Carnevàl di Mat, a Bormio - Natoconlavaligia

Ultimo aggiornamento 22/02/2018
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Carnevàl di Mat, a Bormio rivive la tradizione - Appuntamento l’11 febbraio nella località valtellinese con uno dei carnevali più folkloristici e divertenti delle Alpi. In programma, oltre alla rievocazione della “Funzione dei Matti”, il pranzo con la polenta dei poveri e la sfilata delle mascherine.


Grande festa in piazza del Kuerc a Bormio con il Carnevàl di Mat, evento intriso di folklore alpino. L’appuntamento è fissato per domenica 11 febbraio, quando il cosiddetto “Podestà dei Matti” prenderà simbolicamente il posto del Sindaco di Bormio: una tradizione che affonda le sue radici nell’antica “Funzione dei Matti”, simbolo del sovvertimento del potere del Contado e della lotta ai privilegi delle famiglie patrizie. Non mancherà nemmeno l’Arlecchino che, insieme al Dottore, leggerà pubblicamente i pettegolezzi e le lamentele deposte in forma anonima dai cittadini nel corso dell'anno nell’apposita cassetta collocata nella piazza centrale del paese. E per concludere la festa come tradizione impone, gran finale con il pranzo con la polenta dei poveri, la sfilata delle mascherine e la scalata al palo della cuccagna.

Programma nel dettaglio:
• ore 11.15: spodestamento del Sindaco, Incoronazione del Podesc’tà di Mat e lettura della Pòsc’tà di Mat (posta dei matti)
• ore 13: Sciòlver di Mat e pranzo con la polenta dei poveri
• ore 14: ritrovo in piazzetta S. Vitale, sfilata delle mascherine con la Compagnìa di Mat e la Gioventù Bormiese
• a seguire: in piazza del Kuerc, intrattenimenti, giochi e premiazione delle maschere più belle e originali

Tra storia e tradizione
A sant Antoni abat al salta fora tucc i mat! (a S. Antonio Abate escono tutti i matti): con questo proverbio in Alta Valtellina si rievoca ancora oggi la Funzione dei Matti, antica tradizione un tempo aspettata e vissuta con grande entusiasmo da tutta la popolazione. Nessuna festività religiosa e nessun mercato attiravano a Bormio un numero tale di persone: proprio il 16 gennaio, vigilia di S. Antonio Abate, la gioventù si riuniva per individuare il Podesc’tà di Mat (Podestà dei Matti), principe eletto per burla, che si sarebbe sostituito temporaneamente al Podestà grigione, istituzione reale custode degli Statuti e simbolo della aristocrazia del Contado. La settimana di reggenza del Podestà dei Matti, l’ultima di Carnevale, vedeva sovvertirsi il potere civile del contado con l’abolizione delle gerarchie e i privilegi delle famiglie patrizie.
 
Se la nomina del Podestà era decisa in gennaio, la pubblica investitura avveniva il martedì dell’ultima settimana di Carnevale. Il rituale prevedeva che un lungo corteo carnevalesco, composto da lacchè, musici, la brigata dei matti a cavallo, il Dottore e l’Arlecchino, accompagnasse il Podestà dalla sua abitazione sino alla piazza del Kuerc, l’attuale piazza Cavour. Qui avveniva la nomina, caratterizzata da un discorso – letto dal Dottore e ripetuto ad alta voce dall’Arlecchino – tutto incentrato sui difetti fisici e morali, pubblici e privati dell’eletto.
Seguiva la trascrizione degli ordini in suo nome, condita da storielle riguardanti persone e avvenimenti del Contado. In questo modo si rendeva pubblico tutto quanto era avvenuto nel corso dell’anno, sia i fatti noti, sia ciò che volutamente era stato taciuto. La reggenza del podestà iniziava con l’ordine ai suoi fedeli sudditi di vivere i giorni seguenti nel piacere e nel divertimento e il divieto di dedicarsi agli affari e alle cose serie. Dal mercoledì al sabato il Podestà e la sua compagnia, composta dalla gioventù, riscuotevano tasse e raccoglievano doni nelle valli circostanti e a Bormio.
Il suo mandato volgeva al termine con l’adunata in piazza del sabato, quando veniva cucinata la polenta da distribuire ai poveri, alle maschere e alla Compagnia del reggente. Seguiva un pubblico festino in casa del Monarca, del Capitano della Gioventù o in qualche osteria, dove si allestiva una cena finale. Con la mezzanotte del sabato cessava il dominio del Podestà dei Matti e tutto rientrava nei canoni ordinari.
Le infamie espresse dall'Arlecchino sulla pubblica piazza, le requisizioni di bestiame e le rapine attuate da parte della Compagnia dei Matti nei confronti del candidato che non voleva assumere la carica di Podestà, le tasse inflitte alla popolazione alimentarono malumori da parte dei benpensanti e teologi che, nel 1766, portarono all'abolizione della Funzione dei Matti.

Bormio: sport, cultura e terme
Situata a 1.225 metri di altitudine, Bormio si trova in un ampio anfiteatro naturale al centro delle Alpi. Il bianco delle nevi perenni dei ghiacciai, il verde intenso dei boschi e dei prati, l’azzurro del cielo e la trasparenza delle acque sono i colori che ne contraddistinguono il paesaggio. Un paradiso per gli amanti dello sport, della natura, dell’arte e della cultura. In inverno, Bormio e il suo comprensorio offrono più di 180 chilometri di piste di sci alpino, nordico e snowboard, mentre in estate c’è la possibilità di sciare sul ghiacciaio del Passo dello Stelvio.
Particolarmente affascinanti sono le escursioni di sci alpinismo e con le racchette da neve nei sentieri del Parco Nazionale dello Stelvio che, durante la stagione estiva, si trasformano in oltre 600 chilometri di tracciati da percorrere con la propria mountain bike, a piedi o a cavallo. Inoltre, per gli appassionati di bici da corsa, è possibile cimentarsi in alcune delle più grandi salite che hanno contribuito a rendere nobile il ciclismo in Italia e nel mondo: il Passo dello Stelvio, il Passo del Gavia e il Mortirolo.
Un campo da golf di nove buche, il palazzo del ghiaccio, la pista di curling, i campi da tennis e numerose altre attività permettono di respirare fino in fondo il piacere della montagna.
Una passeggiata nello splendido centro storico del paese, con le chiese, i palazzi e i musei permette inoltre di immergersi nell’atmosfera d’altri tempi di quella che per 700 anni è stata una piccola democrazia comunale al centro delle Alpi.
Senza dimenticare, infine, le calde acque termali dei centri di Bormio Terme, Bagni Nuovi e Bagni Vecchi conosciute fin dai tempi degli antichi Romani.
Infrastrutture e servizi di grande qualità, una storia millenaria tutta da scoprire, eventi di importanza mondiale e, ovviamente, i sapori inconfondibili dell’enogastronomia valtellinese: questa è Bormio, la Magnifica Terra.

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24/01/2018 Lascia commento


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