NAPOLI EXPLOSION DI MARIO AMURA
Al Real Albergo dei Poveri la mostra “Napoli Explosion” di Mario Amura.

A Napoli il Capodanno non è una semplice notte di festa: è un rito collettivo, un gesto identitario che coinvolge l’intera città. Allo scoccare della mezzanotte, i quartieri, le colline, il mare e il Vesuvio diventano un unico palcoscenico luminoso. Migliaia di fuochi d’artificio, accesi simultaneamente, trasformano il cielo in una trama di luce condivisa, espressione spontanea di una comunità che celebra se stessa, il tempo che passa e quello che ricomincia. È un evento che appartiene alla storia urbana, alla cultura popolare e all’immaginario visivo di Napoli.
Da questo rito nasce “Napoli Explosion”, la nuova mostra di Mario Amura, in programma al Real Albergo dei Poveri dal 15 dicembre 2025 all’8 marzo 2026, a cura di Sylvain Bellenger, storico dell’arte ed ex Direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte.
La mostra è prodotta dalla Casa delle Tecnologie Emergenti Infiniti Mondi del Comune di Napoli e rappresenta il momento di conclusione della fase di implementazione, in collaborazione con il creative tech studio Napex di Mario Amura e con il patrocinio di Napoli 2500.
Il progetto è il risultato di quindici anni di documentazione del Capodanno napoletano: ogni 31 dicembre, dal Monte Faito, Mario Amura osserva e registra l’immenso spettacolo luminoso che avvolge la città. Un’azione collettiva, anonima e simultanea che, fissata attraverso la fotografia, diventa forma, ritmo, materia visiva.
Attraverso un uso magistrale del tempo di esposizione e del movimento della camera, le immagini superano il reportage per assumere una dimensione astratta e pittorica, dove la luce diventa linguaggio. “Napoli Explosion” propone un’indagine che intreccia fotografia, pittura, scienza e poesia, restituendo la complessità percettiva e culturale dei fenomeni luminosi che caratterizzano Napoli.
«Le immagini di Amura – sottolinea il curatore Sylvain Bellenger – superano la descrizione per diventare forme autonome. Ne emerge una riflessione sul rapporto tra luce, tempo e percezione, che rimette al centro la fotografia come linguaggio conoscitivo».
La mostra si inserisce nella tradizione visiva di Napoli, città storicamente legata allo sviluppo della fotografia e del cinema grazie a condizioni luministiche uniche. Nell’anno in cui Neapolis celebra i suoi 2.500 anni, “Napoli Explosion” diventa anche una meditazione sul tempo: il tempo lungo della civiltà napoletana, quello geologico del Vesuvio e l’istante infinitesimale dello scatto fotografico.
«Ho immaginato un’esposizione capace di provocare la nostra idea di tempo – racconta Mario Amura – immergendo le opere in un rosso incandescente, lo stesso della camera magmatica del vulcano e della camera oscura del fotografo».
Il percorso espositivo presenta trenta opere inedite, una sala cinema, un catalogo scientifico e un programma pubblico dedicato ai rapporti tra arte, percezione e cultura visiva contemporanea. Completa la mostra l’area immersiva NYA – Now Your Art, che permette al visitatore di assistere alla festa dei fuochi dalla stessa prospettiva dell’artista e di creare la propria opera, immediatamente condivisibile.
«Napoli Explosion è un’opera autobiografica, un inno di Napoli a se stessa», afferma Salvatore Settis,
sottolineandone la dimensione corale.
Erri De Luca scrive: «Qui Mario Amura ha impresso l’orma di un popolo, calcata dentro alcuni minuti di spensierata gloria».
“Napoli Explosion” trasforma il Capodanno a Napoli in una potente esperienza visiva e culturale: non solo una festa, ma una visione collettiva che interroga il nostro modo di vedere, di percepire il tempo e di abitare la città.
21/12/2025 14:17:45 Nota stampa “Napex.Studio”
