

Il profumo inconfondibile di confetti ricci appena prodotti ci richiama a Francavilla Fontana, tra i due mari del Salento. Nell’atrio del castello Imperiali incontriamo il maestro Gianni Tardio, che facendo oscillare, a forza di braccia, l’antico pentolone di rame, fa in modo che lo zucchero (sciolto da una fiammella alimentata a gas) avvolga le mandorle di varietà pugliesi, dando vita al famoso confetto riccio di Francavilla Fontana: duro dentro e morbido fuori. Uno tira l’altro esattamente come le ciliegie. Il confetto riccio, simbolo della città, è sempre più richiesto per i grandi eventi e, in special modo, per eleganti matrimoni.

GIANNI TARDIO E I CONFETTI RICCI

Al primo piano del castello c’è da visitare sino a luglio (ma visto il successo sarà prorogata) la mostra sul Barocco e Neo Barocco organizzata da MiceExperience, raggruppamento di imprese presieduta da Pierangelo Argentieri in partenariato con il Comune di Francavilla Fontana. Qui risplendono i capolavori di Rubens, Bernini fino all’artista internazionale Mitoraj. E’ un dialogo profondo tra arte e artisti, calati nel loro secolo, a partire dal primo Barocco, quando l’uomo si spogliò dai canoni classici per mettere a nudo le imperfezioni del corpo, facendo della luce l’elemento portante. Si può  visitare la mostra seguendo le didascalie accanto ai quadri oppure avvalendosi delle brave ed esperte guide come Angela Cerasino, molto competente.

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“Investendo in grandi e qualificanti eventi come la mostra abbiamo deciso di puntare su viaggiatori colti e raffinati, richiamando un pubblico di livello internazionale. La bellezza e l’eleganza di Francavilla Fontana lo meritano”, sottolinea il sindaco Antonello Denuzzo, con accanto il vicesindaco Annamaria Padula e l’assessore alle attività produttive, Vanni Calò.

Detto fatto. Visitare la mostra significa scoprire una città estremamente raffinata a partire da Castello Imperiali, oggi sede degli uffici di rappresentanza del Municipio. E’ un elegante e sontuoso palazzo nato intorno a una torre (oggi del tutto scomparsa). Nella sala del camino riecheggiano ancora oggi i suoni delle sontuose feste che Michele Imperiali III dava per i suoi familiari e i suoi amici. Il suo ritratto, accanto a quello del figlio, può essere ammirato nella sala accanto.

In particolare il camino è il dono di nozze per due importanti matrimoni: due fratelli Imperiali sposarono due sorelle della famiglia Spinola e per celebrare questo felice momento nacque il camino, dove sono raffigurati gli stemmi delle due famiglie tra melograni, simbolo di prosperità e sirene alate, simbolo di eternità.

Il tetto è interamente affrescato con motivi floreali in foglia oro nei primi anni del ‘900 da Giovanni Vollono, lo stesso che realizzò la vicina chiesa dei Padri Liguorini.

Nel Castello può anche essere ammirato il MAFF (Museo archeologico di Francavilla fontana) che custodisce alcuni preziosi reperti di età messapica rinvenuti nella città (aperto tutti i giorni: 10- 13 e 17.00 – 20.00). E da lì ci si può affacciare per ammirare lo straordinario balcone barocco, decorato con motivi floreali e melograni, foglie di acanto… che dava sul giardino delle delizie del Palazzo.

Arriva mezzogiorno. E’ l’ora ora una sosta golosa e gustosa. L’indirizzo giusto è Agriturismo Masseria Tredicina, sulla via per Ceglie. Qui la famiglia Oliva ha aperto all’ospitalità l’antica residenza di campagna dei nonni dove, oltre a venti camere con piscina, sorge anche un delizioso ristorante in stile country. A impreziosire il tutto il sorriso e la raffinata ed elegante accoglienza di una delle due sorelle proprietarie Clea Oliva, che, con inconfondibile classe, si ispira alla natura per raffinate mise en place, che sorprendono gli ospiti.

Cuore pulsante sono il direttore Martino Albanese e lo chef Marco Pappadà. Abile ad esaltare gli ortaggi appena colti dall’orto, lo chef è capace di trasformare i suoi piatti in veri e propri capolavori dai sapori indimenticabili. Il tutto innaffiato dagli ottimi vini firmati da un giovane e intraprendente enologo: Simone Santoro. Lui ha recuperato un vitigno antico a bacca bianca di Francavilla Fontana, che prende il nome della città Francavidd, e sta producendo vini straordinari freschi, intensi e a bassa gradazione alcolica con l’etichetta Noscia (Nostra), il nome affettuoso con cui i francavillesi chiamano la loro città. Da non perdere di vista l’Orange, chiamato così per il suo tipico colore arancio.

VEDI IL VIDEO SULL’AGRITURISMO MASSERIA TREDICINA

Torniamo a Francavilla Fontana per ammirarne le chiese. Racchiude la storia di Francavilla la Basilica minore. Nell’altare laterale si può ammirare l’icona bizantina della Madonna della Fontana protettrice del paese, che, secondo la leggenda, venne rinvenuta nel 1310 dal principe Filippo D’Angiò durante una battuta di caccia. Un nobile che era con lui, Elia Marrese vide una cerva, vicino a una fontana, e tentò di ucciderla scagliando una freccia. Ma la freccia tornò indietro. Allora i due capirono che la cerva era sacra. Si avvicinarono alla fonte e scoprirono l’icona della Madonna bizantina. Il re ordinò che in quel punto venisse costruita una chiesa e per incoraggiare l’insediamento di contadini in quella zona ordinò che non si pagassero le tasse. Nacque quindi Franca Villa Fontana.

La Chiesa venne ricostruita dopo il terribile terremoto del 1743, divenendo una splendida Basilica  dagli altari in barocco romano, dove si può ammirare anche il quadro che racconta il miracolo della Madonna: nel 1510 un’improvvisa nevicata rischiò di far essiccare gli ulivi. I francavillesi si riunirono in chiesa per pregare la Madonna, la quale fece miracolosamente rinverdire gli ulivi.

Adiacente alla Basilica si trova la Chiesa di Santa Chiara dove sono custodite le Statue dei Misteri che vengono portati in solenne processione il Venerdì Santo, seguiti dai crociferi, uomini vestiti di rosso e incappucciati, che, a piedi scalzi, trascinano per tutta la processione, una pesante croce, tanto rozzamente costruita da essere definita LU TRAU (ricavata da travi). Francavilla è molto famosa per l’intensità dei Riti della Settimana Santa.

Da non perdere una visita alla Chiesa dei Padri Liguorini che i francavillesi chiamano La Chiesa d’oro. Realizzata nel 1930 con le offerte delle famiglie benestanti di Francavilla, la chiesa è dedicata a Sant’Alfonso dei Liguori, di cui riproduce alcune scene della vita, ed è decorata con stucchi e fregi interamente ricoperti in foglia oro!

Arriva la sera. E’ il momento di rilassarsi un po’. I canti della pizzica, la tipica danza salentina, ci guidano verso la Masseria Messapia a Mesagne, nel cuore del Salento dove si sta celebrando una Festa.

Nata da un’antica masseria in pietra leccese, finemente restaurata, dai coniugi Mino e Barbara Carriero, Masseria Messapia offre camere con piscina privata e vasche idromassaggio tra giardini segreti. E’ molto amata dai vip, che molto spesso la affittano in blocco anche per alcune settimane per sé stessi e i propri amici. Ultimo vip avvistato: il regista Mel Gibson, impegnato in Puglia per le riprese del film: La Resurrezione di Cristo.

Per i giornalisti viene organizzato un evento speciale: viene ricreata la sagra di un villaggio con il maestro casaro che fa mozzarelle e burrate all’istante,  camerieri che affettano al momento il capocollo di Martina Franca e formaggi tipici e i sommelier che servono i vini prodotti dalla cantina del Messapia che è anche un wine resort. Intima e funzionale è la spa preceduta da una palestra attrezzata.

VEDI IL VIDEO VISITA LA MASSERIA

SECONDO GIORNO

CUTROFIANO LA CITTA’ DELLE CERAMICHE NEL CUORE DELLA GRECIA SALENTINA

“L’artigianato di eccellenza caratterizza Cutrofiano, al centro del mondo per le sue ceramiche”, esordisce il sindaco Luigi Melissano, affiancato dall’assessore alle attività produttive, Alessandra Blanco e dal consigliere comunale, Vito De Donatis. Cutrofiano si trova nel cuore della Grecìa Salentina, dove ancora oggi si parla il griko, un dialetto molto simile al greco. Ed è  di origini greche il suo nome che deriva da Cutro fio, che significa faccio vasi. Sin dall’antichità infatti il terreno era particolarmente argilloso e ricco di acquitrini e foreste con cui si potevano alimentare i forni per cuocere la creta.

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Il Museo civico della ceramica, in piazza Municipio, ci racconta la storia dal Medioevo sino ai nostri giorni con ceramiche rinvenute durante lavori di scavo e opere d’arte provenienti da tutto il mondo.  Spiccano gli antichi strumenti del mestiere che raccontano come la lavorazione della ceramica sia nata con l’uomo. “Quando decisi di fondare questo museo venivo preso per pazzo”, ricorda il fondatore, Salvatore Matteo, che all’epoca era bibliotecario e oggi ne è il presidente onorario. “Nessuno ci credeva davvero. Oggi invece cresce l’interesse per il nostro artigianato tipico, che viene apprezzato e ammirato in tutto il mondo”. Sotto la direzione scientifica del professore Marco Leo Imperiale, il museo è aperto tutti i giorni e vede impegnata la bibliotecaria Alessandra De Filippi che accoglie i giornalisti e numerosi visitatori.

L’arte della ceramica è viva e pulsante a Cutrofiano e ha conquistato i mercati mondiali. Merito delle aziende, alcune delle quali risalenti al XVI secolo, che si tramandano l’arte di padre in figlio e sono in continua evoluzione, proponendo opere che vanno dagli utensili per la tavola sino ad innovativi oggetti di design.

Prima tappa è l’azienda di Antonio Colì, che esporta ceramiche in tutto il mondo. Qui conosciamo il sette volte campione del mondo Luigi Colì, cugino di Antonio, vittorioso anche ai Campionati del mondo che si sono disputati l’estate scorsa a Cutrofiano e che hanno richiamato maestri del tornio provenienti da tutte le parti del globo. Le abili mani modellano la terracotta oggi come allora.

Raffinati vasi, piatti, recipienti, i tipici pumi… riempiono gli occhi di grande bellezza.

Il tour prosegue nel laboratorio di Alessandro Benegiamo che guida l’azienda assieme ai cugini Lucianna, Fabiana e Francesco, addetti alle varie fasi della lavorazione. “La lavorazione resta artigianale”, ci tiene a sottolineare Benegiamo che apre le porte del laboratorio per far vedere quanta pazienza e cura ci vuole per realizzare un singolo oggetto. “I nostri lavori sono tutti su commissione. Abbiamo cura nel soddisfare al massimo le esigenze dei clienti che provengono da tutte le parti del mondo”.

Nuova tappa è l’azienda Nuova Colì, che, guidata da Luigi Colì è stata fondata dal 2006, anche se le origini risalgono alla fine del ‘500. Fantasia, colore, eleganza… i manufatti si ispirano alla bellezza della natura salentina con centri-tavola decorati da melograni, limoni, fiori… Ogni singolo pezzo è frutto di un attento e paziente lavoro artigianale che va dalla lavorazione al tornio sino alla decorazione manuale.

SOSTA GOLOSA NEL RISTORANTE SIRGOLE ORTO&CUCINA

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Arriva l’ora di pranzo. E’ il momento di una sosta golosa e gustosa. Per rilassarsi in pieno l’indirizzo giusto è il ristorante Sirgole, Orto & Cucina in contrada Sirgole a Cutrofiano. Qui l’abile titolare e chef, Marco Specchia, è pronto a deliziare i suoi ospiti con la cucina tipica rivisitata, utilizzando sempre gli ortaggi di stagione. Accanto sorge il B&B Parco degli Aranci con spaziose camere, immerso nel verde e con piscina a sfioro alimentata con acqua salata. Un prato inglese curatissimo caratterizza la tenuta, impreziosita dal giardino segreto: l’agrumeto dove, in primavera, fioriscono i fiori d’arancio. “Questa era la tenuta di villeggiatura della mia famiglia”, spiega Marco Specchia. “E’ anche meta di pellegrinaggio in occasione della Festa della Madonna del Rosario per la chiesetta a Lei dedicata, che fa parte della Tenuta”.

BOTTEGA ARTIGIANALE DE DONATIS

Andiamo ora a visitare la bottega artigianale che Vito De Donatis conduce con la sorella Claudia e il padre Salvino, nel cuore di Cutrofiano. “Sempre più buyer e viaggiatori sono alla ricerca delle botteghe piccole dove chiedono anche di poter fare l’esperienza di creare con le loro mani un vaso”, sottolinea Vito De Donatis che porta avanti l’azienda artigianale sulla scia di nonno Vito. Il quale ha lasciato alla famiglia vere e proprie opere d’arte. “Quando mio nonno andò in pensione si divertì a realizzare lavori che riproducevano le famiglie”, dice De Donatis. “I personaggi si abbracciano con lunghe braccia quasi a sottolineare l’indissolubilità della famiglia e sulle loro braccia o spalle si posano uccelli fantastici che mio nonno amava molto”. Gli oggetti riproducono colori e decorazioni antiche di grande fascino.

LA CERAMICA BIANCA DI VALENTINA ANDRIANI

Tappa successiva è, infine, la bottega di Valentina Andriani che lavora la ceramica bianca con gli stampi di gesso. “E’ una tecnica utilizzata in varie città d’Italia come Faenza”, spiega la titolare che nel 2021 ha ereditato l’azienda, fondata dal padre nel 1990. “Grazie agli stampi di gesso possiamo realizzare tutte le forme che ci vengono commissionate dai clienti, comprese ad esempio la conchiglia, che al tornio, è impossibile da realizzare”.

VINICOLA PALAMA’ VINI DEL TERRITORIO

La giornata si chiude in bellezza con un brindisi nella Cantina Palamà. Il titolare ed enologo Michele racconta le origini dell’etichetta di punta: il Metiusco il cui nome viene dal griko Metuscoi, che significa Vado a Bere. “Un tempo quando i nostri nonni uscivano in piazza per trovare lavoro, non appena concordavano con il titolare di lavorare per dieci giornate in campagna, ricevevano, come acconto, il pagamento della prima giornata. Quei soldi li utilizzavano per andare nell’osteria del paese e bere vino con gli amici. Dicevano: Metiuscoi: vado a bere. Da qui nasce il nostro vino che ricorda l’amicizia e la convivialità”.

Nella moderna cantina, a due passi dai vigneti di primitivo e negroamaro, Palamà produce vini richiesti e apprezzati in tutto il mondo: Metiusco, bianco, rosato, rosso e Anniversario

Abbiamo degustato anche il Ninì Palamà bianco, ricavato da uve di negroamaro a bacca rossa, vinificate in bianco e il Metiusco rosato per cui il Salento è conosciuto in tutto il mondo.

RISTORANTE A KILOMETROZERO SUPERSANO

A cena tappa golosa è il ristorante A kilometrozero guidato dai fratelli Sandro, Tiziano e Andrea Negro, tra i primi a proporre i prodotti a chilometro zero e a farne la filosofia del ristorante apprezzato per la cucina salentina tipica impreziosita dalla fantasia dello chef Tiziano Negro.

TERZO GIORNO PORTO CESAREO

ACQUA AZZURRA ACQUA CHIARA “Le spiagge di Battisti e Mogol”

“Acqua azzurra, acqua chiara”… così cantavano Battisti e Mogol, famoso cantautore l’uno e compositore l’altro, quando si ispirarono alle acque di Porto Cesareo per comporre la famosa canzone dal titolo “Acqua Azzurra, Acqua Chiara”. Mogol aveva acquistato casa sulla baia delli Scianuli a Porto Cesareo e Battisti era suo ospite quando nacque la canzone.

Le spiagge bianche lambite da un mare azzurro e trasparente si susseguono lungo tutta la costa da Puntaprosciutto a Torre Lapillo, passando per Torre Chianca sino alle spiagge di Porto Cesareo centro e la punta della Strea. Il mare è sotto la tutela dell’ Area marina protetta, che, estesa per 16mila chilometri quadrati abbraccia anche la confinante costa di Nardò ed è tra le più vaste d’Italia. A terra si estende la Riserva naturale orientata regionale Palude del Conte e Duna costiera di Porto Cesareo, per la biodiversità della flora e della fauna.

Imperdibile un giro in barca sino all’isola dei conigli con Salvatore Lupo di Mare e sua moglie Cinzia di Taxi Boat che vi faranno ammirare la costa dal mare, raccontandovi la vita vera  e le curiosità dei pescatori e della gente che vive a Porto Cesareo.

Qui i fondali sono molto pescosi, tanto che in via Cilea si può ammirare la via delle pescherie, la più bella al mondo, secondo Donatella Bianchi, la conduttrice della trasmissione televisiva Linea Blu.

Sottolinea il subcommissario prefettizio Vincenzo Calignano: “Porto Cesareo è un mare di incontri e culture. Il mare veniva attraversato da navi nel mondo antico. Sono, ancora oggi, ben visibili a occhio nudo, adagiate sui fondali, le colonne romane in marmo cipollino che erano trasportate da una nave romana naufragata al largo di Torre Chianca. Lì alcuni pescatori trovarono nei fondali anche la statuina del dio Thoth, il dio egiziano della sapienza e della morte raffigurato sotto forma di babbuino accovacciato, che oggi è custodito nel museo Marta di Taranto. Il Comune ha concluso un protocollo d’intesa con l’Università del Salento per avviare ricerche archeologiche e ampliare in questo modo l’offerta culturale della marina”

Tappa imperdibile è il Museo di Biologia Marina Pietro Parenzan, dove è possibile avventurarsi per i fondali marini e incontrare le specie che popolano il mare di Porto Cesareo (e non solo) compreso lo squalo elefante, uno squalo vegano, che si nutre solo di plancton, che rimase impigliato nelle reti dei pescatori nelle acque di Porto Cesareo nel 2015 e poi liberato. Un modello in resina ricorda l’avvenimento.

APERITIVO A LIDO LE DUNE CON VISTA SULLE SPIAGGE

Arriva l’ora del pranzo. Per un aperitivo con vista mozzafiato sulla spiaggia, il posto giusto è Lido Le Dune, aperto tutto l’anno. Classe e raffinatezza in un’elegante atmosfera caratterizzano il lido che sorge accanto al ristorante Aqua, famoso per i suoi piatti a base di pesce freschissimo.

MELOGRANI MARTINO EXPERIENCE

Sulla via di Porto Cesareo, a pochi chilometri da Lecce, si trova l’azienda agricola Melograni Martino, guidata da Daniele De Pascalis, che propone l’esperienza di fare pic nic all’ombra dei melograni, degustando prodotti tipici locali, a chilometro zero, anzi a metro zero. L’azienda produce ottimi succhi di melagrane (dalle proprietà anticancerogene e anti ossidanti), conserve. New entry la birra al melograno e il gin. L’azienda è divenuta il punto di ritrovo di famiglie, giovani e stranieri che amano scoprire il Salento più autentico.

La giornata si chiude con un brindisi-degustazione nell’antica Cantina Conti Zecca, guidata dai Conti Zecca con il giovane nipote Clemente. Nella bottaia i vini vengono affinati in barrique di rovere francese, ma anche, secondo le più avanzate tecniche enologiche, in grandi contenitori di creta dove viene fatto riposare, in particolare, l’ultima creatura di Clemente Zecca, il Calavento Orange, un vino bianco di malvasia, fresco e molto giovanile.

Di recente la Cantina ha investito nelle più avanzate tecnologie, come le presse sotto gas inerte. Subito dopo la vendemmia, le uve vengono sottoposte a questa particolare pressatura, che ha il merito di evitare il contatto con l’ossigeno, mantenendo, quindi, intatte le proprietà organolettiche delle uve e di conseguenza dei vini che ne nasceranno.

QUARTO GIORNO: LE MARINE DI MELENDUGNO E LA MADONNA DI ROCA

I salentini che sono i primi d’Italia a vedere l’Alba essendo la loro terra la più orientale d’Italia, sono per antonomasia un popolo molto festaiolo e profondamente rispettoso delle tradizioni. Tutte le sere d’estate vengono celebrate tre quattro feste di tradizione contemporaneamente nei vari paesini in onore dei loro Santi Patroni. Le Feste (numerose e molto partecipate anche d’inverno) iniziano in grande stile con la primavera. Tra fine aprile e maggio ogni week end gli abitanti di Vernole (ultimo week end di aprile), Calimera (primo week end di maggio), Melendugno (secondo week end di maggio) e Borgagne (terzo week end di maggio) festeggiano la Madonna di Roca. I fedeli partono a piedi dalle rispettive chiese madri, portando in processione, la statua della Madonna, e arrivati a Roca assistono alla messa nel Santuario mariano, famoso per il suo altare barocco con al centro l’immagine della Madonna bizantina. Essi celebrano il ritorno alla loro città natia. Infatti dopo la presa di Otranto, la bella Roca venne distrutta perché era diventata facile preda di scorrerie da parte dei pirati turchi e gli abitanti fondarono nelle campagne (ritenute più sicure) le nuove città: Vernole, Calimera, Melendugno e Borgagne.

La sera è Festa grande con le tipiche luminarie salentine, le bande che eseguono famosi brani di opera lirica e fuochi d’artificio. La Festa viene organizzata con il contributo degli abitanti stessi che fanno una colletta e può costare anche 100mila euro!

Da non perdere una visita al sito archeologico Grotte della Poesia, che secondo il Partenariato speciale pubblico privato, da poco sottoscritto dal Comune di Melendugno, sarà gestito dalla cooperativa ArtWork. La brava e competente guida, Francesco Sgueglia Mariano ci racconta le origini: “Le scogliere così come le vediamo noi oggi sono in frutto dell’era della seconda glaciazione nel Miocene medio, quando, sciogliendosi, i ghiacciai si staccarono. Roca è un importante sito archeologico abitato dalla Preistoria sino all’alto Medioevo. La Grotta della Poesia, il cui nome viene dal greco Ap, che significa acqua, veniva utilizzata dai naviganti della Terra d’Otranto per rifornirsi di acqua dolce. E nella grotta della Poesia piccola collegata alla Grande con un tunnel era un antico santuario, dove sono stati rinvenuti segni e preghiere al dio Taotor messapico e Tutor latino per ritornare sani e salvi sull’altra sponda dell’Adriatico.

La Grotta della Poesia con la sua acqua verde smeraldo attrae visitatori da tutto il mondo, soprattutto dopo che il National Geographic l’ha definita la piscina naturale più bella al mondo.

Lungo i 13 chilometri di costa delle marine di Melendugno le spiagge si susseguono una dopo l’altra, una più bella dell’altra: Torre Specchia si caratterizza per le sue calette, San Foca offre lunghe e morbide spiagge con il porto turistico, Roca è un sistema di piscine naturali, Torre dell’Orso è famosa per la sua baia, Torre Sant’Andrea attrae per i suoi faraglioni e le scogliere a picco sul mare.

Scegliamo di sostare sulla spiaggia di Torre dell’Orso e in particolare nel Lido Cala Marin del Barone di Mare resort, proprio davanti ai faraglioni delle Due sorelle, che sembrano avere il volto di donna.

E qui veniamo coinvolti dal bravo chef nella frisella experience. Impariamo a preparare la tipica frisella salentina che può essere semplice (pomodori, olio extravergine di oliva e rucola) o capunata (con l’aggiunta di ortaggi sott’olio o tonno).

PIZZICA EXPERIENCE

Arriva l’ora di imparare la pizzica, la danza tipica del Salento. Entrano in scena i giovani del Movimento Giovani in Gioco di Melendugno, guidati da Marco Macchione e Nicolò Camassa. Le ballerine Irene Giancane e Carla Macchione insegnano i passi della pizzica invitando i giornalisti a danzare con loro. Ed è subito festa.

Il lido è frequentato dai vip, molto amici del giovane Hermes Mazzotta. Avvistato la giovane promessa della musica italiana e internazionale, Welo, originario di Lecce, che ha girato un video tra Borgagne, Torre dell’Orso e Porto Badisco, con Anna Tatangelo sul suo ultimo singolo Notte Poetica.

Ecco la video intervista con il giovane cantante

vedi il video della nuova canzone di Welo ambientato nel Salento

Dopo un tuffo nella splendida baia di Torre dell’Orso l’indirizzo giusto è Pasticceria Gelateria Dentoni per gustare dolci e gelati preparati artigianalmente dal gusto inconfondibile. Famosa per la sua torta crepes, la pasticceria gelateria Dentoni è molto gettonata per la pasticceria di alta classe, amata dai palati più raffinati. I clienti amano fermarsi sulla terrazza vista mare del locale praticamente a tutte le ore del giorno dalla colazione agli aperitivi sino al dopo cena.

QUINTO GIORNO

MASSERIA BERZARIO A TORRE DELL’ORSO

 CAVALLINO, CITTA’ D’ARTE E CULTURA LECCE, REGINA DEL BAROCCO

Il nostro viaggio approda a Cavallino città d’arte e cultura ad appena cinque chilometri da Lecce. Il primo step è nella bottega d’arte di ferro battuto dei maestri Ferruccio e Isaia Zilli che hanno il merito di trasformare una materia pesante come il ferro in opere d’arte leggere e malleabili che si ispirano ai colori pastello del Salento. Ulivi con foglioline che si muovono al vento, melograni tintinnanti, la civetta senza occhi, la spirale simbolo di infinito sono le opere d’arte più apprezzate del maestro Ferruccio Zilli, felice di aver trasmesso la sua passione al figlio Isaia. Le loro opere vengono richieste in tutto il mondo. La loro bottega si trova nel cuore del centro storico della cittadina in un’antica casa messapica dove si scorgono i segni del tetto antico e un sarcofago, trasformato in un elemento decorativo del grande camino angolare. Cavallino è infatti un’antica città messapica definita la Pompei del Salento. A pochi passi dalla bottega d’arte di Zilli si trova il vasto Museo diffuso dove si possono ammirare le fondamenta delle case messapiche e le alte mura.

Ma chi erano i messapi? Il primo a parlarne è stato lo storico greco Erodoto nelle Storie: i Messapi erano gli abitanti della Terra di Mezzo (dal greco Mesos e Ap), tra i due mari: lo Jonio e l’Adriatico. Erano amici di Atene e nemici di Sparta che aveva fondato proprio nel Salento la sua unica colonia di tutta la Magna Grecia Taranto, con cui erano continuamente in guerra. Amavano l’arte greca e utilizzavano l’alfabeto greco. Ma la loro lingua non è stata mai decifrata. Resta perciò una civiltà avvolta da tanti misteri.

A dare il benvenuto ai giornalisti a nome di tutta la comunità è il sindaco, Bruno Ciccarese Gorgoni: “Tutta Cavallino sorge sull’antica città messapica”, sottolinea il sindaco. “Ma è nel ‘600 che la storia della cittadina raggiunge il suo splendore grazie agli sposi Beatrice Acquaviva d’Aragona e Francesco Castromediano che realizzano la prima opera pubblica del paese: il pozzo di San Domenico, il convento che ospiterà l’ordine dei domenicani e la chiesa annessa”.

Cavallino diventa protagonista del Risorgimento italiano con una grande patriota, antenato dello stesso sindaco, il duca Sigismondo Castromediano, mazziniano, che lottando per l’Unità d’Italia, venne arrestato e trascorse nelle prigioni borboniche (a Procida) ben due anni e sei mesi legato, giorno e notte, con un ceppo di ferro e una catena alla gamba del suo compagno di prigionia. Questo particolare emerge nella statua a lui dedicata che campeggia nella piazza Principale. Il duca bianco (come veniva definito) viene raffigurato con ai piedi la Giovine Italia. Di fronte alla statua si può ammirare la Statua del Capitano Black, un poeta suo contemporaneo, che scrivendo versi in dialetto, denunciava le profonde diseguaglianze sociali.

Scendiamo poi sottoterra per ammirare il frantoio ipogeo restaurato da poco grazie ai fondi del Gal Valle della Cupa. Qui veniva estratto l’olio lampante che serviva per illuminare le vie, le case, i palazzi e le chiese di Parigi, Londra, Mosca, San Pietroburgo… E nasce proprio dai frantoi ipogei tutta la ricchezza del Salento, così ricco di palazzi e chiese barocche.

A cinque chilometri da Cavallino si trova Lecce, capitale del barocco. Spettacolare è la facciata barocca della Chiesa di Santa Croce, mentre piazza Duomo viene definita la piazza palcoscenico con l’antico seminario (oggi Museo diocesano), la sede vescovile, il Duomo e il campanile che fanno da quinta.

Lecce ha origini messapiche. Infatti il suo nome era Rudiae e ha dato i natali al padre fondatore della letteratura latina, il poeta QUINTO ENNIO,  che si definiva tria corda (tre cuori) perché parlava tre lingue: messapico, latino e greco.

Duemila anni della storia della città sono concentrati in pochissimi metri quadrati nel Museo Faggiano in via Ascanio Grandi, a due passi da Porta San Biagio. Qui possiamo ammirare tombe messapiche e medioevali con simboli templari.

Luciano Faggiano acquistò questa casa per farne un ristorante, ma scavando per sistemare i tubi di scarico trovò tombe e reperti dalla Messapia sino al Medioevo. Per il New Times che ha raccontato la sua storia in prima pagina, questa casa è il simbolo dell’Italia: “In Italia può succedere che un uomo compri una casa e ci trova un museo!”, hanno scritto oltreoceano.

LA REMESA A CAVALLINO, PIATTI TIPICI NON RIVISITATI

E’ sera e arriva l’ora di una sosta golosa e gustosa. La scelta cade sulla Remesa, osteria pizzeria a Cavallino, i cui proprietari Antonio Casilli e Ilaria Calogiuri sono stati tra i primi a proporre la cucina salentina non rivisitata. Sfilano sulla tavola parmigiana, pittule (le palline di pane lievitato fritto), trippa con le patate, orecchiette e maccheroni con il sugo alla ricotta forte, ciceri e tria… e’ un trionfo di sapori che fanno onore all’antica tradizione decantata anche dal poeta cavallinese Capitan Black (nome d’arte di Giuseppe De Dominicis) che descriveva nei suoi versi una Cavallino, che profumava di polpette fritte e pezzetti al sugo.

SESTO E ULTIMO GIORNO

NARDO’ CITTA’ D’ARTE E DI MARE

La vista mozzafiato di cui si gode del Belvedere a Porto Selvaggio è il primo biglietto da visita della splendida Nardò. Ad accogliere i giornalisti è l’assessore al turismo, Cesare dell’Angelo Custode, che porge il saluto suo personale e del sindaco Pippi Mellone, felice di ricevere un gruppo internazionale. L’appuntamento è davanti a Villa Tafuri, acquistata e restaurata da poco da un magnate della moda, Hermés, che ne ha fatto la sua personale dimora di charme.

Si attraversa la pineta lungo alti muretti a secco per arrivare sino al mare. Da qui la vista è mozzafiato. A due passi si trova la torre della Dannata, così chiamata perché secondo la leggenda si suicidò una bella fanciulla per amore di un turco. Non è una leggenda, ma un triste fatto di cronaca l’omicidio di Renata Fonte avvenuto la notte del 31 marzo del 1984. Lei era assessore all’urbanistica di Nardò e ha difeso strenuamente Porto Selvaggioo da un losco tentativo di lottizzazione, della cui bellezza noi oggi godiamo. Una targa ne ricorda il terribile omicidio, definito il primo femminicidio della storia.

Scendendo giù dalla pineta si può godere di una spiaggetta di ciotoli, ormai amata e conosciuta dai più, bagnata da fresche e dolci acque. Dopo aver attraversato la marina di Santa Caterina, giungiamo nell’affascinante Santa Maria al Bagno dalla romantica caletta dove scorrono sorgenti di acqua dolce che rendono il mare particolarmente fresco e pulito. Qui si può ammirare la stanza dei bagni, una vera e propria stanza costruita anticamente sulla riva, dove le nobildonne facevano il bagno (al coperto) per fare in modo che la loro pelle restasse candida, come dettava la moda del tempo (solo le contadine avevano la faccia scura perché costrette a lavorare nei campi). Imperdibile una visita alle Quattro colonne: le quattro colonne portanti di una torre di guardia andata distrutta sono di grande fascino.

MASSERIA CORSANO: QUANDO IL LUSSO SIGNIFICA SERVIZI TOP

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E’ l’ora di pranzo. Arriva il momento di una sosta golosa e gustosa. Per godere di eleganza e raffinatezza, l’indirizzo giusto è Masseria Corsano nelle campagne di Nardò. Circondata da 21 ettari di seminativo e uliveti, la masseria è ritornata agli antichi splendori grazie ad un attento restauro che ne ha conservata intatta l’autenticità. E’ stata aperta all’ospitalità con servizi di altissimo livello, pensati da chi ha viaggiato e cerca le comodità quando è in giro per il mondo: camere non solo molto spaziose e curate sin nei minimi dettagli, ma soprattutto cura maniacale per i servizi: come il menu dei cuscini che troverete in camera, tute comode in dotazione per andare a fare colazione… e persino un bel pulsante dalla postazione del vostro lettino e ombrellone a bordo piscina per ordinare (senza alzarvi) al cameriere raffinati cocktails o altro.

A firmare questa filosofia dell’ospitalità sono i titolari il procuratore legale Edoardo Giusti e il calciatore del Venezia, Alfred Duncan che ne hanno fatto il luogo perfetto dove accogliere gli amici e le amiche. A guidare la masseria, molto amata dagli stranieri, ma anche dagli italiani, sono la direttrice generale, Sara Franco e la responsabile marketing, Daniela De Riccardis. Per loro il lusso coincide con servizi di alto livello.

Dopo un pranzo, a base esclusivamente di prodotti tipici a chilometro zero, è l’ora di esplorare il centro storico di Nardò. Entriamo dal Castello Acquaviva Personè, che subito ci sorprende con la sua elegante facciata ottocentesca, popolata da figure fantastiche che sembrano scrutare il passante. Delizioso è il giardino che ne faceva parte, oggi aperto al pubblico e sede di incontri culturali.

Passeggiando per le vie della città ammiriamo palazzo Miniano con la sua tipica corte di concezione moresca e la Chiesa di San Giuseppe. Il barocco si presenta in tutto il suo splendore con la facciata della chiesa dell’ex convento dei domenicani, imponente e popolata da figure fantastiche del Bestiario Medioevale. Attraversiamo poi piazza Salandra con il suo elegante sedile, ricamato in stile barocco, Palazzo della Pretura con la sua facciata barocca e infine il simbolo della città: un possente toro da cui sgorga una fontana.

Ma le sorprese non finiscono qui. Il Duomo, sede vescovile, custodisce altari barocchi di incomparabile bellezza. Uno, in particolare, incornicia il crocifisso nero, realizzato in cendro del Libano. Una passeggiata verso l’osanna ci fa scoprire il delizioso Teatro comunale, guardato a vista dai leoni che indicano l’ingresso alla chiesa del Carmine con il suo stupendo Chiostro, salotto ideale per incontri letterari ed eventi. Nardò stupisce per la bellezza, ma anche perché le sue strade sono particolarmente linde e molto curate. Come sottolinea qualche giornalista tedesco che ne resta piacevolmente sorpreso.

VISITA LA BASILICA MINORE

Il sole sta per calare. Si tuffa nel mare dello Jonio e dipinge di rosa il cielo sull’orizzonte dell’Adriatico. Il punto più bello per vivere questo momento è la terrazza dell’hotel Belvedere a Torre dell’Orso affacciato sulla Baia, lasciandosi cullare dal suono dell’acqua che scorre dalla piscina a sfioro.

HOTEL BELVEDERE CON PISCINA A VISTA SULLA BAIA DI TORRE DELL’ORSO PER INDIMENTICABILI TRAMONTI

L’hotel, magistralmente diretto da Francesco Sbocchi, completamente rinnovato offre vista mozzafiato sulla baia e la torre di Torre dell’Orso, oggi in fase di recupero. Le sue camere sono molto ricercate, anche in inverno, come anche la sua cucina a base di mare: con pesce freschissimo presentato nei modi più semplici (arrosto limone olio e sale) o con ricette gourmet.

Cala la sera, mentre si diffonde nell’aria il profumo del vino di negroamaro che inebria e rilassa. Ci apre ai sogni.

Ecco la vacanza perfetta da fare in sei giorni nel Salento. Farete il pieno di emozioni e nuove suggestioni.

Indirizzi utili

Dove mangiare e/o dormire

Barone di Mare Hotel& Resort
SP 366 – Torre dell’Orso
Tel. +39 0832 40 25 30
www.baronedimare.it

Masseria Corsano
Strada Torsano 5
73 048 Nardò (LE)
Tel. +39 0833 570073 – 331 7568988
www.masseriacorsano.com

Hotel Belvedere Salento
Via Alessandro Volta 37
73 026 Torre dell’Orso (LE)
Tel +39 0832841244
www.hotelbelvederesalento.com

Masseria Berzario
SP 297
Strada Provinciale
73 026 Torre dell’Orso (LE)
*Tel +39 389 902 94 09
www.masseriaberzario.it

Agriturismo Masseria Tredicina
Via Vecchia per Ceglie Messapica
SP 27 km. 4.100
72 021 Francavilla Fontana (BR)
Tel. 0831 81 09 18 328-26 17 708

Masseria Messapia Wine&Resort
Contrada Guidone
Mesagne (BR)
Tel. 347 980 3978
Tel. 0831 16 40014
www.masseriamessapia.it

RISTORANTI TIPICI

Ristorante Sirgole orto e cucina
Con il B&B Parco degli Aranci ideale anche per eventi
Contrada Sirgole 21
73 020 Cutrofiano (LE)
Tel. 328 0546 981
www.parcodegliaranci.com

Osteria La Remesa
Via Trieste 17
73 020 Cavallino (LE)
Tel. 0832. 61 1994

Ristorante A kilometrozero
Via Maggiore Galliano 23
73 040 Supersano
Tel. 340 155 71 04

PRODOTTI TIPICI, PASTICCERIE E CANTINE

Pasticceria Dentoni
Lungomare Matteotti, 23
73 026 Torre dell’Orso (LE)
Tel. 0832 84 14 85
www.pasticceriadentoni.shop

Cantina Conti Zecca
Via Cesarea
Leverano
0832 92 56 13
www.contizecca.it

Cantina Palamà
Via Armando Diaz 6
Cutrofiano (LE)
Tel. 0836 542865
www.vinicolapalama.it

Simone Santoro Vini
Contrada Tagliavanti
Villa Castelli
Tel. 389 967 1706
www.simonesantoroenologo.it

Melograni Martino
SP Lecce – Arnesano
Monteroni di Lecce
Tel. 328 79 37 661
www.melogranimartino.com

ESCURSIONI IN BARCA

Taxi Boat da Cinzia&Lupodimare
Via Cosimo Albano
73 010 Porto Cesareo (LE)
Tel. +39 389 553 56 10
www.taxiboat.org

Artigianato dove acquistare opere d’arte e di artigianato

Ferro Battuto
Ferruccio Zilli
Via Cavour 21
Cavallino (LE
Tel. +39 328 558 13 87
www.laterradimezzo.org

CUTROFIANO
Fratelli Colì
Viale Della Ceramica 2
73 020 Cutrofiano (LE)
Tel. 800 110 605
www.coliweb.com

Benegiamo Arte e Terracotta
SP 49
73 020 Cutrofiano (LE)
Tel. 0836 54 37 18
www.ceramichebenegiamo.com

Nuova Colì
Via Provinciale per Corigliano d’Otranto
73 020 Cutrofiano (LE)
Tel. 0836 54 50 79
www.colisrl.it

Salvino De Donatis Ceramiche Artistiche dal 1650
Via Carlo Piscacane 30
73 020 Cutrofiano (LE)
Tel. 0836 69 18 69
Wa 3381193808
FB Salvino De Donatis Ceramiche artistiche dal 1650 e Instagram

Ceramiche Andriani Valentina
Via Siracusa 55
73 020 Cutrofiano (LE)
Tel. 320 19 89 831
FB: Ceramiche Andriani IG @valentinaandriani

MUSEI

Museo di Biologia Marina Piero Parenzan
Via A. Vespucci 13
73 010 Porto Cesareo (LE)
Tel. 0833 56 95 02

Museo della Ceramica e Biblioteca di Cutrofiano
Piazza Municipio
73 020 Cutrofiano (LE)
Info e prenotazioni +39 327 87 73 894
museobibliotecacutrofiano@gmail.com

Museo della Memoria e dell’Accoglienza
Santa Maria al Bagno
Tel. + 39 380 473

Museo Faggiano
Via Ascanio Grandi 56/58
Lecce
Tel. 0832 30 05 28

Centro di educazione Ambientale Porto Cesareo
Via Torre Lapillo
Torre Lapillo
Tel. +39 328 255 85 60
www.ceaportocesareo.it

Carmen Mancarella

IL LIBRO di Carmen Mancarella

Experience Marketing

Un’avventura chiamata Salento – Libreria universitaria

Link al libro


25/05/2026  22:04:54 Nota stampa “C.Mancarella”

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