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CASA DEGLI ARTISTI – OPEN HOUSE

Al primo e secondo piano – AAA Atelier Aperti per Artista – Open Studio: William Aparicio, Sabrina D’Alessandro, Liana Ghukasyan, Coquelicot Mafille, Claudia Mendini.
Al piano terra la mostra di Franco Duranti – Prima ero schizofrenico ora siamo guariti  dal 4 al 18 ottobre 2025 – Inaugurazione sabato 4 ottobre, h. 18.00., in occasione ventunesima edizione della Giornata del Contemporaneo.

Franco Duranti ritratto [640x480]
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Franco Duranti ritratto [640x480]
Franco Duranti, Prima ero schizzofrenico ora siamo guariti! [640x480]
Abulia, incisione calcografica e collage su carta, cm 40x30, 2020 [640x480]
Angoscia, incisione calcografica e collage su carta, cm 40x30, 2017 [640x480]
Annullamento, incisione calcografica e collage su carta, cm 40x30, 2017 [640x480]
Ansia da separazione, incisione calcografica e collage su carta, cm 40x30, 2019 [640x480]
Cupo, incisione a punta secca su carta, cm 40x30 [640x480]
Delirio, incisione calcografica e collage su carta, cm 40x30, 2018 [640x480]
Insonnia, incisione calcografica e collage su carta, cm 40x30, 2017 [640x480]
Intelligenza, incisione calcografica e collage su carta, cm 40x30, 2012 [640x480]
Masochismo, incisione calcografica e collage su carta, cm 40x30, 2017 [640x480]
Pensieri invasivi, acquaforte e temperatura su carta, cm 40x30 [640x480]
Pensiero magico, incisione calcografica e collage su carta, cm 40x30, 2021 [640x480]
Psiche, incisione calcografica e collage su carta, cm 40x30, 2021 [640x480]
REM, incisione e inchiostro su collage, cm 40x30 [640x480]
Sindrome, incisione calcografica e collage su carta, cm 40x30, 2018 [640x480]
Sociopatico, incisione calcografica e collage su carta, cm 40x30, 2018 [640x480]
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Riprendono i giorni di restituzione della residenza AAA Atelier Aperti per Artista, con la quale Casa degli Artisti torna a confermare la destinazione originaria dell’edificio, ospitando nei propri atelier artiste e artisti in una città in cui gli spazi di lavoro sono sempre più preziosi e precari. La Casa sostiene sempre la pratica e la ricerca artistica e critico-curatoriale nell’ambito delle arti e culture contemporanee e con AAA intende intercettare e rispondere al sentito bisogno di trovare in città spazi di lavoro adeguati e tutelati La residenza multidisciplinare promossa a sostegno della pratica e della ricerca nelle arti contemporanee che si concluderà a fine anno nasce come un dispositivo flessibile, aperto a diverse forme e fasi del lavoro artistico. È uno spazio che accoglie sia progetti embrionali, che necessitano di tempo e risorse per svilupparsi attraverso una fase di ricerca, confronto e sperimentazione, sia progetti di produzione già strutturati che cercano un luogo dove radicarsi, espandersi e trovare piena espressione.
Sabato 4 ottobre 2025 la Casa aprirà le porte degli atelier in occasione della ventunesima edizione della Giornata del Contemporaneo, la grande manifestazione annuale promossa da AMACI con il sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e in collaborazione con la Direzione Generale per la diplomazia pubblica e culturale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Sino al 18 ottobre 2025 l’intera Casa, dal piano espositivo (piano terra) ai due piani di atelier, è aperta al pubblico per visitare gli allestimenti e approfondire i progetti delle artiste e degli artisti che hanno abitato gli studi. Un momento dedicato sia ai percorsi che agli esiti finali, per entrare nel vivo della ricerca artistica e intercettarne domande, tensioni e prospettive. Un invito al dialogo tra visioni differenti, provenienti da geografie e sensibilità eterogenee, che a Casa degli Artisti si incontrano e si intrecciano, dando origine a nuove possibilità di pensiero e di relazione. Per tutta la durata delle esposizioni sono previsti studio visit su appuntamento.

(per prenotazioni: info@casadegliartisti.org)
Nello spazio espositivo al piano terra, Casa degli Artisti dedica a Franco Duranti una mostra monografica dal titolo Prima ero schizofrenico ora siamo guariti!.
Incisore e disegnatore, l’artista intreccia da oltre trent’anni ricerca creativa ed esperienza psichiatrica, ribaltando lo stigma del disagio mentale e restituendo all’arte un ruolo di libertà e cura. In mostra il Glossario visionario della follia, 240 tavole calcografiche che trasformano diagnosi e sintomi in immagini ed emozioni. La sua produzione, oltre 2.800 opere, è un alfabeto emotivo tra arte e psichiatria, capace di accogliere fragilità e vitalità. La mostra diventa così spazio di resistenza e riflessione sul potere dell’immaginazione come strumento conoscitivo e terapeutico.
In occasione della Settimana della Salute Mentale, mercoledì 9 ottobre alle h. 18.00 si terrà una tavola rotonda sul tema Arte e Psichiatria.
Con la mostra Prima ero schizofrenico ora siamo guariti, Casa degli Artisti dedica per la prima volta un progetto monografico a Franco Duranti, incisore e disegnatore che ha saputo intrecciare il proprio percorso artistico con oltre trent’anni di esperienza all’interno di strutture psichiatriche. Il titolo, volutamente provocatorio, rivela l’intento di rovesciare lo stigma che accompagna il disagio mentale, restituendo centralità all’arte come strumento di comprensione, di libertà e di cura.
Duranti ha iniziato negli anni Novanta a condurre laboratori artistici in comunità protette, centri diurni e reparti ospedalieri, convinto che il gesto creativo fosse in grado di oltrepassare la barriera del linguaggio verbale e di aprire un dialogo autentico con chi vive situazioni di sofferenza psichica. Nel corso del tempo ha sviluppato un linguaggio personale e condiviso, in cui le tecniche incisorie si uniscono a collage, stratificazioni e sperimentazioni materiche.
In mostra è presentato il Glossario visionario della follia, un corpus di 240 tavole calcografiche monotipo corredate da testi clinici. Si tratta di un lavoro monumentale che raccoglie patologie psichiatriche e comportamenti disfunzionali, interpretati non come etichette ma come immagini, emozioni e narrazioni. L’arte ti fa percepire il disagio anche senza descriverlo”, afferma Duranti, che nelle sue opere non intende documentare la malattia, bensì darle forma, corpo e dignità visiva.
Per Duranti l’arte è lo strumento per indagare e osservare stessi e il proprio mondo. È un’esperienza onirica fatta di regole incerte, un linguaggio non verbale che passa dai sensi, con una grammatica fatta prevalentemente di immagini. L’atto creativo spalanca una finestra sul mondo interno del paziente, configurando allo stesso tempo una ricerca trasversale sulla condizione umana” (Cecilia Spallarossa).
La produzione di Duranti supera le 2.800 opere, tra incisioni e disegni, ed è caratterizzata da un continuo movimento tra analisi clinica e riflessione artistica. Ogni segno diventa parte di un alfabeto emotivo, in grado di accogliere tanto la fragilità quanto la vitalità, il dolore come la possibilità di rinascita. La sua pratica si colloca a metà tra arte e psichiatria, aprendo uno spazio di mediazione dove il paziente, l’artista e lo spettatore possono incontrarsi.

Il progetto a Casa degli Artisti vuole sottolineare proprio questo aspetto: l’arte come luogo di resistenza e di riconoscimento, ma anche come campo di ricerca per la psichiatria e le scienze sociali. La mostra intende generare una riflessione più ampia sul ruolo delle arti nei percorsi terapeutici, diagnostici e riabilitativi, mostrando come l’immaginazione possa trasformarsi in strumento conoscitivo e liberatorio.

Non si tratta quindi solo di osservare un insieme di opere, ma di entrare in un dispositivo che sollecita domande e mette in discussione categorie consolidate: che cos’è la follia, e come possiamo raccontarla? Qual è lo spazio che le società contemporanee concedono al disagio, alla fragilità, alla differenza? E ancora: fino a che punto l’arte può diventare un ponte, un linguaggio comune, una cura?
Attraverso il segno incisorio e l’elaborazione visiva, Duranti ci invita a considerare l’arte come un luogo condiviso, in cui la malattia non è solo sofferenza ma anche possibilità di immaginazione, di racconto e di resistenza.
In occasione della Settimana della Salute Mentale, mercoledì 9 ottobre alle 18.00 si terrà una tavola rotonda sul tema Arte e Psichiatria alla quale interverranno, insieme a Franco Duranti: Carlo Battistella (Ospedale San Carlo San Paolo), LYCEUM Academy Scuola Arteterapia Milano, Fraternità Amicizia Cooperativa Marco Mancini e, per Casa degli Artisti, l’artista e stilista Selene Giorgi e Progetto 40Hz con Francesco Piccolomini e Thiago Leiros Costa, artista e neuroscienziato del team scientifico del progetto.
Gli Artisti negli atelier
William Aparicio – Trappole di tempo
Che cos’è il tempo? A partire da questa domanda si sviluppa la ricerca di William Aparicio, in mostra alla Casa degli Artisti dal 4 ottobre. Attraverso disegni, installazioni, fotografie e video, l’artista costruisce “trappole di tempo” che tentano di fissare l’inafferrabile. Orologi trasformati in dispositivi poetici muovono pennelli che registrano minuti irripetibili (somma di minuti), oppure lancette accumulate diventano alfabeti indecifrabili. In opere come Un giardino di polvere, il tempo si mostra come traccia fragile destinata a dissolversi. Tra tecnica e intuizione, ordine e disordine, Aparicio invita a ripensare il tempo non come linea continua, ma come costellazione di attimi, materia invisibile che ci consuma e ci costituisce.
Sabrina D’Alessandro/URPS – Parole salvatiche
Alla Casa degli Artisti, Sabrina D’Alessandro fondatrice dell’URPS, Ufficio Resurrezione Parole Smarrite presenta Salvatica, una parola-scultura in terracotta nata dal lavoro sui manoscritti di Leonardo da Vinci, insieme al video dei Balli linguistici, performance partecipativa in cui il corpo diventa voce e le parole tornano a vivere. Salvatica, vocabolo tratto dal Codice Trivulziano, custodisce al suo interno altri termini leonardiani, accostati in coppie di opposti a evocare virtù e fragilità umane. L’artista indaga così il legame tra parola e immaginario, restituendo vitalità a lemmi “altrimenti smarriti” e trasformandoli in esperienza visiva e collettiva Con Chambres Séparées Liana Ghukasyan porta alla Casa degli Artisti un’indagine radicale sull’universo femminile e sulle relazioni intime. Il letto, simbolo di nascita e morte, amore e dolore, diventa metafora delle contraddizioni del nostro tempo: rifugio di intimità e insieme spazio di conflitti, solitudini e violenze. Con una pittura immediata e intensa, l’artista trascrive desideri e fragilità, liberando empatie e domande sulle convenzioni patriarcali e sui ruoli sociali. Le sue opere, crude e vitali, restituiscono l’alcova come luogo di memoria e futuro, di abbraccio e sudario, chiamando a riflettere sulla responsabilità di amare e lasciarsi amare con consapevolezza.
Coquelicot Mafille – Set sail to somewhere golden
Il progetto di Coquelicot Mafille presenta grandi drappi cuciti e dipinti che si aprono come vele, manifesti o stendardi. Opere fluttuanti che intrecciano figure, colori e simboli per raccontare relazioni tra esseri umani, animali, piante e altri regni, evocando al tempo stesso preghiere laiche e bandiere di protesta. Set sail to somewhere golden è un’invocazione vitale che invita a riconoscere l’interconnessione tra tutte le specie e a immaginare un nuovo paradigma di convivenza. Le vele abitano lo spazio come un paesaggio da attraversare, scuotendo coscienze e orientando lo sguardo verso un approdo possibile: un mondo condiviso e più consapevole.
Claudia Mendini – Lucigrafie. Pittura di luce
Le Lucigrafie* di Claudia Mendini nascono dall’incontro tra luce solare, tempo e luoghi. Ogni traccia segnata su tela o muro registra il movimento del sole, trasformando l’effimero in pittura. È una pratica meditativa che unisce arte e scienza, spirito e natura, restituendo mappe cosmiche in cui stagioni, latitudini e ombre diventano segni e colori. Accanto alle opere individuali, Mendini sviluppa anche Lucigrafie* sociali, che coinvolgono le comunità locali nella creazione di meridiane collettive. Un linguaggio poetico e rigoroso, capace di radicare l’essere umano alla terra mantenendo lo sguardo rivolto al cielo.
Info
Casa degli Artisti
Milano, corso Garibaldi 89A/via Tommaso da Cazzaniga
orario:da martedì a domenica (chiuso il lunedì) h. 12.30 – 19.00| ingresso libero

29/09/2025  Nota stampa “Casa degli Artisti”

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