Carnia terra del Friuli tutta da scoprire - Natoconlavaligia

Ultimo aggiornamento 24/05/2018
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Carnia terra del Friuli tutta da scoprire - Una terra con maestose montagne, ampi spazi naturali e ricca di verdi vallate spettacolari.

Di Dorina Cocca


Le rocciose Alpi Carniche la racchiudono. Vicinissima all’Austria a nord, confina con il Veneto ad ovest, spingendosi ad est fino alla Slovenia.
Una terra che piaceva tanto anche al poeta Giosuè Carducci, dove per un periodo ha soggiornato per ragioni di salute. Pare per un esaurimento nervoso che gli procurava malinconia, scacciata grazie alle rilassanti passeggiate e alla buona tavola.
Le montagne antiche e la serena bellezza dei paesaggi carnici hanno suscitato nel Poeta tante emozioni. Parte di queste emozioni le ha trasmesse ai lettori nella poesia “In Carnia” ed il turista attento le vuole cogliere e rivivere. Salendo sulla cima del Monte Zoncolan si spera di vedere le bionde streghe germaniche che, trasportate dalle nuvole durante le notti di temporale, si riuniscono in gran segreto sul vicino Monte Tenchia. Qui danzano e cantano nenie dolcissime. Il loro cantare richiama sul pianoro le streghe che abitano la Carnia. I loro girotondi lasciano per terra cerchi di erba bruciacchiata, segno che sono passate.
Raggiungere il Monte Zoncolan per lasciarsi suggestionare non è semplice.
Il Monte, punto di partenza per tanti sentieri e tracciati, ha una salita considerata una delle più dure d’Italia. Ne sanno qualcosa i ciclisti che l’hanno affrontata per il Giro d’Italia.
Per raggiungere la cima del Monte Zoncolan a 1.750 m. di quota e raggiungere il monumento del ciclista, un modo c’è”!
Fare riferimento a Silvio Ortis, esperto e accompagnatore di mountain bike, simpatico e cordiale. Aiuta i turisti a programmare le vacanze con escursioni anche a piedi ma lui ovviamente preferisce la mountain bike. Con i suoi consigli anche chi non è espertissimo potrà con un po’ di impegno arrivare diritto alla meta!
Se poi lungo la via che porta al Monte capitasse di inciampare, sportivamente nel rialzarci, potremmo usare le stesse parole del Poeta scritte nella lettera alla moglie «Questa mattina ho fatto l'ascensione di un monte. Ho dato un capitombolo nello scendere. Ma sto bene».
Certamente che sì, l’auto può essere un’alternativa ma, una volta in cima, la soddisfazione non sarà la medesima. La fatica, per chi decide di percorrere la strada in mountain bike, è ben ripagata.
Una spettacolo grandioso si apre agli occhi e tanta quiete. Uno spettacolo grandioso. Nelle giornate di cielo limpido l’occhio spazia tra la vista della laguna di Grado e le fiere Alpi Carniche.
D’inverno il Monte Zoncolan  cambia scenario. Con la neve diventa un esteso polo sciistico che è anche quello di maggior spicco del Friuli Venezia Giulia.Lungo i suoi versanti, piste con diversi gradi di difficoltà, per un totale di quasi 30 km, accoglie gli appassionati di sci di fondo e chi predilige camminate con le ciaspole. Tranquillo anche per una famiglia con bambini. Non mancano accoglienti rifugi per ristorarsi.
In friulano Cjargne spirit  salvadi. Carnia spirito selvatico, è perfetta non solo per il contatto con la natura ma anche per assaporare i suoi prodotti genuini.

Carnia è rispetto per la tradizione culinaria
Una tappa da raggiungere, sempre in località Monte Zoncolan, questa volta per fortuna tutta in discesa, si chiama Baita da Rico. E’ un ristorante con bar gestito da Silvio Ortis bravo non solo in sella ma anche in cucina. Con il figlio Matteo, che mette tutta la passione derivata dalla sua giovane età, propongono specialità rispettando la tradizione.
Gli ingredienti sono locali e genuini.  Ventotto sono i primi piatti proposti. Tutta la pasta indicata nel menù, dalle tagliatelle, agli gnocchi, è rigorosamente fatta a mano. Come pure gli immancabili cjarsons, di cui ogni locale conserva la propria e unica ricetta. Una specie di ravioli a forma di mezzaluna preparati con pasta di patate che racchiude un ripieno di spezie, frutta secca, uva sultanina ed erbe aromatiche che crescono spontanee in questi prati. Sono tantissime, tutte ottime da mangiare. Un tesoro di profumi che insaporiscono ad arte le pietanze ma anche garantiscono la salute nel piatto grazie alle loro proprietà nutrizionali.
Di certo non manca la polenta abbrustolita con il frico, un morbido e curioso miscuglio di vari formaggi e patate. i dolci sono preparati in casa. I biscotti a forma di esse, rustici e fragranti preparati con il genuino il burro di malga, chiudono il pasto con bontà e senza appesantire.
Baita da Rico è un locale accogliente e un posto tranquillo dove rimanere seduti a tavola senza fretta. Durante la bella stagione si può mangiare fuori in giardino, dove i bambini si possono divertire con altalene e scivoli.
A primo piano della Baita i turisti possono trovare ospitalità nelle quattro camere da letto con bagno (dodici posti letto in tutto) per dormire in un contesto  rilassante e immersi nel silenzio della natura circostante (www.baitadarico.it).
La Carnia custodisce borghi caratteristici
La Carnia offre tante località da visitare. Anche ora che gli alberi cambiano colore e sembrano vestiti a festa con le loro sfumature autunnali. Custodisce borghi caratteristici, uno più bello dell’altro, che meritano di essere visitati.
La scelta di quale scegliere dipende da come ci si sente d’animo.
Se quello che ci spinge è la ricerca di relax e benessere, un posto ideale dove soggiornare, dal quale muoversi per conoscere le altre bellezze del territorio, è Arta Terme, scelto anche dal Carducci. E’ una località termale, a 442 metri di altitudine, immersa nel verde della Val But delle Alpi Carniche.
Il  moderno “Palazzo della acque” fa proprio al caso nostro. E’ un centro benessere che “sfrutta” le proprietà curative delle acque sulfuree che sgorgano dalla vicina Fonte Pudia. Per debellare vari disturbi del corpo con i fanghi termali ma anche per ritagliarsi delle parentesi di relax con massaggi di benessere. Per rimettersi in forma,lo stabilimento è aperto sia in inverno che in estate e la struttura è convenzionata con il Servizio Sanitatio Nazionale (www.termearta.org).
Vicinissimo ad Arta Terme, sempre nella Valle del But, si trova Sutrio. Affascinante nel suo centro storico ben restaurato mostra ai turisti le tipiche case in pietra. Lungo le sue stradine e viuzze non è raro vedere statue in  legno realizzate dagli artigiani locali. Sutrio è conosciuto anche come il paese dei falegnami.
Manca molto poco a Natale e già fervono i preparativi per la mostra dei presepi. Circa un centinaio i presepi che partecipano alla rassegna. Sono rigorosamente artigianali ed animano le vie del centro e quelle secondarie. E’ l’attesa “Borghi e presepi” che, dalla settimana che precede il Natale fino all’Epifania, coinvolge tutti i turisti e rende orgogliosi gli abitanti. E’ anche occasione per visitare gli angoli e gli anfratti più caratteristici del paese. Comunque la magia del Natale rimane a Sutrio tutto l’anno con il presepe di Teno (soprannome di Straulino Gaudenzio). Teno era un maestro artigiano del luogo che in una trentina d’anni, ha costruito un enorme presepe con animazioni. Si può ammirare al piano terra di un antico palazzo nel centro di Sutrio. Il presepe con le sue statuine racconta la vita, il lavoro e le usanze di Sutrio e più in generale della gente carnica.
Un’altra alternativa è Sauris a circa 900 m. di altitudine e lontano dai centri abitati. Si possono percorrere sentieri che si dipanano nel silenzio delle montagne che sembrano dipinte. Luoghi incantati fuori dal tempo, ricercati da chi vuole rallentare i ritmi frenetici che la città impone.
Rilassante è la vista del suo lago artificiale verde smeraldo dagli incredibili riflessi. Sembra una perla incastonata tra i monti. E’ stato costruito da una diga di sbarramento sul fiume Lumiei. D’estate è possibile andare in canoa o praticare la pesca.
Ottimo il suo prosciutto crudo, che ha ottenuto il marchio europeo IGP nel 2010. Dal caratteristico e inconfondibile sapore affumicato, ottenuto dal legno di faggio, che cresce abbondante in questa zona.
Lo si potrà gustare nel Ristorante Riglarhaus che nel dialetto saurano significa “la casa vicino al ruscello” che scorre infatti accanto al locale e le sue acque si “tuffano” nel Lago di Sauris.
Paola Schneider, titolare del ristorante e presidente di Federalberghi della Carnia, è anche la cuoca del Riglarhaus. Per soddisfare la clientela, Paola punta sul mangiare della tradizione unito all’innovazione nel modo di cucinare, mantenendo inalterati i sapori e le sensazioni.
Antiche ricette, preparate con la stessa cura e arte di un tempo, danno piatti semplici dai sapori rustici.  
Le tantissime erbe aromatiche, che in primavera-estate crescono spontanee in questi prati, danno un tocco di profumi e sapori dimenticati . Tarassaco, asparagi selvaggi, pimpinella, ortica, genziana solo per citarne qualcuna. Non sono ingredienti per una pozione magica ma, tutte ottime da mangiare, regalano aromi inediti che sanno di tradizione.
Cosa ordinare? Ovviamente come primo piatto cjarsons a volontà.  I buongustai però non possono rinunciare al piatto tipico chiamato  dunkatle, una polenta piuttosto liquida insaporita con bocconcini di carne di maiale, costine e salcicce. Davvero una insolita bontà. Per concludere alla grande una bella fetta di strudel di mele, rustico e gustosissimo (www.riglarhaus.it).
Naturalmente, per chi non vuole dimenticare il passato e ama la storia, una visita a Timau è quasi un obbligo. Timau, piccola località a pochi chilometri da Sutrio, è sede del Museo della Grande Guerra, dove sono esposti tantissimi reperti bellici italo austriaci perlopiù reperiti sulle montagne carniche.
Dove pernottare: ad Arta Terme si consiglia l’Hotel Gardel un rinomato trestelle superior. dotato di un Centro Benessere con piscina. Massaggi, salute e coccole sono assicurate. Il ristorante prepara buoni piatti della cucina tipica locale (www.gardel.it).
A Sauris, non lontano dal centro abitato, Borgo Eibn offre alloggio nei 15 appartamenti costruiti recentemente in tre chalet. Ci si potrà anche rilassare nella SPA con piscina  (www.borgoeibn.it)

Dove mangiare: L’agriturismo Randis, vicino al centro termale di Arta Terme, propone  le eccellenze  del territorio, quali i cjarsòns alle erbe aromatiche, gli gnocchi, polenta con  il frico, i formaggi di malga e l’immancabile strudel insieme ad altri dolci tipici fatti in casa. Tutto preparato con prodotti genuini. Il Randis ha un maneggio dove imparare equitazione Il proprietario Massimo Peresson è campione di trekking a cavallo (www.agriturismorandis.it).

Info:
Carnia Welcome
04/12/2017
Sito realizzato da Giovanni Tavassi
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Il sito utilizza musica gratuita: jamendo.com
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