La Delizia del Verginese: arte – storia e territorio
MIC FAENZA E COMUNE DI PORTOMAGGIORE, CON IL SOSTEGNO DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA E LA COLLABORAZIONE DI AMA PARCO.

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Questa mostra temporanea, insieme alle altre esposizioni ospitate negli spazi della Vinaia, arricchisce l’offerta storico-culturale e artistica della Delizia del Verginese, una delle residenze estensi del territorio ferrarese e gestita dalla Cooperativa Atlantide.
Il percorso espositivo invita il pubblico a riscoprire non solo la bellezza delle maioliche rinascimentali, ma anche il valore universale e senza tempo dell’amore, raccontato attraverso la materia, il colore e la parola.
“C’è un tempo in cui l’amore si scriveva sulla ceramica.
Un tempo in cui un dono non era soltanto un oggetto, ma una promessa.”
Dal 14 febbraio al 31 dicembre 2026, la Delizia del Verginese accoglie la mostra “L’Amore è una delizia. Usi e temi amatori delle maioliche nel Rinascimento”, un viaggio raffinato e intimo nel cuore delle emozioni rinascimentali, raccontate attraverso la luce smaltata delle maioliche.
Il progetto espositivo, curato dal Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza e affidato alla curatela di Valentina Mazzotti, nasce per svelare un aspetto affascinante e profondamente umano dell’arte ceramica: il suo legame con l’amore.
Quando l’amore si dipingeva
A partire dalla seconda metà del Quattrocento, le maioliche iniziarono a popolarsi di simboli, allegorie e iscrizioni che parlavano di passione, desiderio, fedeltà, speranza. Non semplici decorazioni, ma messaggi. Parole affidate al colore. Sentimenti resi eterni dalla materia.
Tra le immagini più iconiche emergono le cosiddette “belle donne”: busti femminili eleganti e idealizzati, accompagnati da nomi, aggettivi cortesi, dediche. Sguardi sospesi, profili fieri, labbra appena accennate. Ogni piatto raccontava una storia, ogni coppa custodiva un’intenzione.
Erano doni d’amore. Oggetti che scandivano le tappe fondamentali di un’unione: il fidanzamento, il matrimonio, la nascita di un figlio. La ceramica diventava così pegno, promessa, memoria.
Un percorso tra simboli e promesse
Il filo rosso della mostra è l’amore in tutte le sue sfumature: romantico, coniugale, familiare, augurale. Un sentimento che si manifesta non solo nelle immagini dipinte, ma anche nell’uso stesso degli oggetti esposti.
Le opere trovano spazio nelle teche allestite al piano superiore della Delizia, nelle due torri a est, in un dialogo suggestivo tra architettura rinascimentale e arte decorativa. La luce filtra, accarezza le superfici smaltate, fa vibrare i colori antichi. Il passato sembra tornare a parlare.
Le Interviste
Viaggi & Gusti Channel, Natoconlavaligia e Enneweb TV hanno realizzato alcune interviste, all’interno degli spazi espositivi delle ceramiche, durante la giornata inaugurale del 01 marzo 2026, che è stata presenziata dal Sindaco Dario Bernardi e Vicesindaca Francesca Molesini, del Comune di Portomaggiore – dalla Direttrice del MIC di Faenza – dalla curatrice della mostra Valentina Mazzotti e dal Consigliere della Regione Emilia Romagna, Marcella Zappaterra.
Interviste
Claudia Casati – MIC Faenza, Direttrce
Valentina Mazzotti – Curatrice della mostra
Sindaco del Comune di Portomaggiore (FE)
Un’esperienza che arricchisce la Delizia
Questa mostra temporanea, insieme alle altre esposizioni ospitate negli spazi della Vinaia, arricchisce l’offerta storico-culturale e artistica della Delizia del Verginese, rendendola un luogo in cui storia, arte e sentimento si intrecciano.
Con il sostegno della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Portomaggiore, e in collaborazione con Ama Parco, il progetto invita il pubblico a rallentare, osservare, lasciarsi toccare.
Perché l’amore, ieri come oggi, trova sempre un modo per farsi raccontare.
