SLOW WINE FAIR E SANA FOOD 2026 – BOLOGNA FIERE
SI E’ CHIUSA LA KERMESSE DEDICATA AL VINO, DISTILLATI E FOOD.
Si chiude consolidando un percorso condiviso vincente la seconda edizione congiunta di Slow Wine Fair e SANA Food: al doppio appuntamento organizzato da BolognaFiere hanno partecipato 16.000 visitatori e 350 buyer internazionali, in arrivo da 30 Paesi, mentre sono stati più di 2.000 gli incontri B2B con le oltre 1.100 cantine presenti a Slow Wine Fair (per oltre il 60% biologiche o biodinamiche) e le 300 aziende di SANA Food.

EDIZIONE 2026
A confermare il successo delle due manifestazioni non sono soltanto i numeri, ma anche la qualità e la profondità dei contenuti proposti. Centrale il tema portante dell’edizione 2026, la giustizia sociale, declinata attraverso incontri e confronti che hanno visto protagonisti giovani vignaioli, viticoltrici e ospiti impegnati in progetti di inclusione sociale e promozione della parità di genere, le cui esperienze sono sempre più determinanti nell’affermare l’idea di un vino giusto e di qualità.
Un dibattito che ha ribadito con forza la necessità di un maggiore supporto istituzionale per tutelare le condizioni dei lavoratori, non solo in vigna ma più in generale in tutto il comparto agricolo, e per accompagnare la transizione verso un sistema alimentare capace di coniugare qualità, sostenibilità ambientale e responsabilità sociale.
Mentre il tema centrale di SANA Food 2026 è stato il ruolo del biologico, perno di una cultura alimentare sana e sostenibile capace di tutelare la salute delle persone e dell’ambiente, preservare la biodiversità e contribuire a contrastare gli impatti climatici. Al centro del racconto, le piccole e medie aziende biologiche e biodinamiche: realtà produttive d’eccellenza che portano avanti una tradizione rispettosa della terra e delle tipicità dei territori, dimostrando come qualità e rispetto per gli ecosistemi siano valori inscindibili.
La manifestazione è stata anche l’occasione per fare il punto sul presente e sul futuro del biologico italiano durante la settima edizione di Rivoluzione Bio – Gli Stati Generali del Biologico, promossa da BolognaFiere in collaborazione con FederBio e AssoBio, con la cura scientifica di Nomisma e il supporto di ICE-Agenzia. L’indagine di Nomisma ha messo in luce come il fuori casa (ristorazione commerciale e collettiva) rappresenti per il biologico un canale strategico non solo per il suo peso numerico e per l’ampia consumer base, ma anche perché per l’operatore è spesso espressione di una scelta etica e di sostenibilità, e di una proposta coerente con le esigenze di benessere e salute del consumatore, e a quest’ultimo offre l’opportunità di scoprire e provare ingredienti innovativi o prodotti bio che difficilmente sceglierebbe per le preparazioni in cucina.
«L’esito di questa seconda edizione congiunta di SANA Food e Slow Wine Fair è estremamente positivo – ha commentato Rossano Bozzi, Direttore Business Unit BolognaFiere –, soprattutto per la qualità del pubblico professionale coinvolto. Per tre giorni, BolognaFiere ha dato voce alle migliori espressioni dell’alimentazione biologica, rispettosa della biodiversità e consapevole, costruendo un percorso altamente selezionato – oggi unico in Italia – dedicato al food&wine sostenibile e di qualità. L’affluenza è aumentata in misura significativa, attestandosi a 16.000 visitatori (+6% rispetto all’edizione 2025), e ciò conferma l’interesse concreto di un pubblico altamente qualificato: ristorazione di qualità e collettiva, osti ed enotecari, risto-retail, distribuzione specializzata, importatori e distributori, con una presenza internazionale sempre più rilevante. Grazie al contributo dei partner organizzativi e delle istituzioni, abbiamo messo in connessione in modo strutturato cibo e vino, produzione e mercato, Italia ed estero, generando valore economico, cultura e tutela dei territori. Con SANA Food e Slow Wine Fair, BolognaFiere consolida una piattaforma integrata di confronto, formazione, networking e business pensata per un comparto che non sempre trova l’attenzione che merita. Bologna rafforza così il proprio ruolo di capitale dell’alimentazione sana e del vino buono, pulito e giusto, e di incubatore europeo di un modello di sviluppo che unisce crescita economica, cultura alimentare e responsabilità verso il futuro».
«Slow Wine Fair e SANA Food – ha sottolineato Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia – hanno visto come protagonista la rete di produttori e viticoltori di Slow Food. A loro va un grande ringraziamento perché sono un esempio dell’agricoltura che la nostra associazione vuole valorizzare e far conoscere: di qualità, virtuosa, rigenerativa del suolo e attenta al benessere delle persone. Le cantine presenti a Slow Wine Fair e i produttori dei Presìdi e delle reti Slow Food che hanno animato gli spazi di SANA Food sono portatori di valori sociali, ambientali, culturali e identitari. È a partire da queste donne e questi uomini che il settore può innescare una nuova rigenerazione, sociale e ambientale. La viticoltura, che ha sempre avuto una funzione di traino di tutto il comparto, deve continuare nella crescita umana, culturale, sociale ed economica di tutti coloro che concorrono alla coltivazione dell’uva, siano essi stranieri (il più delle volte), donne o giovani. In questo cambiamento anche noi cittadini possiamo fare la differenza, compiendo scelte d’acquisto consapevoli e divenendo co-produttori. Possiamo essere protagonisti di una rivoluzione che parte dal basso perché il cibo non è solo prezzo, ma soprattutto valore, e non può essere trattato come una qualsiasi altra merce. Ogni protagonista della filiera agroalimentare è chiamato a giocare il proprio ruolo con rispetto per il vivente tutto e contribuire a un futuro buono pulito e giusto per tutte e tutti».
Le fa eco Giancarlo Gariglio, coordinatore della Slow Wine Coalition: «La qualità organolettica non basterà più a dar valore a un vino. La partita oltre che sulla sostenibilità, considerato prerequisito dagli appassionati attenti, si giocherà su una visione virtuosa di partecipazione della cantina alla crescita della comunità in cui si trova a operare. Questo messaggio funzionerà se si stringerà una forte alleanza tra chi il vino lo fa in un certo modo – siamo grati a queste donne e uomini coraggiosi – chi lo consuma, ma soprattutto chi lo sa raccontare e vendere nel modo giusto. Che poi è il senso della Slow Wine Coalition».
«Questa edizione di SANA Food, in sinergia con Slow Wine Fair, ci consegna un messaggio chiaro: il cibo biologico, espressione delle diversità territoriali, insieme al vino buono, pulito e giusto rappresenta oggi un asse strategico per il futuro dell’agroalimentare italiano, un’ottima ragione per consolidare la collaborazione tra BolognaFiere, FederBio e Slow Food. Investire nella transizione agroecologica non è solo una scelta etica, ma una leva fondamentale per garantire sostenibilità economica, sociale e ambientale. La partecipazione particolarmente significativa registrata quest’anno ha confermato il successo del nuovo format, che pone al centro i sistemi locali e le piccole e medie aziende agricole biologiche e biodinamiche, sempre più presenti anche nel canale dei consumi fuori casa. Realtà che costituiscono un motore essenziale per la rigenerazione delle aree rurali e interne, dove contribuiscono a costruire economie solide e reti sociali vitali. I dati presentati confermano che il biologico è un settore in salute, pronto a compiere un ulteriore salto di qualità e ad affermarsi sempre più come modello di sviluppo dell’intero comparto agroalimentare. Adesso occorre affrontare le criticità con politiche lungimiranti, con investimenti strategici in ricerca, innovazione e formazione, cogliendo l’imminente introduzione del Marchio del biologico italiano per rafforzare ulteriormente il settore, grazie anche al supporto di campagne di comunicazione dedicate » dichiara Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio.
I numeri di Slow Wine Fair 2026
Slow Wine Fair e SANA Food 2026 chiudono l’edizione con 16.000 ingressi confermando una partecipazione ampia e qualificata, in crescita in un momento di difficoltà del mondo del vino. Numerosa la presenza di appassionati – con ingresso dedicato nella giornata di domenica – accanto a operatori del settore che hanno potuto conoscere e degustare una selezione unica di vini espressione del Manifesto del vino buono, pulito e giusto, cogliendo appieno la sinergia tra le due manifestazioni e visitando entrambe. Sul fronte B2B, oltre 2.000 gli appuntamenti professionali tra cantine e operatori del settore bio e tanti contatti informali con 350 buyer internazionali, selezionati anche grazie alla collaborazione con Italian Trade Agency (ICE) e alla piattaforma di business matching messa a disposizione da BolognaFiere, che ha permesso ai professionisti di profilare in maniera dettagliata le aziende e le etichette corrispondenti ai loro interessi. Significativa anche la partecipazione di ristoratori ed enotecari, interlocutori fondamentali per la diffusione di una cultura del vino attenta alla qualità e alla sostenibilità. A loro è stato dedicato il Premio Carta Vini Terroir e Spirito Slow, che valorizza l’alleanza strategica tra il mondo della ristorazione – e non solo – e il lavoro delle vignaiole e dei vignaioli impegnati in una produzione responsabile. Le categorie premiate sono state 14, con l’aggiunta, in questa edizione, del riconoscimento alla migliore selezione di caffè.
Scopri tutti i premiati del Premio Carta Vini Terroir e Spirito Slow
Sono oltre 1.100 gli espositori di Slow Wine Fair – con oltre il 60% di cantine certificate biologiche e/o biodinamiche o in conversione – provenienti da tutte le regioni italiane e da 28 Paesi. Più di 100 gli eventi in programma, tra cui le 14 masterclass e le conferenze e presentazioni nell’Arena Reale Mutua, main partner dell’evento. Tra i momenti più significativi, il dialogo tra il Cardinale Matteo Maria Zuppi e il fondatore di Slow Food Carlo Petrini con i giovani vignaioli presenti all’evento. In Casa Slow Food sono stati invece protagonisti i progetti dell’associazione, a partire dai nuovi Presìdi e dai prossimi appuntamenti in calendario. Numerose e seguite anche le degustazioni realizzate negli spazi delle istituzioni regionali alla scoperta di prodotti e produttori, tra i quali Regione Sardegna – LAORE, Regione Calabria – Dipartimento Agricoltura, Regione Lazio – Arsial, Regione Lombardia e Regione Campania. Tra le novità più apprezzate di questa edizione, l’area dedicata alla Banca del Vino – Annate Storiche e i Temporary Tasting, che hanno offerto ai visitatori percorsi di degustazione mirati e tematici. Confermati e sempre più frequentati anche gli spazi dedicati ai torrefattori della Slow Food Coffee Coalition, la sesta edizione della Fiera dell’Amaro d’Italia, l’area Mixology Lab dedicata al mondo degli spirits e la presenza dei produttori di sidro, a testimonianza di una proposta capace di dialogare con l’intero universo delle bevande di qualità.
Le nostre interviste in Fiera
BORGO TURRITO
Luca Scapola
Borgo Turrito nasce nel 2006, l’anno in cui Luca ha preso il timone dell’azienda di famiglia, legata sin dal 1890 alla coltivazione della vite. Un passaggio generazionale che ha portato innovazione, nuove idee e una visione contemporanea.
L’azienda sorge al confine con il Parco Regionale Bosco Incoronata, area naturale protetta di oltre 1000 ettari a soli 12 km da Foggia, nel cuore del Tavoliere delle Puglie. Con i vini raccontano la ricchezza della terra, racchiudendo “Un territorio unico in bottiglia”. L’amore per il territorio e la valorizzazione del Nero di Troia, autoctono vitigno pugliese, sono il fulcro della filosofia aziendale.
Sono certificati Equalitas, marchio che attesta l’impegno per una sostenibilità integrata: qualità, rispetto dell’ambiente e attenzione alle persone. Un investimento sul futuro, nel segno dell’amore per la terra e della responsabilità verso le generazioni che verranno.
LETRARI – ROVERETO
Margherita Arlanch Letrari
E’ una delle cantine più rappresentative del Trentino, forte di una lunga tradizione familiare oggi guidata dall’esperienza dell’enologa Lucia Letrari. Immersa nei vigneti soleggiati della Vallagarina, l’azienda valorizza un territorio unico, trasformandolo in vini di straordinaria eleganza e personalità.
Riconosciuta per i suoi eccellenti Trentodoc e per i vini fermi di grande finezza, Letrari unisce passione, innovazione e artigianalità, dando vita a etichette che raccontano al meglio l’anima del Trentino. Ogni calice è un viaggio nel gusto, nella storia e nella qualità di una famiglia da sempre dedicata al vinO.
AZIENDA TERRADIVA
Vincenzo Lobascio
Terradiva di Minervino Murge (BT) è una storia fatta di alberi, olio, mandorle e famiglia. È della famiglia Lobascio, dedita all’agricoltura già dai primi anni del 1900.
Si prendono cura di uliveti e mandorleti. Lavoro passione e impegno si uniscono per la valorizzazione dell’agricoltura e di prodotti di qualità.
MULINO VAL D’ORCIA
Amedeo Grappi e Diego Ciani
Mulino Val d’Orcia – Azienda Agricola Grappi Luchino produce con metodo biologico dal 1992 nel comune di Pienza, nel cuore della Val d’Orcia, eletta Patrimonio dell’Unesco per la bellezza del paesaggio e l’equilibrio fra natura e attività dell’uomo.
L’azienda, condotta a carattere familiare da generazioni, si estende per più di 100 ettari, 85 dei quali seminativi dove coltiviamo cereali antichi quali grano duro, tenero, farro, avena e orzo in rotazione con leguminose da granella quali ceci, lenticchie, fagioli e trifoglio alessandrino, 5 ettari inoltre sono adibiti alla coltivazione di olivi e vite.
RINALDINI – AZIENDA AGRICOLA MORO
Paola Rinaldini
Rinaldini è una azienda familiare fondata da Rinaldo nel 1972, arrivati alla quarta generazione, la filosofia non è cambiata, ovvero: produrre Lambruschi di alta qualità. I vini vengono elaborati utilizzando uve autoctone solamente dai nostri vigneti.
L’intero percorso produttivo è meticolosamente gestito in azienda: dalla pianta fino alla bottiglia. I vini non subiscono pastorizzazione e il quantitativo di solforosa è molto basso, ciò è possibile grazie all’attento controllo delle uve, prodotte in vigneti ad alta concentrazione di ceppi/ettaro a bassa resa produttiva, con l’ausilio della difesa integrata (SQNPI), unito ad un minuzioso processo di vinificazione in cantina. Producono vini con metodo Martinotti, metodo classico e vini tranquilli elevati in legno.
UMBRIA TOP WINES
Laura La Ficara
Una cooperativa umbra di produttori vinicoli. Comprende quattro consorzi di tutela ed in totale rappresenta il 95% delle produzioni regionali. Vini brillanti. Arte straordinaria. Sapori e scenari indimenticabili. È uno dei segreti più preziosi d’Italia.
CANTINA VENTIVENTI
Andrea Razzaboni
Nata in Emilia-Romagna, in provincia di Modena, Ventiventi unisce tradizione e innovazione, tecnologia e spirito green. Fondata dal sogno della famiglia Razzaboni, vuole preservare e trasmettere i valori del territorio: genuinità, semplicità, autenticità, passione e accoglienza.
Una cantina giovane: i primi vigneti risalgono al 2016 e sin dall’inizio adottiamo un’agricoltura biologica ed ecosostenibile.
La cantina sorge al centro di 70 ettari, di cui 30 vitati, con vitigni autoctoni come Lambrusco Sorbara, Salamino, Ancellotta, Pignoletto e internazionali come Chardonnay, Pinot Bianco e Cabernet Sauvignon. Produciamo esclusivamente con uve di nostra proprietà, usando il Metodo Classico, come metodo di vinificazione, per ottenere vini freschi, fini e minerali, con solfiti sotto i 50 mg/l.
CANTINA ERSTE+ NEUE
Christoph Fischer
Fondata nel 1900 a Caldaro, Erste+Neue è tra le cantine storiche dell’Alto Adige e dal 2016 fa parte della Cantina Kaltern, mantenendo però la propria identità e filosofia.
Coniuga oltre un secolo di esperienza con uno stile moderno e alpino, che riflette purezza, precisione e rispetto per la natura. I vigneti si estendono tra i pendii che circondano il Lago di Caldaro e le zone più fresche alle pendici della Mendola, dove nascono vini dal carattere autentico e territoriale.
La linea di punta rappresenta la massima espressione di questa filosofia: vini certificati biologici, prodotti in quantità limitata, che uniscono eleganza, complessità e un forte legame con il territorio. Tradizione, innovazione e sostenibilità si fondono così in una visione contemporanea del vino altoatesino, dove ogni bottiglia racconta la montagna, il clima e la passione di chi la produce.
ANTICA DISTILLERIA ROTEGLIA 1848
Francesca Rivi
Centosettant’anni di storia. Centosettant’anni di tradizioni, di ricette tramandate, di prodotti tipici e locali, di infusi alcolici e bagne per dolci che dal centro di Sassuolo hanno raggiunto le tavole degli italiani.
La storica distilleria Roteglia nasce nel 1848 al centro dell’Emilia, per opera di una famiglia di origini svizzere, abili nel commercio di spezie, nella preparazione di distillati e nella produzione di liquori artigianali. Dalle sue origini ad oggi la distilleria ha attraversato la storia per arrivare fino a noi.
Nel 2018 l’incontro fortunato: tra le strade di Sassuolo correva voce che la famiglia Roteglia desiderasse cedere la distilleria, una piccola realtà produttiva nascosta all’interno della città, tra immensi palazzi e strade ricche di negozi alla moda.
Oggi nell’opificio liquori dedicano cura e attenzione alla selezione di materie prime e investono tempo nei singoli passaggi produttivi. Senza rincorrere le mode continuano a produrre distillati e liquori d’altri tempi, ripescando vecchie ricette tra gli oltre 100 infusi che si producevano.
ALASKA SEAFOOD
Stefano Guastini
Per l’Alaska salute e ambiente sono al primo posto per valorizzare il settore agroalimentare biologico come scelta etica.
In Alaska il futuro degli stock ittici e dell’ambiente sono più importanti delle opportunità immediate della pesca commerciale e il senso di responsabilità nei confronti della sostenibilità ambientale è una priorità assoluta
Nel 1959, alla nascita di questo Stato, i legislatori hanno inserito la sostenibilità della pesca fra gli articoli della sua Costituzione.
Nella Costituzione dello Stato dell’Alaska si dichiara infatti che “I pesci e tutta la fauna ittica, (…) dovranno essere utilizzati, sviluppati e conservati secondo i principi dell’eco-sostenibilità…”.
Tutti gli aspetti della pesca al salmone dell’Alaska sono rigorosamente regolamentati, costantemente monitorati e rigidamente applicati. I rigorosi regolamenti e le politiche di pesca stabiliti dall’Alaska Board of Fisheries e messi in atto dall’ADFG (Alaska Department of Fish and Game) assicurano che le popolazioni di salmone vengano gestite per garantire il massimo sfruttamento sostenibile. La pesca al salmone dell’Alaska è certificata da organismi indipendenti come pesca sostenibile sia dal programma della Gestione Responsabile della Pesca in Alaska, sia dal Marine Stewardship Council.
ULIBBO
Tiziano e Roberto Florida
Ulibbo è un’esperienza siciliana. Un viaggio nella Sicilia più autentica, un incontro tra tradizione e innovazione.
Ogni creazione racchiude la passione per la terra e la ricerca di sapori unici, dando vita a una gamma di prodotti artigianali che celebrano la biodiversità mediterranea.
La gamma Ulibbo comprende:
- Liquore Ulibbo: un elisir raffinato, nato dall’infusione di foglie di ulivo e carrubo, che regala un gusto intenso e avvolgente.
- GreenGin Ulibbo: la nuova frontiera del gusto, un gin che porta con sé la stessa anima mediterranea, frutto di un attento lavoro di selezione degli ingredienti.
Alchimia mediterranea.
Ogni goccia di Ulibbo racconta una storia di materie prime genuine e di un processo produttivo che rispetta la natura e i suoi tempi.
Le foglie di ulivo e il carrubo, raccolti a mano, sono protagonisti indiscussi di questa alchimia mediterranea, arricchita dal mirto e da altre erbe aromatiche che donano profondità e complessità alle nostre creazioni. Lavoriamo con dedizione per mantenere intatti i profumi e i sapori della nostra terra, seguendo metodi artigianali che esaltano ogni sfumatura aromatica.
BIOLAND ED IL PROGETTO UE “PIU’ BIOLOGICO REGIONALE IN UE
Claudia Tapfer – David d’Alessandro e Chiara Manzi
Cucina, salute e territorio per raccontare il biologico italiano. Presente la Prof.ssa Chiara Manzi (esperta in medicina culinaria) e gli chef del suo team esperti in medicina culinaria per una spiegazione chiara delle proprietà salutistiche degli alimenti, delle modalità di cottura e degli abbinamenti più corretti per valorizzare al meglio il biologico..
PROGETTO IN EUROPE WE CARE FOR BEEF
Elisa Bagordo
CAFFO
Fabrizio Tacchi
Presente allo Slow Wine Fair con i propri distillati, l’Azienda CAFFO 1915. Oltre ai fantastici amari di ben nove tipologie, il Gruppo Caffo 1915 ha acquistato anche il brand Cinzano. Nell’intervista ce ne ha parlato lo Spirits & Amaro Ambassador del Gruppo, Fabrizio Tacchi.
L’Azienda ha una storia ultracentenaria che prende vita da Giuseppe Caffo Mastro Distillatore alla fine dell’Ottocento, quando lo stesso Giuseppe, ai piedi dell’Etna, inizia a distillare vinacce fondando l’azienda italiana che ancora porta il suo nome, diventata oggi un brand di primo piano del Made in Italy.
Nel 1915, dopo averla gestito per anni in affitto, rileva una distilleria esistente a Santa Venerina, vicino Catania, con una produzione basata soprattutto sui distillati, alcole e derivati della lavorazione del vino. Con il passare del tempo si inizia la produzione di liquori ottenuti da antiche ricette che, grazie ai sapienti dosaggi di erbe aromatiche ed officinali infuse in alcole di ottima qualità, ottengono immediatamente i favori dei buongustai e della raffinata clientela dell’epoca.
La tradizione e il mestiere di mastro distillatore passano dal fondatore Giuseppe al figlio Sebastiano che, insieme ai fratelli tornati dall’Australia, costituiscono la società “Fratelli Caffo – Distillerie di alcole, brandy e tartarici” riattivando un’antica distilleria in Calabria a Limbadi, località all’epoca famosa per la sua produzione di ottimo vino rosso.
§L’azienda, oggi in mano al nipote omonimo di Giuseppe e a suo figlio Sebastiano, coniugando esperienza ed innovazione, con le dovute trasformazioni alle apparecchiature di distillazione ed alla lavorazione dei liquori per ottenere il risultato ottimale, è cresciuta rapidamente, anche aprendo filiali all’estero e diventando il punto fondamentale di un gruppo di aziende controllate dalla holding CAFFO 1915 srl.
Oggi l’antica Distilleria è il fulcro del Gruppo Caffo 1915, dove all’interno convivono Start-up e aziende storiche che rappresentano circa 1000 anni di storie che si intrecciano tra loro e con una visione moderna e internazionale.
LA VIOLA
Valentina Peroni
Tenuta La Viola si trova in Emilia Romagna sulle dolci colline di Bertinoro, nel versante che si affaccia verso il mare. La vicinanza dell’Adriatico da una parte e dell’Appennino Tosco-Romagnolo dall’altra, creano le irripetibili condizioni per un microclima unico. Anche il terreno vanta caratteristiche eccezionali: è argilloso e ricco di calcare e di antichi sedimenti marini.
Crediamo da sempre nell’agricoltura biologica, che pratichiamo in maniera certificata fin dal 1999. La concimazione, la coltivazione e l’allevamento sono attuati con modalità che rispettano e promuovono la fertilità e la vitalità del terreno.
L’inerbimento del terreno è alternato alla pratica del sovescio, il cotico erboso – cioè lo strato superficiale del terreno, composto dall’insieme delle erbe (principalmente graminacee) – viene sfalciato meccanicamente e non si pratica nessun diserbo chimico.
Per noi la sostenibilità è un valore prezioso per cui lavoriamo per preservare le risorse naturali per le generazioni future e ricercare i migliori metodi per ottenere il minor impatto possibile sull’ambiente.
IL GIARDINO DELLE LUPPOLE
Michela Nati
Società Agricola Bellavista delle sorelle Nati, a Grattacoppa in provincia di Ravenna. L ‘azienda produce prodotti della terra e il luppolo che negli ultimi anni è molto richiesto per la produzione di birra artigianale. L’azienda produce anche vasetti di germogli di luppolo sott’olio e altri prodotti derivati.
Un’Azienda biodiversa con varie colture come: uva da vino, colture da seme, pomodori per l’industria, cereali, leguminose fino ad arrivare all’erba medica e il luppolo.
I numeri di SANA Food 2026
In uno scenario in cui la cucina italiana è stata riconosciuta come patrimonio culturale immateriale dell’umanità UNESCO, SANA Food 2026 consolida il proprio ruolo di piattaforma di riferimento per un’alimentazione fuori casa sana e sostenibile, che mette al centro territori, cultura e sviluppo.
La manifestazione archivia un’edizione intensa e partecipata, che ha favorito sinergie commerciali e lo sviluppo del comparto all’insegna di qualità, sostenibilità, biodiversità e innovazione.
Tra i protagonisti di SANA Food, il comparto biologico italiano, che sfiora i 7 miliardi di euro di vendite e rappresenta un asset economico e culturale in grado di orientare l’intero sistema produttivo, dal campo alla tavola, con un impatto diretto sulle comunità locali.
I 300 espositori che hanno preso parte a SANA Food hanno proposto prodotti di specialità, da filiere di qualità, referenze DOP, IGP, veg e biologiche, oltre al social food e all’offerta di imprese sostenibili. Il sostegno del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste si è concretizzato attraverso uno stand e un programma di incontri istituzionali, a conferma del ruolo strategico della manifestazione nella promozione dell’agroalimentare italiano di qualità.
Fondamentali le storiche collaborazioni con FederBio e V-Label Italia, insieme alla nuova partnership con Slow Food, che ha portato in fiera i produttori delle reti Slow Food, protagonisti di degustazioni, tavole rotonde e momenti formativi.
Tra i principali attori del settore, CIA – Agricoltori Italiani e Coldiretti hanno contribuito a rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese. Con 18 aziende biologiche, CIA ha portato un esempio concreto di agricoltura sostenibile e diversità territoriale. Apt Emilia-Romagna, la Regione Sardegna con l’Agenzia Regionale Laore Sardegna e la Fondazione Distretto Sardegna BIO, la Regione Calabria e la Camera di Commercio di Bologna hanno animato collettive formate da oltre 40 aziende, valorizzando produzioni locali d’eccellenza e storie di tradizione e innovazione.
Formazione e cultura gastronomica hanno avuto a SANA Food ampio spazio anche grazie alla nuova collaborazione dell’Associazione Italiana Cuochi: nell’area OoH Lab!, nove masterclass hanno consentito agli operatori professionali di approfondire tecniche, ingredienti e tipicità italiane. Una particolare attenzione è stata dedicata alla cultura del gusto e della qualità attraverso tre masterclass su olio extravergine di oliva, aceto balsamico e miele rivolte ai buyer internazionali.
SANA Novità si è confermato, con oltre 100 prodotti e più di 50 aziende, il luogo dove l’innovazione prende forma, diventando opportunità concrete. Uno spazio che non solo anticipa le tendenze del food service, ma le orienta, mettendo in connessione aziende e professionisti alla ricerca di qualità, autenticità e nuove prospettive di mercato.
Appuntamento all’edizione 2027 – Dal 21 al 23 febbraio!
Slow Wine Fair gode del patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, del Comune di Bologna, della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Bologna, e di Confcommercio Ascom Bologna. Con il supporto di ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, della Regione Emilia-Romagna e di FIPE. In collaborazione con Amaroteca e ANADI – Associazione Nazionale Amaro d’Italia, Demeter e Drink Factory. Main partner: Guala Closures, Reale Mutua e WinterHalter. In kind partner: Acqua S. Bernardo, Bormioli Luigi, Gruppo Saida, IP Industrie del Freddo Professionale, Pefc Italia, Pulltex e Wolf System. Media partner: Affaritalian.it, Bar.it, Green Retail, Horecanews.it, I Grandi Vini, Il Gusto Gruppo Gedi, Italy Export, Luxury Food & Beverage Magazine, Premiata Salumeria Italiana, QN Quotidiano Nazionale, il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno, TecnAlimentaria Beverage Industry.
SANA Food è organizzata da BolognaFiere in collaborazione con FederBio e Slow Food, in partnership con V Label Italia, Associazione Italiana Cuochi e World IAC, e con il supporto di ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. La manifestazione è patrocinata dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, dalla Regione Emilia-Romagna, dal Comune di Bologna e dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Bologna. Sponsor tecnico: Ecostoviglie by Minimo Impatto.
