Un liutaio nelle campagne ferraresi, Riccardo Mordeglia - Natoconlavaligia

Ultimo aggiornamento 18/09/2019
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Arte & Cultura articoli

Riccardo Mordeglia, un giovane liutaio nelle campagne ferraresi.

Nel silenzio delle campagne ferraresi a pochi chilometri dalla Delizia del Verginese, prendono vita gli strumenti a corda di Riccardo Mordeglia.

Di Giovanni Tavassi





Il mestiere del liutaio si tramanda da secoli e nel periodo rinascimentale vi fu un gran fermento attorno a quest'arte del lavorare il legno affinché esso potesse emettere musica.

Il liutaio progetta, realizza, ripara strumenti a corda ad arco (violini, violoncelli, viole, contrabbassi) e a pizzico (chitarre, bassi, mandolini).

Il nome Liutaio, deriva dallo strumento "Liuto" che nel rinascimento fu portato in Europa dagli arabi.

Questa nobile arte della costruzione degli strumenti a corda, vede sempre meno artigiani, colpa dell'industrializzazione degli strumenti musicali. Dalle catene di montaggio delle industrie, vengono prodotti strumenti musicali, a seguito di elaborazioni al computer, in pochissimo tempo, senza dispendio di forze e ad un prezzo finale decisamente molto più basso di quello di un liutaio.

Ma uno strumento musicale fatto in scala industriale, non ha un'anima come quello che viene fuori da una bottega di un artigiano.

Il liutaio sceglie il legno con cura, lo lavora lo assembra con la colla, lo scartavetra, lo lucida e lo incorda. Questo processo per ogni singolo pezzo, che diventa unico, può richiedere diverse settimane di lavoro e se alla fine, lo strumento realizzato, costa più di quello prodotto in industria, ne vale la pena.

Oggi vi voglio parlare di Riccardo Mordeglia, un giovane liutaio che ha intrapreso quest'arte, circa 11 anni fa, dopo essersi laureato in scienze politiche e aver frequentato la scuola di liuteria a Gubbio.

Riccardo è nato a Castel di Sangro (AQ), nel 1977. Ha vissuto la sua infanzia in Molise e poi si è trasferito con la famiglia a Portomaggiore (FE). Molto bravo anche nel campo della giocoleria, mangia fuoco e suona anche la zampogna.

Ha scelto di vivere tranquillo nelle campagne ferraresi, insieme alla sua compagna, per costruire gli strumenti musicali che gli vengono richiesti e riparare strumenti che hanno subito danni.


Dalla pagina FB di Riccardo Mordeglia - Le chitarre prodotte:


Manouche, detta anche chitarra gypsy o chitarra maccaferri, nasce negli anni 20/30 del 1900 ad opera del maestro Mario Maccaferri, poi diventata celebre grazie a musicisti come Django Reinhardt. il suo suono caratteristico, il volume alto e il design sono ancora inconfondibili. L'origine di questo strumento è da ricercare nelle chitarre tradizionali italiane e nella liuteria di scuola emiliana e in particolare ferrarese. Tutti questi modelli sono interamente costruiti a mano con legni masselli tradizionali, sono disponibili personalizzazioni.

 
Archtop, Modello FU, riprende le vecchie chitarre archtop europee. la caratteristica fondamentale è la struttura della tavola armonica "a cupola", cioè la curvatura è ricavata non tramite la scolpitura del legno, ne tramite la pressatura a caldo, ma tramite un pliage sul piano longitudinale e una forzatura tramite incatenatura sul piano trasversale. Questo unito ad una ulteriore incatenatura longitudinale crea la struttura di sostegno appunto detta a cupola. Questa chitarra nasce dall'esigenza di avere uno strumento principalmente con un buon suono acustico ed una ampia versatilità di utilizzo per diversi generi. La particolare struttura della cassa e l'utilizzo di legni di qualità fanno si che si ottenga un volume di suono notevole con dinamiche molto ampie. Risponde bene sia ad un tocco deciso, sia ad un tocco leggero, sia con tecniche a pizzico. Questo la rende adatta per una infinità di generi, dal manouche al jazz tradizionale, dal bop al blues fino al fingerpicking.

Classica italiana, prima della vittoria commerciale degli spagnoli l'Italia aveva una grande tradizione di chitarre classiche rappresentata principalmente, anche se non solo, dalla scuola emiliana, da nomi come Mozzani, Maccaferri, Masetti. Dallo studio sugli strumenti originali nasce questa chitarra che ne riprende i disegni, l'incatenatura e i particolari costruttivi come per esempio il particolare innesto della paletta a coda di rondine che rende il manico incredibilmente stabile. Il disegno è ripreso dal disegno Maccaferri, più corta e più larga dei disegni di origine spagnola e l'icatenatura è un ibrido Mozzani. La posizione della buca permette la presenza del ventesimo tasto.


La nostra intervista a Riccardo Mordeglia



Per chi fosse interessato all'acquisto di uno strumento a corda, interamente fatto a mano, si potrà rivolgere a:
Liutaio Riccardo Mordeglia
Strada Gambulaga 36
Rovereto di Ostellato (FE)
Tel. +39 348 512 6842
14/06/2019

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